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Vecchio 17-06-2009, 03:14   #431
CiupaC
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Base Re: Scene indimenticabili dei film

^ lol.. Braxton, devo dire che "hai fatto un post". :\
__________________
quando un topo de fogna t'esce da una fogna, facile facile..t'entra in un'altra! °_°
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Vecchio 25-06-2009, 17:55   #432
Braxton Bragg
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Base Re: Scene indimenticabili dei film

" Da quanto dura questa storia?"
Il tono del protagonista è cupo; cupa è l’espressione del suo volto.
C’è solo lui, al centro della scena.
Da appena fuori dell’inquadratura, dal lato sinistro, risuona, affranta e dolente, piena di vergogna, la voce di lei. La ragazza rivela da quanto tempo dura quella storia; il protagonista allibisce.
Aveva appena capito del tradimento ed ora scopre che questo durava da tanto, tanto tempo. Sul suo viso scorrono le espressioni di sorpresa, vergogna, indignazione.
Sicuramente tutti sapevano, tranne lui, ed è stato l’ingenuo zimbello degli altri.
I giorni splendenti della sua vita cambiano di colore, perdono in quell’istante la luce della felicità per diventare i giorni oscuri dell’odioso inganno. Ma il protagonista, con dignità, rimane in silenzio. Tace; anche perché la ragazza è un fiume in piena, una colpevole che non aspettava altro che poter confessare, e con la sua voce umiliata e triste rivela, senza accampare scuse, tutta la sua slealtà, e quanto questa le pesasse sul cuore.
Il protagonista lascia che si sfoghi. Non desidera un battibecco, né una volgare scenata.
Lui non saprebbe trovare, nei confronti della ragazza, parole più dure di quelle che lei stessa adopera contro di se. Ma c’è qualcosa che il protagonista vuole rimarcare, ora che la fiumana di parole della ragazza si è arrestata. Ora tocca a lui sfogarsi.
Ed il protagonista gonfia il petto, le labbra si schiudono per dire infine che…
Purtroppo in quel preciso istante l’altro, che stava appena fuori dall’inquadratura, sulla destra, schiude anche lui il suo cuore traboccante di vergogna e confessa e si scusa e mostra quanto una passione incoercibile, assieme a certi dettagli vividi e imbarazzanti, lo abbiano portato a fare cose che mai avrebbe pensato di compiere, e quanto sia addolorato della sua slealtà nei confronti del protagonista. E come si fa a interrompere un colpevole così sinceramente addolorato?
Il protagonista lo ascolta, pieno di dignità.
Certo, anche il protagonista avrebbe da ridire su certe affermazioni dell’altro, ed ora infatti tocca a lui farsi sentire, ed apre bocca per far notare che..
Tuttavia è proprio in quell’istante che alla ragazza, probabilmente ad occhi bassi, sovviene di un’altra cosa di cui domandare perdono, e di un'altra ancora, e le parole di lei, fitte fitte, così addolorate e smarrite, continuano a fluire, inarrestabili.
Si, va bene, però…
Ma ora tocca all’altro precisare tutta la sua enorme stima per il protagonista, e come sia desideroso di seguirlo, come artista, in ogni sua iniziativa e..
Il protagonista ormai ha gli occhi levati al cielo, vagamente disperati.
Sembra chiedersi se quei due ne abbiano ancora per molto, e se lui riuscirà a dire anche solo due parole….

Ricordi a quale film appartiene questo incipit, questa scena tutta incentrata sulla mimica del silenzioso protagonista?
Cita:
Sono pazzo di Iris Blond, 1996. Il protagonista ammutolito è Carlo Verdone. La ragazza dall’eloquio fluviale è Claudia Gerini
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Vecchio 01-07-2009, 21:23   #433
Braxton Bragg
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Base Re: Scene indimenticabili dei film

