Azzurra IRC Network Forum  

Torna indietro   Azzurra IRC Network Forum > I Vostri Forum > #italia_area

rispondi
 
Strumenti discussione Modalità di visualizzazione
Vecchio 23-08-2010, 19:49   #1
Braxton Bragg
Wonderful User
 
L'Avatar di Braxton Bragg
 
Data Iscrizione: 11-07-2005
Messaggi: 2.737
Potenza Reputazione: 15
Braxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunque
Base Un film in 3D. La duplice trama

Ho come l’impressione che questa storia sia già stata scritta, per quanto in maniera differente.
Ed ho l’impressione che possa non risultare, con piena evidenza, che queste parole sono.. un film.
Forse si potrebbe dedurre dal tipo di scrittura, che non dovrebbe scostarsi dalla descrizione di immagini, se non per errore.
Se passi da queste parti, prova a dare un’occhiata su questo.. schermo.
Buona visione.
* * *


Una trama oscillante, indefinita, sembra confondere le cose.
Una qualche velatura, chiara e diafana, rende i contorni sfumati, indecifrabili.
Una mano maschile, bruna e nerboruta, scosta la tenda.
Oltre, nitidamente, si scorge una specie di loggiato, largo tre passi circa, e lungo una dozzina.
L’uomo scende tre scalini e osserva le cose intorno a se.
Dal lato dello scudo il muro è massiccio, di solido granito. Aperture a mezzaluna si aprono su..
L’uomo si china e guarda fuori. Vede la muraglia, quasi verticale e poi, una decina di braccia sotto di se, l’arida superficie di un declivio. In lontananza, nell’abbacinante chiarezza di una luce che sembra schiacciare le cose, si scorgono dei canneti, verdi contro il bianco del deserto, ad indicare un fiume, ed una città chiusa da mura.
L’uomo si ritrae e solleva lo sguardo. Travi di legno levigato sostengono un tetto costruito alla maniera dei romani. Da li sotto, le tegole sono appena visibili, tra le rare fessure del fitto cannicciato che le sostiene.
Contro le canne del tetto, dal lato della lancia, c’è un ondeggiante riflesso luminoso, azzurrino, che sembra giungere da appena oltre il parapetto. Con andatura strascicata, su gambe arcuate, da cavaliere, l’uomo avanza nell’ombra fresca del loggiato, avvicinandosi alla parte da cui proviene il riflesso. Da quel lato Il parapetto è basso e sottile, di mattoni, bordato di marmo bianco. L’uomo guarda verso il basso, nel cortile ai piedi dello spalto.
Lo sguardo cangiante della medusa, dal fondo in mosaico di una vasta e limpida piscina, lo fissa negli occhi. Da li giunge il riflesso tremolante. Dell’acqua gorgoglia, scorrendo. Alberi di limone e palme riempiono di chiazze d’ombra e lucido verde il vasto cortile ai piedi della muraglia. Una giovane indaffarata, con una specie di turbante improvvisato sul capo, si arrotola la tunica di tele grezza sulle cosce brune. Poi, con un mastello di legno pieno d’acqua, cerca di lavare via qualcosa, aggrumato su un giaciglio di candido marmo. Sembra vomito.
Due ragazzi bruni, lucidi di sudore, anche loro vestiti appena con uno straccio di tela grossolana intorno ai fianchi, cercano di togliere una macchia color rosso scuro, larga quanto il torace di un uomo, dal bordo della piscina.
L’uomo è giunto all’estremo del loggiato. Tre scalini portano ad una torre la cui apertura è velata da una tenda bianca e leggera. L’uomo scosta anche questa , ed entra. Ora si trova in una sorta di vestibolo a pianta rotonda. Una porta avanti a lui si apre su un ambiente oscuro, a cui si accede scendendo tre scalini, mentre ai due lati si aprono degli ambienti velati da tende, oscillanti ad una leggera brezza.
L’uomo alza appena le mani, come per mostrare a persona oltre i veli, che non impugna nessuna arma e, con passo lento in maniera ostentata, prosegue nel suo percorso.
L’uomo con l’andatura da cavaliere ha una barba nera e curata ad incorniciare il viso dallo sguardo deciso.
Nell’entrare nella sala buia, tuttavia, il suo sguardo per un attimo sembra tradire apprensione.
Chinandosi in segno di rispetto, nell’entrare, il cavaliere dice:
“Magnifico Signore…”
Braxton Bragg non è collegato   Rispondi Citando
Vecchio 24-08-2010, 21:21   #2
Braxton Bragg
Wonderful User
 
L'Avatar di Braxton Bragg
 
Data Iscrizione: 11-07-2005
Messaggi: 2.737
Potenza Reputazione: 15
Braxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunque
Base Re: Un film in 3D. La duplice trama