Stai concentrato..
Scrivilo…
Ricordati..
Stai concentrato…
Leonard è frenetico; fruga dappertutto. Cerca una penna. Deve scrivere, prendere un appunto, o quello che ha appena sentito svanirà, ed è importante, dannatamente importante, quello che ha saputo…
E’ per via di quel maledetto disturbo; non è più in grado di ritenere nuovi ricordi…
Concentrati.. concentrati.. scrivilo… ricordati.. ricordati… si ripete, Leonard.
Ma non c’è una fottuta penna da nessuna parte, nel soggiorno della villetta…
Leonard getta un’occhiata di fuori. C’è una donna nella macchina parcheggiata sul vialetto, si guarda nel retrovisore; scende dalla macchina…
Può farsi trovare mentre fruga in una casa che non è sua, e una donna sta per arrivare?
Leonard si ferma.. Batte le ciglia, stranito.
Si apre la porta d’ingresso. Entra una donna, bruna; quella che era in macchina. E’molto bella ma ha un espressione ferita, indifesa, e umidi occhi celesti. Deve essere la casa della donna, quella, dato che ha le chiavi. Qualcuno l’ha picchiata; ha il labbro inferiore spaccato, e sanguina dal naso.
Lei ha un’aria umiliata, supplice; è come se conoscesse l’uomo che ha davanti, e chiedesse aiuto.
“Cos’è successo?” Azzarda Leonard.
“Cazzo Leonard! Non lo vedi? Mi ha pestata!”
(Ha detto il suo nome; allora lo conosce…)
“Chi?” domanda l’uomo.
“Chi? Dodd!” Esclama la donna, “ Ho fatto come mi hai detto, ho parlato con lui e.. gli ho detto che Jimmy è andato all’appuntamento con quel Teddy, e che non è tornato… ma non mi ha creduto. Gli ho detto che non avevo ne la droga ne i soldi e lui.. mi ha massacrata.. Bell’idea hai avuto!”
Esclama lei disperata; “Lenny! Mi ucciderà! Se non gli riporto i soldi… o la droga”
“Calma, calma, aspetta.. siediti”, dice Leonard, facendola accomodare su un divano. “ Ti porto del ghiaccio…”, aggiunge, accennando al sangue sul viso di lei…
“Descrivimi questo.. Dodd”, dice Leonard, dopo aver portato il ghiaccio alla ragazza.
“Cosa vuoi fare?”, mormora lei, apprensiva.
“Vado da Dodd… e lo riempo di botte… e gli dico di cercate Teddy”.
“Ti ucciderà!..” Geme la donna, mostrando una palpitante angoscia; “Cerchiamo un’altra soluzione! Quell’uomo è troppo pericoloso…”
“Devi solo.. descriverlo” Dice Leonard, risoluto; “Dirmi come trovarlo..”
“Probabilmente sarà lui a trovare te…”, sussurra lei a malincuore; “..gli ho descritto la tua macchina..”.
“Perché lo hai fatto?” Domanda lui, sorpreso.
“Leonard!” Geme la donna, come per giustificare la propria debolezza,“ Mi stava pestando! Qualcosa dovevo dirgli…”
“Va bene.. Va bene…” taglia corto l’uomo; “Descrivimi questo tizio.. questo Dodd”
Dice Leonard, cercando inutilmente intorno a sé qualcosa per scrivere.
“Hai una penna?” Domanda infine alla donna.
“Si… nella mia borsa” dice lei alzandosi dal divano, con passo incerto, per andare a mettere su carta una descrizione di Dodd. Mentre la donna scrive, Leonard stringe nervosamente il pugno.
Sente una fitta alla mano; abbassa lo sguardo.
Le nocche sono arrossate, dolenti, come se avesse appena colpito qualcuno.


Ricordi a quale film appartiene la scena precedente?
(segue)
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Vecchio 08-07-2009, 11:35   #434
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Base Re: Scene indimenticabili dei film

Cosa ci fa in quella stanza?
Non è casa sua.. e non sembra una camera d’albergo.
Dalle finestre si scorge un prato, degli alberi, altre case. Si direbbe il soggiorno di una villetta.
Come arrivato la dentro? E perché?
Sa chi è. Sa cosa è successo; almeno fino al giorno dell… incidente.
Poi il.. problema; la perdita della memoria a breve termine. Due minuti… e tutto scompare.
Ma lui ha metodo. E’ organizzato, disciplinato. Foto; piccoli appunti, e la vita ridiventa possibile.
La porta d’ingresso si apre. Entra una donna, bruna. E’molto bella ma ha un‘espressione dura, tagliente, e gelidi occhi celesti. La casa dev’essere sua, dato che ha le chiavi. Lei lo fissa con espressione tesa, ma non sembra stupita di trovarlo li, come se lo conoscesse.
La donna guarda fuori da una finestra. Bruscamente, chiude le tende.
“Cos’è successo?”, azzarda Leonard.
“Cosa è successo? Cazzo Leonard! Ma tu non sai mai niente?”
(Ha detto il suo nome; allora lo conosce…)
“Sai…” accenna Leonard, “il mio disturbo..”
“Certo!”, replica lei nauseata, “.. il tuo disturbo!” dice, come se ascoltasse una scusa irrancidita.
E’ nervosa, aggressiva. Gira per la stanza. Afferra delle cose, forse penne, o matite, e le getta nella borsa. Lui cerca di calmarla; lei risponde che è facile stare calmo per chi la paura nemmeno se la ricorda, ma lei ne ha tanta, di fottuta paura; è lei che vogliono uccidere.
Poi racconta: Jimmy doveva incontrare un certo Teddy, per comprare della droga; si è portato dietro un sacco di grana.. e non è più tornato. Dodd crede che lei ( lei si chiama Natalie, specifica, insofferente per l’ennesima ripetizione) abbia fregato i soldi. Se entro domani non riporta la droga, o i soldi, la ammazza.
“E cosa posso farci io?” Domanda Leonard, intuendo che la donna vuole qualcosa da lui.
“Puoi liberarmi da lui” nota la ragazza con semplicità.
“Uccidi Dodd”, dice tranquilla; “…posso pagare”, specifica.
Leonard allibisce. Lui non ucciderebbe nessuno, esclama, non per denaro.
“E per cosa puoi uccidere, allora? Per amore? Per… tua moglie?”
Domanda la donna, dal profilo purissimo e dai modi spicci.
“Tua moglie! Quella troia!” Esclama la donna; “ Sai Leonard? Ho deciso di usarti, e te lo dico, perché tanto non ti ricorderai nulla, nemmeno che ti ho detto che Natalie… ti odia! E ti userà! E dopo, dimenticherai tutto, e saremo… grandi amici, e forse.. amanti… “
“Non parlare così di mia moglie.. “ Risponde Lui, a denti stretti.
“Io parlo come cazzo mi pare!” Lei gli urla sul muso, gridando che lui è “ Un… patetico mostro, un minorato e… “
La mano di Leonard scatta verso il viso di lei. Allontana da se la donna, con violenza.
Ora lei ha il labbro inferiore gonfio e sanguinante, spaccato dalla manata, ma sembra averle fatto poco più che l’effetto di una carezza.
“Mi sono informata sul tuo disturbo.. “ Sibila beffarda la donna.
“Sai qual è una delle cause della perdita della memoria breve? Le malattie veneree…”
Ridacchia Natalie, col viso ad una spanna da quello di Leonard.
“Forse quella… gran troia di tua moglie, l’ha data a un pervertito di troppo e ti ha..”
Leonard scatta; la donna vola per terra. Lui ha una smorfia; guarda la mano con cui ha sferrato il pugno, le nocche arrossate, dolenti. Alla donna, per terra, ora, cola sangue dal naso.
“Torno subito..” dice lei, soddisfatta, tirandosi su dal pavimento, con una luce fredda negli occhi.
La donna esce. Sale in macchina. Si guarda nel retrovisore. Aspetta...