"Magnifico Signore…"
dice il cavaliere , nell’entrare, chinandosi in segno di rispetto:
La sala ove entra è piena d’ombra. Le pareti, fino all’altezza di un uomo, sono ricoperte da marmo verde, venato di nero. Da una finestrella aperta nella parete della torre piove, dritta su una specie di leggìo, obliqua e formicolante a causa del vapore che sembra saturare l’aria, una lama di chiarissima luce.
Seduto di spalle rispetto all’entrata, un uomo gigantesco, una sorta di Ercole dalle spalle massicce, con una cascata di riccioli neri in capo, sta seduto su una specie di lettino al bordo di una vasca piena d’acqua, con i gomiti poggiati sulle cosce. Alza appena una mano, come per salutare il cavaliere appena entrato. Una donna alta, snella, statuaria, anche lei di spalle all’ingresso, massaggia i muscoli del gigante. Un cerchio di metallo intorno al collo, qualifica la donna come schiava.
Tuttavia, il metallo è oro, ed il cerchio raffigura una serpe che si morde la coda, finemente cesellata.
La donna sembra nubiana, a giudicare dai tratti. La sua pelle ha un tono bruno e caldo; sembra il colore delle bacche di cui le capre vanno ghiotte, e di cui si beve uno scuro infuso, nella terra dei Sabei. Un drappo di lino bianco, unico indumento, avvolto intorno ai fianchi , spicca contro la pelle scura.
La donna guarda la mano del gigante alzarsi. Allora volge lo sguardo, dagli immensi occhi lucenti, verso l’entrata, salutando il nuovo venuto con un gesto del capo. E' molto bella.
Da una piccola anfora di vetro opaco, la donna trae una gelatina verdazzurra, che spalma sulle pelle stranamente gialla del gigante, i cui muscoli, così massicci, sembrano privi di consistenza sotto i gesti della donna, le cui scure dita sembrano affondare nella carne dell’uomo.
"Magnifico signore, il nuovo cammino di ronda è bello, ben disegnato ma.. se qualcuno lanciasse una freccia incendiaria sulle canne del tetto…
Il gigante alza un dito. Il cavaliere si zittisce e, pur non essendo sotto lo sguardo di quello strano Ercole, si china rispettosamente.
Il gigante indica qualcuno. Nell’ombra, appena oltre la lama di luce, c’è un’altra persona..
Un vecchio consunto, dai tratti etiopi, vestito con una tunica scura, sembra materializzarsi accanto al leggìo, sul quale srotola qualcosa che somiglia ad una pergamena. Come se avesse ricevuto un cenno di assenso, prende a recitare:
" Le zattere portavano la pietra tagliata, dalle montagne. Le navi trainate dai buoi portavano i mattoni, cotti al sole, e la torre, nella città alla confluenza dei fiumi, cresceva e cresceva, seguendo il disegno della spirale, e nuovi terrapieni circolari portavano a nuove altezze, e la gente di Babilonia ammirava l’immensa costruzione. Poi le lingue si confusero, la torre smise di crescere, e, si disse, la superbia trovò la propria punizione.
Le pietre dalla montagna; i mattoni dalle paludi.
Ma la traboccante terra dei terrapieni, da dove giungeva?
Così i sacerdoti di Babilonia, riempendo gli sguardi con l’immensa torre, accecarono le genti, velarono con lingue straniere il segreto, e mantennero occulta la vera direzione della ricerca, non verso l’alto, ma verso il basso; l’immenso scavo sottostante, che nel ventre oscuro della terra, li portò finalmente a raggiungere..."
Il gigante solleva un dito.
Il lettore tace.
Il dito del gigante viene puntato verso la pergamena. Una voce nasale e acuta, quasi infantile, sembra uscire da quelle spalle gigantesche; dice:
"E’ questo l’uomo"
"Non sarebbe meglio se…" accenna appena il cavaliere.
"E’ questo, l’uomo", Ripete la voce nasale.
Il cavaliere allarga le braccia e annuisce, mentre il gigante, senza voltarsi, china il capo da un lato, come a suggerire alla schiava un punto da massaggiare….
"Basilide di Cirene", scandisce il vecchio consunto, dal leggìo.
"Ma Basilide…" sussurra il cavaliere, perplesso… ".. E’…. morto…."
Un risolino silenzioso sembra scuotere le spalle del gigante...
Braxton Bragg non è collegato   Rispondi Citando
Vecchio 28-08-2010, 12:23   #3
Braxton Bragg
Wonderful User
 
L'Avatar di Braxton Bragg
 
Data Iscrizione: 11-07-2005
Messaggi: 2.737
Potenza Reputazione: 15
Braxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunque
Base Re: Un film in 3D. La duplice trama