(Come apparirebbero gli eventi ad una persona che avesse perso la memoria a breve termine? Ogni cosa sembrebbe priva di causa, ogni evento non avrebbe precedenti che ne possano spiegare il senso.
In una storia, di solito, ci si domanda come andrà a finire. Nel film a cui appartengono le due scene precedenti ci si chiede: come diavolo siamo potuti arrivare fin quì? )
Ricordi con quale film, dalla geniale architettura, è stata resa l'idea, spiazzante, del presente privo di passato?
Il tale a cui apriamo la porta, è il killer da cui stiamo fuggendo o la salvezza che aspettiamo?
Risposta in caratteri bianchi, evidenziabile nel riquadro

Cita:
Memento, di Christopher Nolan, del 2000. La donna dai due ( o più?) volti è una splendida Carrie Anne Moss
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Vecchio 16-07-2009, 20:00   #435
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Base Re: Scene indimenticabili dei film

Maschio, bianco, massiccio. Sulla cinquantina.
Baffi e chioma neri, sotto il cappello chiaro, a tesa larga.
Posato accanto a sé, sulla roccia ha un grosso binocolo.
Un occhio lo tiene chiuso; con l’altro guarda nel mirino telescopico del fucile.
Sotto la luce piatta di quella stenta e immensa prateria, che diventa deserto, ha poggiato uno stivale di traverso sulla roccia, e sullo stivale ha poggiato il fucile. Regola con cura l’alzo, ora. Sulla linea di mira ha un maschio di antilope, che bruca l’erba ruvida, laggiù, col branco.
L’antilope è al limite del tiro utile, ma nel centro del mirino. L’uomo spara.
Lontano, al grosso animale cedono le zampe. Poi un guizzo, e la fuga, col branco scompigliato.
L’uomo col cappello chiaro sospira. Si mette sulle tracce dell’animale ferito. Arriva sul luogo. Trova una traccia di sangue. La segue, fino a quando, perpendicolare alle tracce dell’antilope, una seconda traccia lo sorprende
Sangue: fresco, scuro, abbondante.
L’uomo guarda verso destra, nella direzione descritta dalla nuova traccia. Non si vede nessuno.
Guarda verso sinistra. Qualcosa di scuro si muove tra l’erba alta. L’uomo solleva il cannocchiale; guarda.
Un grosso cane, nero e lucido, si allontana zoppicando, con una zampa ferita.
Sembra un cane da combattimento; un molosso da presa. E sembra fuggire da qualcosa.
L’uomo si dirige nella direzione da cui il cane sembra allontanarsi. Cammina verso l’orlo del pianoro, una cresta che si affaccia sulla vallata sottostante. Proprio sul limite del pianoro c’è uno stento cespuglio spinoso.
I rametti, irti, fanno pensare a tante piccole croci.
Ci sono dei fuoristrada, laggiù, fermi. Sono lontani; non si scorgono nei particolari. Tre sembra siano arrivati da una parte, due dall’altra. Uno dei fuori strada ha la portiera spalancata. Non si vede anima viva.
Con i binocoli si scorgono altri dettagli: almeno tre persone. Immobili, per terra.
L’uomo col cappello si avvicina , cauto, col fucile spianato. Un grosso cane è stecchito, sulla polvere intrisa dal suo sangue. Un uomo bruno, con accanto una mitraglietta, è steso su un fianco; le mosche banchettano su di lui. Un altro uomo ha accanto una pistola. Sta sulla schiena, con la camicia intrisa di sangue. Sembra un macello. E’ successo da poco. I corpi, sotto quella calura, non sono ancora gonfi.
Su un fuori strada ci sono i segni di un fucile a pompa.
Buchi nel metallo delle fiancate, grossi quanto un pugno.
L’uomo col cappello apre una portiera. Dentro, le gambe sul sedile, un uomo è stato ficcato sotto lo sterzo, dall’impatto del piombo. C’è sangue dappertutto.
Nel pick up di fronte ci sono i circoli perfetti di una raffica di Kalashnikov.
Altri cadaveri, altre armi per terra. Altro sangue, altri fori di proiettile.
L’uomo col cappello chiaro apre la portiera dell’altro pick up. Il vetro, ancora intero ma attraversato da un proiettile, è opaco.
L’uomo ha un sussulto. Un tizio lo guarda, da là dentro.
"Agua..." sussurra l’uomo bruno, che sembra trattenere qualcosa con la mano, premuta sullo stomaco insanguinato.
"Non ho acqua" risponde l’uomo col cappello chiaro, tenendo sotto tiro l’uomo ferito. Ma quello sembra più di là che di qua. Per precauzione l’uomo col cappello prende la mitraglietta che il ferito ha vicino alla mano.
Questi non sembra poter muovere un dito. "Agua...", ripete il ferito.
"Ti ho detto che non ho acqua" risponde l’uomo col cappello. Quel pick up sembra carico. Fatto il giro del fuori strada, l’uomo solleva il telo che copre il pianale. Lì c’è un migliaio di libbre di qualcosa, in grossi pani, chiusa nel cellophane. Droga, ancora da tagliare. Uno scambio andato male, sembrerebbe. Uno scambio…
"Dov’è l’ultimo? Quello rimasto in piedi? C’è sempre uno che rimane…" Chiede l’uomo col cappello, ma il ferito non sembra saperlo
"Serra la puerta…" chiede alludendo alla portiera del fuori strada, rimasta aperta. "Hay lobos…"
"Non ci sono lupi…" risponde perplesso l’uomo col cappello, allontanandosi.
Si guarda intorno. "Forse sei ancora qui…E forse puoi spararmi addosso" dice tra se.
Lontano, in tutta quella prateria sabbiosa, ci sono due alberi. Si dirige verso le piante; si ferma. Osserva col binocolo. Sotto una delle piante, si scorge una figura, distesa sulla schiena.
L’uomo col cappello si siede per terra. Guarda l’orologio. Aspetta…
Nessun movimento. La figura è immobile. L’uomo col cappello si avvicina.
L’uomo sotto la pianta ha gli occhi aperti, la camicia sembra intrisa nel vino rosso, e non respira. Ha una pistola cromata nuova fiammante, nella mano semichiusa. L’uomo col cappello controlla l’arma, e se ne appropria.
Accanto al cadavere c’è anche una valigia. Nera, rigida, di cuoio.
L’uomo col cappello la apre.
Dentro, bene ordinate, ci sono mazzette di banconote. Sono da cento dollari. E la valigia è piena.
L’uomo col cappello si guarda intorno, nervoso, quasi si aspettasse di essere osservato.
Richiude la valigia, e la porta con sé….


Ricordi a quale film appartiene la scena, con la quale la storia invita lo spettatore ad entrare?
Risposta in caratteri bianchi, evidenziabili nel riquadro.

Cita:
Non è un paese per vecchi, di Ethan e Joel Coen, 2007. Un film con una morale sorprendente: mai fidarsi di Javier Bardem
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Vecchio 23-07-2009, 22:23   #436
Braxton Bragg
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Base Re: Scene indimenticabili dei film