"E noi…?" dice incredula la voce suadente.
In un giardino, circondato da un muro alto almeno cinque braccia, sotto un cielo azzurro, sgombro di nubi.
"E noi…? " domanda ancora la voce suadente, coma a sottolineare il dubbio… .
Il vasto giardino, punteggiato di alberi da frutto e da curati cespugli di mirto, ha ,in un angolo, un ampio pergolato circolare, di un verde fresco e tenero, sostenuto da alte colonne di legno scuro e levigato. Il terreno sotto il pergolato è stato scavato ed un circolo di sedili di marmo bianco circonda quattro lettini ricoperti di stuoie, secondo l’uso dei romani, disposti intorno ad una piccola conca di granito, nella quale gorgoglia una fonte.
" E noi" dice con la voce suadente un uomo dalla barba nera, con una cicatrice verticale sotto l’occhio sinistro,
"Noi..?? " e con le mani fa un gesto come ad abbracciare l’intero giardino:
ad una ventina di passi , nel portico di una sorta di piccolo palazzo, due fanciulle, nella loro tarda adolescenza, si passano l’un l’altra un pettine di piombo nei lunghissimi capelli, neri e lucidi. Si muovono con studiata indolenza, vestite da abiti leggerissimi, quasi dei veli, stretti in vita da sottili fasce rosse, aperti sui fianchi e le anche. Entrambe hanno due ciocche dei capelli, ai lati delle tempie, tinti di un ramato colore rosso.
"Giuda…" dice il Cavaliere, battendo le palpebre e quasi senza muovere le labbra. L’uomo con la voce suadente tace.
Una piccola processione si avvicina ai tre uomini sotto la pergola, camminando sul vialetto coperto di rena bianca.
Dietro una bambina alle soglie della prima adolescenza, camminano tre bambini fra i dieci e gli otto anni, portando vassoi con pesci alla brace, grano cotto col montone, ciotole di salsa, alcune di un bruno grumoso, altre di un verde chiaro. Un vassoio di terracotta è coperto con larghe e molli focacce bianche.
La bambina , con modi cerimoniosi, versa l’acqua sulle mani dei tre uomini, da un anfora, asciugandole poi con un candido panno.
I bambini dispongono le pietanze su un piano di granito accanto alla fonte e fanno un piccolo inchino. Sono anche loro vestiti con le tuniche aperte sui fianchi. Il terzo degli uomini sotto la pergola, uomo dai massicci avambracci, tocca con un dito il costato della bambina. Poi, rabbuiato, prede uno dei "piatti" di terracotta, ci mette grossi pezzi di carne ed una focaccia e porge il piatto alla bambina. Con un gesto circolare della mano indica i piccoli inservienti, come per dire: questo è per voi; poi intima loro il silenzio, con un dito avanti la bocca. Ai piccoli brillano gli occhi, nel ringraziare con inchini.
Allontanatisi i piccoli inservienti, l’uomo con gli avambracci massicci sussurra:
"Con quello che paghiamo, potrebbero almeno dare da mangiare ai bambini…"
"Con quello che pago" Lo corregge il Cavaliere, che domanda:
"Antioco: da quando ti preoccupi dei bambini che ti servono a tavola?"
" I bambini dovrebbero mangiare bene, a quell’età. E giocare quanto vogliono, e crescere all’aria aperta…"
Risponde Antioco, pensoso.
" Solo così, quando saranno cresciuti sani, belli e robusti, " aggiunge l’uomo aggrottando le ciglia, " potrai spuntare un prezzo degno di loro, al mercato degli schiavi. Il commercio è una cosa seria...".
L’uomo con la barba nera e la cicatrice annuisce.
"E noi… " soggiunge a completare la frase, " Dovremmo cercare…. il Messia?!
"Non dovremmo solo cercarlo" dice il cavaliere con la sua voce profonda.
"Noi dovremo… trovarlo"

La parola "trovarlo" risuona invece con una voce nasale e acuta, già sentita in una sala dalle pareti di marmo verde.

"Dovrete .. trovarlo. E’ diverso, Cavaliere"
Nella sala dalle pareti di marmo verde, oscura e piena di vapori, il gigante dalle grandi spalle ha di fronte a sé il Cavaliere, chiaramente intimidito.
"Ma.. Signore… grande e magnifico Erode…"
Domanda incerto…
Erode solleva il capo, come ad attendere una domanda già intuita….
Braxton Bragg non è collegato   Rispondi Citando
Vecchio 02-09-2010, 19:25   #4
Braxton Bragg
Wonderful User
 
L'Avatar di Braxton Bragg
 
Data Iscrizione: 11-07-2005
Messaggi: 2.737
Potenza Reputazione: 15
Braxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunque
Base Re: Un film in 3D. La duplice trama