I grandi e scuri occhi della bambina si spalancano, curiosi, sulle pagine di quel libro singolare.
La pagina appena aperta, candida, si riempie di strani segni; linee colorate prendono vita. Una strana e inquietante figura sembra porsi al centro di quei dettagli. La bambina legge:
"Con il gessetto, disegna una porta, in un punto qualsiasi della stanza. Prima di entrare, gira la clessidra. Porta con te le fate. Non bere e non mangiare nulla di quello che troverai la sotto.
E torna prima che l’ultimo granello di sabbia sia caduto".
La bambina traccia un rettangolo su una parete, col gessetto. La traccia di gesso sull’intonaco sembra sfrigolare, quindi una sottile linea di luce prende a contornare la "porta" disegnata sul muro. La bambina pone a tracolla il contenitore cilindrico entro cui ha fatto entrare "Le fate".
Spinta della bambina, la porta schiusa nel muro ruota con rumore ruvido, di pietra che sfrega su pietra. La sotto c’è come un sotterraneo. La bambina poggia una seggiola là sotto, per poter scendere, quindi volta la clessidra. La sabbia prende a scorrere…
La bambina si avvia lungo il corridoio della cripta, verso la svolta, là in fondo. Sembra una chiesa di quelle che i visigoti costruirono da quelle parti, con sottili colonne di pietra levigata, prima che gli arabi arrivassero in Andalusia e sostituissero la loro architettura a quegli archi acuti.
Sopra è notte, ma sotto, la luce di un altro mondo, chiara e verticale, piove da certi stretti lucernari.
Oltre la svolta, illuminata dai riflessi rossastri del fuoco acceso nel grande camino che occupa la parete di fondo, c’è una tavola magnificamente imbandita, ed affreschi alle pareti. Sulla tavola ci sono vassoi colmi di lucente ribes rosso, arrosti in crosta, fruttiere con dell’uva bruna , opaca per la frescura che condensa l’umidità sulla buccia color granato..
Seduta a capo tavola, immobile c’è una figura bianca, glabra e decrepita, perfettamente immobile, priva di vita.
Non è sicuro che fosse qualcosa di umano. Ha le mani poggiate sulla tavola, ma le dita terminano con delle corna, e non con delle unghie. Non ha volto, ma solo due fori, forse narici, forse vacue orbite. E’ bianco e grinzoso; la pelle pende, floscia, sul corpo pallido e smorto. La bambina osserva un piattino posato sulla tavola, fra le grandi mani di quella figura immobile. Sul piattino ci sono due umidi globi oculari, dalle pupille rossastre.
Sulle pareti ci sono affreschi . Sembrano rappresentare la figura spettrale nell’atto di trafiggere bambini, o sbranarli.
In un angolo c’è come un mucchio di cose vecchie. Sembrano scarpette di bambini.
La bambina apre il cilindro che porta al fianco. Le fate, piccole figure femminili alte una spanna, svolazzano via con le loro ali di farfalla o a forma di foglia. Una fata indica alla bambina la serratura centrale, di tre che si trovano incastonate su una parete. La bambina trae una lunga chiave da una tasca e prova la serratura. Ma la serratura al centro non è quella giusta. La chiave apre invece con facilità la serratura sinistra. La bambina infila con difficoltà un braccio dentro quello spazio buio. Ne trae un oggetto, avvolto in un panno. E’ un pugnale, dalla lama triangolare. Ha una forma antichissima ma è di una materia lucida, intatta. Somiglia insieme ad una elementare lama di selce ed a un oggetto nuovo fiammante. La bambina è soddisfatta; ha svolto il suo compito. Riprende la via del ritorno, quando il suo sguardo cade sull’uva color granato, appannata dalla frescura. Fuori è inverno e quella frutta non c’è…
Le fatine, allarmate, si interpongono svolazzando fra la bambina e la frutta, ma la piccina le scaccia infastidita.
Preso un chicco grosso e rotondo, lo porta alle labbra golose. La bambina chiude gli occhi come in estasi, assaporando quell’acino squisito...
Alle sue spalle, la figura spettrale ha come un sussulto; le mani dalle dita di corno si scollano dalla tavola.
A tentoni la figura raccoglie dal piattino i due globi oculari. Le palme delle mani hanno come un foro, nel quale la figura inserisce gli occhi. Quindi la figura porta le mani, dal cui palmo ora le pupille possono osservare, alla fronte, come per guardare.
La figura, barcollante, si alza. Larghe balze di pelle flaccida pendono dal corpo decrepito, come se quell’essere non mangiasse da tempo immemore.
La fate svolazzanti si scagliano verso di lui ma quello, dopo la sorpresa, riesce ad afferrarne una con ciascuna mano. Con un gesto elementare porta il minuscolo capo della fatina alla bocca, che si chiude, oscena, ed i bargigli penduli ai lati delle fauci si macchiano di sangue scarlatto, mentre il corpicino alato, ora inerte, viene gettato da una parte.
La bambina finalmente si volta. Vede con orrore la figura flaccida e insanguinata incedere barcollante verso di lei.
Il terrore mette ali ai suoi piedi. D’un balzo si ritrova oltre la svolta della cripta.
Ma là in fondo l’ultimo granello di sabbia cade, e la porta si sta richiudendo.
Corri bambina!



Ricordi in quale film appare questa breve guida all’uso responsabile del "fantastico"?