“Il messia è solo un inganno dei sacerdoti di Gerusalemme.... stavi per dire questo?”
Domanda, melliflua, la voce acuta e nasale.
Il cavaliere, come scoperto, smette la propria aria intimidita.
Quasi a malincuore, annuisce.
“Ecco.. “ Aggiunge Erode, Signore della Galilea, “Puoi smettere di recitare; non fingere di aver paura di me..…”
Il cavaliere schiude le labbra, come per parlare, ma nessun suono esce dalla bocca..
“Il mondo è…traboccante di dei” Dice Erode con voce suadente.
“Tu sacrifichi ad Afrodite Siria, io ad Astarte… Caifa, come gran sacerdote del tempio, potrà pur sacrificare al proprio dio.. dato che Lui ne è l’autentico, l’unico l’intermediario verso le genti…”
“ Ma se la smettesse di sacrificare la sua gente ed i suoi signori, per di più a Giove Capitolino…”
Erode si alza dal giaciglio su cui sedeva.. Dalla comparazione col Cavaliere, risulta non essere un gigante. E’ solo un uomo con la parte superiore del corpo troppo grande, sproporzionata rispetto alle gambe.
“Per questo Roma gli da tanto potere” Dice avvicinandosi al cavaliere “Perché sa come sopire gli animi, come tenere buona la gente, con tante difficili e levigate parole, che costano così poco, rispetto alle.. gloriose, ed esose, legioni…”
Erode, con passi indolenti, si porta alle spalle del cavaliere. Posa le sue grandi mani ai lati del collo di questi. Il volto del “gigante” dimostra una ventina d’anni, ed è perfetto. Potrebbe fare da modello per una statua di Apollo.
“Ma se un giorno arrivasse il Messia” sussurra all’orecchio del cavaliere, con quella voce quasi femminile.
” E sbugiardasse Caifa, ed i suoi amici mercanti, e magari lo… ponesse nella condizione di dover scegliere tra Roma e la sua gente, tra Cesare e la Verità… Se, poniamo, il popolo sentisse direttamente la voce del suo dio… che fine farebbe Caifa? Che fine farebbero i sacerdoti?”
Il cavaliere ha il collo tra le mani del “gigante”, mani insieme carezzevoli e minacciose.
Il cavaliere sembra assorto, assorbito da quelle prospettive.
“E così Roma…” Dice titubante il cavaliere, “Senza più il suo alleato, senza il pastore che controlla il gregge, non potrebbe più fare a meno di.. di Te, Grande Signore”
“Potrebbe essere …” risponde Erode, sorridendo per la prima volta. “Io ed i miei fratelli saremmo di nuovo gli alleati irrinunciabili dei padroni del mondo, potenza egemone, certo, ma pur sempre così...lontana.. ed un giorno… “
“Ma… come trovare il Messia?”
“Ogni cosa a suo tempo, cavaliere” Risponde Erode.
“Sapevi che sette pagine dei libri sacri..” Aggiunge il “gigante”, come per cambiare argomento, allontanandosi verso un punto in ombra della sala.
“ Sono in realtà opera autentica di Basilide di Cirene?”
“No… ma perché parlare di un morto?” Domanda il cavaliere.
“Perché “ risponde la voce acuta, dall’oscurità “dovrai andare a prenderlo, dal fondo della sua tomba..”
Braxton Bragg non è collegato   Rispondi Citando
Vecchio 06-09-2010, 21:08   #5
Braxton Bragg
Wonderful User
 
L'Avatar di Braxton Bragg
 
Data Iscrizione: 11-07-2005
Messaggi: 2.737
Potenza Reputazione: 15
Braxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunque
Base Re: Un film in 3D. La duplice trama

La gola è stretta fra pareti altissime di roccia bruna, rossiccia e porosa. Il sentiero, al fondo della gola, è di una rena chiara e fine. In alto il cielo è un diafano serpente azzurro. Cinque figure a cavallo procedono al passo, avvolte da mantelli che ne coprono quasi l’intera figura tranne, in parte, il volto e le mani.
Aprono la strada il Cavaliere ed Antioco. Dietro di loro una figura che cavalca alla amazzone, chiusa in un mantello candido. Infine, dietro loro, due cavalieri dall’aria marziale, che volgono spesso lo sguardo in alto e all’indietro.
“’E’ curiosa come storia, e non si sa se sia vera, ma piu’ o meno…” Dice il Cavaliere ad Antioco. Le labbra del cavaliere si schiudono per raccontare una storia…
”Basilide aveva denaro e fortuna, a Cirene…”
Le labbra di un uomo pallido, con occhi azzurri ed una chioma fulva si schiudono per pronunciare le ultime frasi lette dal rotolo di scrittura che tiene fra le mani. Si ferma, abbassa lo sguardo. L’uomo, vestito da una toga bianca, si trova al centro di una sala circolare. Oltre le colonne che circondano la sala, si scorgono piscine e portici, ed il solito oziare delle terme.
Le persone che assistono alla lettura di Basilide, dopo un istante di silenzio, alzano entrambe le mani, con le palme rivolte verso il lettore, e poi le battono, le battono fra loro, rumorosamente, poi le rivolgono verso il lettore e nuovamente, ripetutamente, le battono in segno di grande approvazione.
Basilide, raggiante si schermisce, con piccoli inchini.
“Poi, forse inseguito da creditori, forse dal marito di una amante, giunse in Galilea, giusto al tempo in cui i sacerdoti si accorsero che…”
In una stanza dalle ruvide pareti di tufo, un sacerdote ed un aiutante aprono con grande prudenza una cassa di legno laccato, posata su un tavolo di pietra. Dentro vi sono rotoli coperti di segni neri. Con estrema cautela un rotolo viene posato sulla pietra. Un gomito lo urta. Il rotolo cade e le scritture, decrepite quanto sacre, si trasformano in un cumulo di minute e indecifrabili scaglie, sparse sulla terra bruna.
“ Non mancavano le copie, naturalmente, ma proprio quando si cercò di compararle, si ebbe una sorpresa…”
In una sala piena di leggii e di tavoli di legno scuro, sacerdoti del tempio tacciono, con aria costernata.
Davanti a loro, ciascuna con un cartiglio che ne indica la provenienza ( Alessandria, Cirene, Antiochia, Babel, Tiro..) ci sono le sacre scritture, che differenti mani hanno scritto in modo differente con lingue differenti, su cartapecora, papiro, pergamena, sottili fogli di una scorza d’albero….
Posate sul tavolo, hanno forme e volumi differenti.
“Basilide , oltre ad essere tra i pochi a conoscere tutte le cinque lingue della tradizione, era il migliore calligrafo della citta. Si offrì di lavorare per il semplice piacere. Un lavoro immenso, per un solo copista…
Basilide ed un anziano sacerdote lavorano sui lunghi rotoli. Il sacerdote strizza gli occhi. E’ anziano. Cerca di mettere a fuoco le parole. Un giovane aiutante sembra incerto nel passare da una grafia all’altra. Basilide, umile e sollecito, domanda o suggerisce qualcosa all’anziano sacerdote, che sembra perplesso…
Nel buio della notte, un incendio avvampa nella sala. Giovani sacerdoti ed inservienti accorrono. La luce del mattino svela cenere di antiche scritture sparsa su tavoli trasformati in tizzoni anneriti.
Basilide è accolto come un dono del cielo quando fa portare le pile di pergamena con le scritture già copiate e salvate…
Casse con nuove copie partono per le quattro direzioni del mondo.
“Solo tre anni dopo scoprirono che esistevano delle differenze, e che Basilide aveva aggiunto, si dice, sette palmi di calligrafia, alle sacre scritture…. Ormai era tardi e, dicono, la cosa venne taciuta, più’ che corretta. Così, Basilide venne condannato a scomparire dal mondo” Conclude il Cavaliere.
Le cinque figure a cavallo sono giunte davanti ad una fortezza rupestre, una specie di grande grotta in parte murata, a metà di un’alta parete di roccia, alla quale si accede mediante quattro strette rampe di piatti e bassi scalini.
“E questa è la sua tomba” dice il Cavaliere. “ E se c’è qualcuno che può tirar fuori la sua lurida carcassa da lì…”
E si volta ad osservare la figura che cavalca alla amazzone. Da sotto il cappuccio candido, la nubiana già incontrata nel palazzo di Erode, lancia ai due cavalieri uno sguardo dei suoi grandi umidi occhi.
“se c’è qualcuno.. è Cecilia”.
Il cavaliere smonta e, mostrando di avere nelle mani solo un astuccio cilindrico di cuoio, si avvicina alla base della scalinata.
Due arcieri, coperti da corazze di cuoio, fanno capolino dal portale della fortezza….
Braxton Bragg non è collegato   Rispondi Citando
Vecchio 11-09-2010, 23:34   #6
Braxton Bragg
Wonderful User
 