Risposta in caratteri bianchi, evidenziabile nel riquadro
Cita:
Il labirinto del fauno, 2006, di Guillermo Del Toro
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Vecchio 30-07-2009, 23:32   #437
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Base Re: Scene indimenticabili dei film

Ora Lei è di fronte alla porta dello studio legale. La si vede di spalle, ma che sia bella non si può ignorarlo.
Ha i capelli tagliati corti, spalle da nuotatrice, o da giocatrice di tennis, la vita sottile e, fasciato dall’abito attillato, un sederino rotondetto niente male, su gambe entusiasmanti. Ha già messo i finti occhiali da vista.
Fingerà di essere una studentessa in giurisprudenza, arrivata a Londra per porre quesiti al "celebre avvocato", sul diritto britannico, per la sua tesi di laurea. Basta che lui la riceva, e poi troverà lei il modo per cavargli tutto quello che vuole davvero sapere, sul processo per la rapina…
Di fronte alla porta chiusa, la ragazza solleva il braccio destro e, con la mano a coppa, aggiusta qualcosa nella scollatura. Quindi ripete il gesto con la mano sinistra. Poi agita leggermente le spalle, come per sistemare qualcosa. Dalla borsa estrae un piccolo flacone di profumo e ne spruzza un poco dietro le orecchie. Ed ora, l’arma segreta: la ragazza si china leggermente. Solleva la gonna, sul davanti, e spruzza un poco di profumo giusto dove le cosce si congiungono. Non si sa mai. Adesso può suonare alla porta…


Ricordi a quale commedia appartiene la scena o quale attrice la interpreta?
Risposta in caratteri bianchi, evidenziabile nel riquadro.
Cita:
Un pesce di nome Wanda; Charles Crichton, 1988. la ragazza è una scintillante Jamie Lee Curtis






...L’uomo ha una evidente bellezza nei suoi tratti regolari, ma ha qualcosa di protervo nello sguardo.
E' Notte. S’accende una sigaretta, nel cortile della grande casa padronale.
Un rumore particolare attira la sua attenzione. E’ come se qualcosa sbattesse. L’uomo, accigliato, si dirige verso l’origine dello strano rumore.
Dall’altra parte del cortile, in una delle stanze a pianterreno, la ragazza sta passando lo straccio per terra. E’ bruna, ha i capelli neri, una bellezza selvaggia; gli occhi, scintillanti, hanno uno sguardo duro e deciso.
E’ inginocchiata, china in avanti, e sbatte lo straccio sotto una branda, con malagrazia, rumorosamente.
Il seno, florido, tende la tela della sua camicia. L’uomo, arrivato silenziosamente sulla porta, la scorge, di spalle, con le ginocchia ed una mano posati sul pavimento.
Lei sente la porta chiudersi, dietro di sé. Volta il capo. Lui la osserva con un sorriso grifagno, gli occhi socchiusi, e getta via la sigaretta.
Si direbbe una trappola.
Probabile; ma chi dei due c'è caduto?



Ricordi a quale "vecchio" film appartiene la scena?
Cita:
Duello al sole. King Vidor, Lei è la carnale Jennifer Jones, lui un cattivissimo Gregory Peck. Il film è del 1946.
Braxton Bragg non è collegato   Rispondi Citando
Vecchio 07-08-2009, 20:02   #438
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Braxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunque
Base Re: Scene indimenticabili dei film