L'Avatar di Braxton Bragg
 
Data Iscrizione: 11-07-2005
Messaggi: 2.737
Potenza Reputazione: 15
Braxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunque
Base Re: Un film in 3D. La duplice trama

Buio assoluto.
Un riflesso rossastro sembra discendere oscillando, dall’alto.
Il riflesso diventa giallastro. Scalpiccio di calzari. Gradini scavati nella roccia si delineano, prendono forma nella luce crescente.
All’altro capo di un lungo e stretto corridoio, sorta di budello nella roccia viva, preceduti dalla luce delle loro torce e lucerne, si scorgono i calzari di persone che scendono i gradini di una scala scavata nella roccia, quindi le loro figure.
Un soldato, vestito con la corazza di cuoio dei mercenari siriani, precede alcune persone. Tiene in pugno due torce e nell’avanzare le pone nei fori che stanno in cavità ai lati del corridoio.
“Non sarà facile. Avreste dovuto avvertire un paio di giorni fa….. Lo avremmo tirato fuori con la sete…”
Dice il siriano, rivolgendosi al Cavaliere ed ad Antioco, che lo seguono con una torcia e due lucerne ad olio.
“Ma non è chiuso in una segreta?” Domanda il cavaliere.
“Si ma.. siamo stati un po .. pesanti, l’ultima volta, e.. non sarà facile”.
I tre uomini percorrono ancora un breve tratto di corridoio; superano un ponticello di legno, sotto il quale si sente scorrere dell’acqua, quindi arrivano in una sorta di grotta, chiusa da un lato da un muro di mattoni coperti di muffa.
Nel muro è inchiavardata una massiccia porta, irrobustita con dei chiodi.
“ E’ tutto vostro” dice il Siriano, sollevando a fatica una grossa sbarra di ferro, posata di traverso su ganci infissi nella roccia e nella porta, a bloccare il massiccio battente.
Con fatica, spinge ed apre il pesante battente, mentre le narici gli si contraggono ed il capo compie un istintivo gesto di ripulsa.
Nel riquadro della porta c’è il nulla, denso ed oscuro.
“Non vai a prenderlo?” Domanda il cavaliere.
“Andate voi” Dice il siriano, come se stesse facendo un favore ai due ospiti.
Antioco ed il Cavaliere si scambiano un occhiata. Quindi il cavaliere fa due passi verso l’uscita del corridoio. Il Siriano si trova ora fra i due visitatori ed ha come un attimo di incertezza.
“Vado io” dice Antioco. Avvolge il mantello sul braccio sinistro, lasciando libera la mano, con cui afferra una lucerna ad olio. Estrae un lungo pugnale dal fodero appeso alla cintura e lo nasconde lungo l’avambraccio sinistro,nel mantello avvolto.
Entra nella segreta.
Oltre la porta, la lucerna getta un riflesso rossastro ma insufficiente su una specie di pianerottolo ricavato dalla roccia, , quindi su una scalinata che scende verso il buio. Non è una cella, ma una cavità naturale vasta e irregolare, con un pavimento pianeggiante, in parte di rena ed in parte di roccia.
Antioco scende la scala; tiene alta la lucerna, ma nessuno compare alla sua vista.
La cavità è troppo ampia perché la lucerna la illumini tutta. L’uomo cammina con circospezione, dando le spalle alla parete di roccia. Sul pavimento, scheletri di roditori paiono come squarciati, aperti. Più oltre biancheggiano alcuni lunghi femori, ossa di più persone, ma non congiunte in uno scheletro; piuttosto sparse, come se i cadaveri fossero stati smembrati. Minuscoli riflessi rossastri intermittenti, nella densa oscurità, confermano la presenza di topi.
Antioco abbassa lo sguardo. Le sue caviglie sono..scure. Qualcosa di minuscolo, nero, brulicante,sale sulla pelle dei polpacci, verso le sue ginocchia.
Con un brivido abbassa la lucerna e, stringendo i denti, con la viva fiamma brucia le inumerevoli pulci sulla propria pelle, prima su una gamba, poi sull’altra.
Altri cadaveri smembrati, altri roditori in decomposizione. Piccole fessure nella roccia, un inghiottitoio di cui non si vede il fondo…
Ma non c’è ombra di persone vive, la dentro.
Antioco ha compiuto il giro dell’intera grotta. Risale gli scalini; è di nuovo sulla porta.
“Non c’è nessuno là dentro” dice.
Il cavaliere ed il siriano osservano in viso Antioco. Questi li guarda, interrogativo, quindi si piega in due e vomita l’anima.
“Se avete tre giorni di tempo.. vi farò vedere che c’è.. “ dice il siriano, ghignante.
“basta aspettare che.. muoia di sete..”, soggiunge.
“Non abbiamo tre giorni” Osserva il cavaliere, affondando lo sguardo nel buio della porta aperta.
Dall’interno della grotta, qualcuno osserva il riquadro di luce ridursi ad una fessura e scomparire.
Con un tonfo sordo, la porta viene sbarrata…

Ultima Modifica di Braxton Bragg : 13-09-2010 alle 23:02 Motivo: Eliminata incongruenza
Braxton Bragg non è collegato   Rispondi Citando
Vecchio 13-09-2010, 22:58   #7
Braxton Bragg
Wonderful User
 
L'Avatar di Braxton Bragg
 
Data Iscrizione: 11-07-2005
Messaggi: 2.737
Potenza Reputazione: 15
Braxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunque
Base Re: Un film in 3D. La duplice trama

Incorniciato dagli archi che chiudono la terrazza della villa, il disco del sole, raggiante, ornato da nubi colore della porpora, sta per scendere oltre l’orizzonte.
"E tutto questo perché io possa.. scrivere il seguito del libro sacro?"
L’uomo, disteso sul ventre, sopra il lettino, con la tunica abbassata intorno alle reni, pronuncia la frase con evidente perplessità.
Gli si possono contare vertebre e costole, tanto è magro. Ha la schiena terribilmente piagata, da decine di cicatrici appena rimarginate; tagli paralleli e regolari, come unghiate di un mostro o l’effetto di fendenti inferti senza voler affondare nella carne..
Versandolo da un’anfora dal collo sottile, dita brune, affusolate, spalmano un unguento oleoso, verde come la bile, sulle cicatrici rossastre che spiccano sul bianco della pelle grinzosa.
Seduta accanto all’uomo disteso, Cecilia, con indosso una tunica candida, stretta sotto il seno da un laccio rosso, ne cura la schiena piagata.
Il cavaliere cammina in circolo, pensoso, sotto il portico, a due passi dal lettino.
Si limita ad annuire alle parole del vecchio, senza nemmeno voltarsi.
" I seguiti, credimi, difficilmente funzionano. Secondo me non si venderebbe…E poi come potrebbe essere credibile?"
Prosegue l’uomo, sollevando uno sguardo interrogativo verso il cavaliere.
"Noi riduciamo tutto alla nostra esperienza e, se le cose.. cadono fuori da questa, non le crediamo; per noi, il dolore che non abbiamo provato.. non è vero dolore…" Considera, quasi ripetesse vecchie lezioni.
"...Per questo esiste la letteratura: perché se non vivessimo le vite degli eroi, non potremmo.. sentire cosa provano... nei loro cuori...non potremmo difendere Ilio e insieme uccidere Ettore….Morire senza morire, e vivere una vita in un giorno…."
Prosegue, mentre il suo sguardo sembra viaggiare verso altri mondi.
"Tutti abbiamo sentito la lingua vischiosa di Priapo sussurrarci cose… irriferibili, e tutte hanno sentito Afrodite suggerire loro come muoversi per accendere di desiderio... Tutti abbiamo sentito Marte riempirci il cuore di rabbia, e bevuto il sangue inebriante di Bacco…intravisto una Ninfa... di sfuggita…"
Dice l’uomo, mentre le cure della schiena gli infliggono fitte evidenti.
"Per questo crediamo ai nostri dei.. perché li vediamo tutti i giorni… ma che futuro potrà avere un dio che non si vede mai?"
"Credimi cavaliere" prosegue l’uomo disteso"… la prossima generazione avrà scordato questa vecchia religione, e tutti i giovani di Gerusalemme saranno più romani dei romani…" Dice l'uomo aggrottando le sopracciglia.
"Già ai miei tempi" aggiunge il vecchio "Mangiavano come romani e vestivano come romani, fingendo di essere loro i padroni dell’impero, e non gli sconfitti…"
"Senti Basilide… se io potessi… " Domanda quasi oziosamente il Cavaliere, "far vivere a molta gente l’esperienza diretta di.. trovarsi di fronte al Messia?"
"Oh certo, così potrebbe funzionare… " Risponde in tono vagamente canzonatorio Basilide di Cirene.
"Se il nostro protagonista, che so… toccasse una cisterna d’acqua e ne traboccasse la spumosa birra dei sumeri, o se magari questo profeta camminasse sull’aria, se guarisse i sordi ed i ciechi, moltiplicasse le focacce, resuscitasse qualcuno…"
Il Cavaliere guarda Basilide, con uno strano sorriso.
Poi il suo sguardo si solleva verso il cielo di Galilea, che il crepuscolo ha trasformato nella sfumata corolla di una immensa pervinca...
Braxton Bragg non è collegato   Rispondi Citando
Vecchio 16-09-2010, 23:11   #8
Braxton Bragg
Wonderful User
 