E’ troppo.
Anche per lui.
Il giovanotto con il giubbino grigio scappa, a gambe levate.
Quel magazzino è sempre stato pieno di quella ed altra roba; sigarette di contrabbando, merce che non può passare la dogana, magari droga, ma ora è colmo anche dell’odore acre della polvere da sparo, e del sentore denso e rugginoso del sangue.
Lui è solo un onesto contrabbandiere. Non vuol saperne di quella vampa di pazzia che sembra avere colpito tutti quanti. Lui non ha colpa per quello che è successo. Vuole solo andarsene da lì.
Corre e corre, a perdifiato, nelle vie deserte e male illuminate della città balcanica.
Nelle case la gente, a quell’ora, sta cenando, davanti alla televisione.
Anche il guidatore della Mercedes, in un certo senso, vorrebbe andare via.
Forse guida un po distratto, forse le strade sono male illuminate, ma quell’ombra sbuca da dietro l’angolo di corsa, proprio all’improvviso.
Lui può solo inchiodare la vettura, per non ammazzare quel tale che corre come un pazzo.
Il giovanotto col giubbino grigio carambola sul cofano della Mercedes, con grande rumore di lamiere; vola per terra. Poi riprende a correre, come se niente fosse. Il guidatore è stranito. Che diavolo sta succedendo? Si guarda attorno: tra le macchine parcheggiate davanti al piccolo condominio ci sono figure curve, c’è rumore di cose metalliche, ed un odore inconfondibile.
“I ladri!” grida il guidatore sporgendosi dal finestrino. “I ladri! Stanno rubando la benzina!”
Dalle finestre si affaccia qualcuno, per controllare le macchine posteggiate davanti casa.
Nell’ombra tra le auto alcune figure indistinte corrono via. Ci sono taniche che si rovesciano, tubi che penzolano dal serbatoio delle auto, benzina che si sparge dappertutto, sull’asfalto, fin sotto la Mercedes e oltre.
“Stanno rubando la benzina dalle auto!” Grida il guidatore della Mercedes.
Dalle case scende un gruppo di uomini; hanno coltelli da cucina, attrezzi da giardino, tubi di ferro. Si guardano intorno, ma i ladri non si vedono più.
Anzi no: laggiù c’è uno che scappa, con un giubbino grigio.
Il ragazzo col giubbino si volta, per via delle urla, e vede una torma di invasati mettersi alle sue calcagna. E quelli chi diavolo …? Forse non è tempo di garbati chiarimenti. Può solo scappare.
Ma lui ormai è stanco e quelli hanno appena iniziato a correre. Il giovanotto allora cerca di nascondersi; s’infila in un cantiere, ma poco avanti trova il passaggio sbarrato da un’altissima grata: l’armatura in ferro di una parete da gettare il giorno dopo.
Si arrampica per scavalcarla, ma gli inseguitori sono ormai vicini, quando lui è ancora a tre o quattro di metri da terra. Con le braccia aperte per scalare la grata, sembra come crocifisso.
Gli uomini, soddisfatti dall’aver finalmente sotto mano uno dei ladruncoli da cui sono tormentati, raccolgono dei grossi cubi di pietra da un mucchio, e li scagliano contro il giovanotto col giubbino.
Qualcuno deve pagare, per quello che sta succedendo a tutti loro.
“Non è colpa mia! Non è colpa mia” Grida il giovanotto, mentre piovono i sassi.
Non troppo lontano, nell’abitacolo della Mercedes, il guidatore è scosso per quello che è accaduto. E’ ancora fermo dove la benzina si è sparsa per tutta la strada.
Col gomito sul finestrino, scuote il capo, sentendo risuonare le grida del “ladro”.
Scuote il capo come per dire: ma come si può essere così irresponsabili? Come si può pensare che le nostre azioni non abbiano le conseguenze che pure, in un attimo di calma, vediamo così chiaramente?
Ma quelle sono cose che riguardano i ladri e i derubati.
Gli altri, insomma. Non lui. Lui, per suo conto, scuote il capo.
Poi si accende una sigaretta, e getta via il fiammifero, ancora acceso.


Ricordi a quale film appartiene la scena in cui viene mostrato come, nei momenti di crisi, l’accumularsi dell’aggressività faccia riemergere il bisogno ancestrale di trovare qualcuno da sacrificare agli dei?

Cita:
La polveriera. Goran Palkaljevic, 1998.

Ultima Modifica di Braxton Bragg : 14-08-2009 alle 23:03
Braxton Bragg non è collegato   Rispondi Citando
Vecchio 14-08-2009, 23:02   #439
Braxton Bragg
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Base Re: Scene indimenticabili dei film

Piccoli esercizi di memoria:
Ti viene in mente a quali differenti film appartengono le diverse scene?
(Risposte, casomai, evidenziabili nei riquadri..)

….E’ notte alta quando lui accende la luce, ma lei non ci fa caso.
Però quando sente l’acqua che scorre, si alza. Lo raggiunge in cucina e lo trova che riempie un contenitore di acqua da bere. A quell’ora di notte, Suo marito si è vestito come se dovesse uscire, ed ha una pistola infilata alla cintura dei pantaloni.
Lei lo accompagna fin sulla porta. Lui , con una mano sulla maniglia, dice, titubante:
"Se non dovessi tornare… dì a mia madre che le voglio bene".
Lei, perplessa, risponde : "Ma Llewelyn… Tua madre è morta..."
Lui ha un lampo nello sguardo, come se dovesse ammettere che la moglie ha proprio ragione, prima di concludere:
"Allora glielo dico io…

Cita:
Non è un paese per vecchi, dei fratelli Coen.


…Un fiume di luci scorre nella notte, sulle strade del centro.
Nel taxi, immerso nel traffico notturno della città degli angeli, il cliente vestito di grigio ed il tassista sembrano intendersi piuttosto bene.
"Oh no!" Risponde con spontaneità il tassista, ad una domanda del cliente. "Questo è solo un lavoro temporaneo.. " dice alludendo al taxi che sta guidando.
" Lo faccio in attesa di mettermi in proprio, di aprire la mia attività.."
"E… da quanto… dura, questo lavoro.. temporaneo?" Domanda il cliente.
"…Dodici anni" risponde, tranquillo, il tassista.
Cita:
Collateral, di Michael Mann. Tom Cruise è il cliente, Jamie Fox il tassista.


…Il soldato osserva la grintosa soldatessa.
"..E’ mai successo che ti abbiano scambiata per un uomo?"
Domanda lui, ironico.
"A me no" Risponde lei, prima di chiedergli:
" E a te?

Cita:
Aliens, naturalmente, di James Cameron.