L'Avatar di Braxton Bragg
 
Data Iscrizione: 11-07-2005
Messaggi: 2.737
Potenza Reputazione: 15
Braxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunque
Base Re: Un film in 3D. La duplice trama

Un mare verde, scaglioso, crespo ed irto di onde. Dal verde profondo sorgono due mani gigantesche, di un verde metallico, che reggono una sbarra di bronzo. Confuso e nascosto dall’acqua, si intravede il volto di Poseidone, sorgente dal fondo.. Sta per apparire quando…
Il sogno finisce in un sussulto. L’azzurro del cielo marino ed il verde cangiante dell’acqua scompaiono.
Tutto è oscurità.
Solo un alone più chiaro, come una macchia al centro della visione.
La porta della segreta si illumina. Qualcuno sta entrando nella grotta.
Una figura con una torcia in mano si staglia nel riquadro di luce.
Il profilo di un enorme artropode, irto di zampe, chele e antenne, incombe sulla figura.
Poi una figura articolata, come una corolla di tentacoli, fa fuggire l’artropode.
Ma è solo la prospettiva a falsare le dimensioni. Chi osserva ha proteso le mani ed un qualche millepiedi o scorpione, vicinissimo ai suoi occhi, è fuggito al primo movimento.
Le mani si protendono verso il bordo dell’alone meno oscuro.
Un topolino, intento ad arrotare i denti sopra una clavicola , osserva una coppia di mani pallide e ossute uscire da una fenditura alla base di una roccia.
Afferrandosi al bordo e strisciando come un verme, una specie di sparuto fantasma si estrae dal budello sotto la roccia, spostando con le mani e le braccia la rena.
L’uomo è magrissimo; ha capelli arruffati, barba incrostata. Indossa sulle reni i resti di una specie di tunica, lacera, terrosa, con macchie più scure, traccia delle cimici schiacciate.
Uscito dalla sua tana, si muove dapprima come un ragno, su mani e gambe piegate a squadra. Si sposta di lato , dando occhiate al riquadro illuminato, alla porta della segreta ed alla figura.
I grandi occhi azzurri del fantasma si fissano sulla figura appena entrata.
Questa si è portata al centro della grotta. Traccia cerchi sul terreno con la torcia, come se volesse descrivere una spirale di fuoco, o volesse purificare il terreno.
Poi la torcia viene piantata sulla rena, e la figura si libera del mantello, unico indumento che aveva indosso.
E’ una donna, probabilmente Nubiana, ed ha un cerchio d’oro intorno al collo.
Basilide, il macilento prigioniero fantasma, dall’oscurità densa, osserva la donna, lanciando occhiate anche alla porta, da dove non si vede entrare nessun altro.
Cecilia, statuaria ed assorta, ripiega la veste a descrivere un cerchio, quindi si inginocchia, sedendosi sui talloni. Poi distende le braccia , fino a posare il dorso delle mani accanto alle ginocchia. Il palmo delle mani, aperte è rivolto verso l’alto.
Basilide gira lentamente intorno alla figura, stupito. Osserva la schiena della donna, levigata ed inarcata, colore dell'ebano, le spalle tornite, le braccia ornate da bracciali d’oro. Ora la vede di profilo, e ne osserva gli occhi chiusi, il seno, che il respiro solleva appena.
"E’ una citazione.. una.. parafrasi..." sbotta Basilide . "Ho scritto io questa scena!"
"E’ la prima del terzo libro di…"Il castello del Caucaso", un testo che credevo.. bruciato…."
Gli occhi di Basilide, per un istante, forse abbagliati dalla luce della torcia, si socchiudono...