L’uomo scende le scale del palazzo parigino con circospezione.
Vuole allontanarsi da quell’appartamento, andare via in silenzio, con discrezione. Scende le scale silenziosamente, quando sente un gemito.
Alcuni pianerottoli più in basso, una donna ha gli occhi chiusi, e geme piano. Per come è disegnata la scala, l’uomo che vorrebbe allontanarsi vede in volto la ragazza con gli occhi chiusi e vede invece di spalle l’uomo che sta di fronte alla ragazza.
Dovrebbe trattarsi di un uomo, a giudicare dal soprabito maschile e dal cappello.
Della ragazza, seduta su un pianerottolo, si notano la gonna sollevata sulle gambe aperte, lunghe , pallide.
Dell’uomo di spalle, che deve trovarsi qualche gradino più in basso della ragazza, si vedono soltanto il soprabito ed il cappello.
Il cappello è proprio al centro delle gambe della ragazza; ne occulta, per così dire, il grembo.
L’uomo vorrebbe allontanarsi in silenzio; ma per proseguire dovrebbe.. scavalcarli?

Cita:
Frantic, di Roman Polansky. L’uomo che scende le scale è Harrison Ford

Buon Ferragosto
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Vecchio 22-08-2009, 22:29   #440
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Base Re: Scene indimenticabili dei film

Magari per il suo amico va benissimo quella serata, ma lui non si trova a suo agio in quella villa, così equivoca.
Prima che succedano altre di quelle cose, molto imbarazzanti e poco divertenti, sarà meglio prendere l’auto e tornare in città. E’ notte alta quando il giovanotto, nel parcheggio della villa, si appresta a partire.
E non è andata bene anche per qualcun altro, in quella notte d’estate.
Una splendida donna, infuriata, ed un nerboruto signore, hanno un alterco animato, poco lontano.
Il signore nerboruto tratta sgarbatamente la donna e fa per allontanarsi; il giovanotto si erge in difesa di lei, ma i suoi argomenti vengono spazzati via da uno schiaffo dell’uomo, prima che questi ritorni nella villa..
Anche la ragazza vuole andare via da quel posto, dove mai si aspettava di essere portata.
Il giovanotto le offre un passaggio verso la città…
Mentre guida l’auto scoperta per le strade deserte, il giovanotto ascolta la donna, che ha proprio bisogno di sfogarsi.
Un uomo che sembrava gentile, le ha proposto di portarla in un "bel posto in collina". Lei, che si aspettava un ristorante ed una cenetta romantica, ha accettato, e si è ritrovata in quel locale per scambisti.
Lui, insomma, l’ha portata fin la solo per.. scambiarla con un’altra donna.
"Ma dico io" esclama la splendida donna, ferita nell’orgoglio e ancora furente " Ti sembro.. una troia? Eh? Dico: ti sembro una troia?"
Il giovanotto, mentre ferma l’auto davanti ad un semaforo rosso, scuote la testa in segno di partecipe diniego.
Un tale in motorino si ferma anche lui al semaforo, tra la vettura ed il bordo destro della strada.
"Che vuoi farci.. " Esclama la donna, voltata verso il giovanotto alla guida, facendo dell’amara ironia sul proprio aspetto e sull’ottusità dell’uomo che l’ha invitata, " Si vede che… sono una troia! Sono una troia!"
Alla ragazza, seduta nell’auto sportiva e tutta presa del suo sfogo, il tubino nero da sera è risalito verso l’inguine e, un pò china in avanti nell’infervorarsi, dimostra di avere una florida e squisita scollatura.
Il tale in motorino, che si trova alle spalle di lei, a quelle parole getta un’occhiata golosa dentro l’auto decapottabile e annuisce, lanciando un’occhiata ammirata al giovanotto.
Fortunatamente scatta il verde. L’auto sportiva riparte, lasciando indietro il motorino.
"Ma poi, dico.." Seguita la donna, ancora incredula e furibonda , "..che bisogno c’era di andare in un posto simile?"
Rivolgendosi idealmente all’uomo che l’ha portata nel locale per scambisti esclama: "Vuoi scopare? Eh? Vuoi scopare? Dillo, no? Dillo!".
Nel frattempo un altro semaforo rosso ferma l’auto e, dopo un secondo, nuovamente il tale in motorino si ferma accanto a loro.
"Vuoi scopare? Eh? Vuoi scopare? Dillo! Dillo!" si sfoga la donna, mentre il giovanotto scuote il capo, per solidarietà.
Il tale in motorino, alle spalle della ragazza, ammicca vigorosamente, annuendo, invitando con lo sguardo il giovanotto, imbarazzatissimo, ad aderire prontamente a quell’offerta irrinunciabile.
Sembra dire: ma quando mai ti ricapita, una così?




Ricordi a quale film appartiene la scena?


Risposta, casomai, evidenziabile nel riquadro
Cita:
Ti amo in tutte le lingue del mondo. La commedia degli equivoci nel cinema di Leonardo Pieraccioni. La bella donna è la deliziosa Marjò Berasategui.
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