( Davanti all’acqua oscura e scagliosa che schiaffeggia il molo di granito, nel tempio di marmo, la fanciulla con la corona di fiori sul capo si ferma. E’ poco più che adolescente. Ha il pallore latteo e rosato dei giovani celti, e la chioma crespa, di un biondo quasi rosso. Le due donne velate, vestite di scuro, che l’accompagnano, la spogliano della sua veste colore della porpora, che posano sul basso altare di pietra nera. Quindi la fanno inginocchiare e sedere sui talloni, sulla veste ripiegata; la bendano con un nastro bluastro; le tolgono la coroncina di fiori e la posano sulle mani della ragazza, posate accanto alle ginocchia come a formare una coppa. La ragazza ha freddo e paura. Il tenero petto, visibilmente intirizzito, è agitato da singulti. La giovane sta piangendo; la benda si scurisce sopra gli occhi.
Qualcosa si agita nell’acqua, che sembra ribollire…)


"Ma quello era un sacrificio.." Balbetta Basilide stranito, dopo aver "rivisto" in un lampo le immagini della sua narrazione.
"E Invece questa.. " aggiunge mentre si sente afferrare ad un braccio " E’ una trappola".
Nell’oscurità il Cavaliere è giunto alle sue spalle.
"Quando sei entrato?" chiede Basilide.
Il Cavaliere, guardando sopra la spalla del prigioniero, annuisce e, senza sforzo , tira giù l’uomo, in maniera che si distenda sul ventre. La schiena di Basilide rivela grossi e turgidi pomfi violacei.
Cecilia ora ha in mano una minuscola lama. Sferra alcuni misurati fendenti contro la schiena dell’uomo disteso, che grida di dolore. Dai pomfi, incisi con precisione e ormai afflosciati, fuoriesce un brulicante ammasso di grossi vermi bianchi, che si agitano nel sangue dei tagli…

Ultima Modifica di Braxton Bragg : 16-09-2010 alle 23:38
Braxton Bragg non è collegato   Rispondi Citando
Vecchio 26-09-2010, 10:10   #9
Braxton Bragg
Wonderful User
 
L'Avatar di Braxton Bragg
 
Data Iscrizione: 11-07-2005
Messaggi: 2.737
Potenza Reputazione: 15
Braxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunque
Base Re: Un film in 3D. La duplice trama

Al sommo dei cieli, volto di una pallida divinità, la luna splende, spargendo polvere di luce argentea e fredda sulla campagna. Come un mare, profondo, oscuro e insieme lucido, infinito, tra isole frastagliate, fatte di nuvole; così sembra la volta celeste. L’uomo in sella fa procedere la cavalcatura al passo, leggermente chino, quasi a celare il volto incappucciato.
Lo segue una persona di bassa statura, in sella ad un asino, seguito da un secondo asino, dal passo gravato dal pesante carico che troneggia sulla groppa. La stradicciola si dipana tra muretti di pietre. Oltre questi, ulivi riempiono la campagna di ombra e riflessi argentei. Ad una svolta, i due intravedono una luce riverberarsi, dal basso, su una velatura di fumo che sale verso il cielo. Avvicinandosi, scorgono un basso muro di cinta. Un cancello è aperto. Due figure robuste, poggiate a dei bastoni, parlottano fra loro, accanto al muro, ad alcuni passi dall’entrata. L’uomo a cavallo, nell’oltrepassare il cancello, saluta silenziosamente, con un piccolo inchino, le due figure, ora mute, che rispondono con un cenno del capo.
Una costruzione si staglia contro il cielo, oscuro e lucido. Circondata da un loggiato in legno, sembra una serie di casupole basse, strette, costruite intorno ad un corpo centrale più alto, sorta di bassa torre coperta da una cupola, che s’innalza al centro dell’insieme. L’uomo discende dal cavallo; fa un cenno all’altro, che annuisce.
L’uomo entra nella costruzione. C’è un largo vestibolo, con delle porte aperte ai lati, sulle quali piccole lucerne spandono una luce sufficiente appena a mitigare la densa oscurità. Su uno dei sedili di pietra posti accanto alle porte, siede una donna, con una specie di saio color ocra. Ha occhi pesantemente truccati. Siede con le gambe scoperte e lancia un sorriso stanco al nuovo entrato, che risponde portando la mano alle labbra, in un bacio rituale, con un lieve inchino. La donna risponde con lo stesso gesto, ed un sorriso quasi di sollievo.
Il Cavaliere si scopre il capo e saluta con piccoli inchini le giovani col saio color ocra che spargono fumi d’incenso, mentre altre portano brocche fumanti verso le stanze buie. Tutte hanno il pesante trucco scuro sulle palpebre, che fa sembrare immensi i loro grandi occhi. L’uomo si incammina. Gemiti, sospiri, parole smorzate, inintelligibili, giungono dalle stanze buie ai lati del corridoio. Dal centro del tempio arriva un riverbero caldo, ambrato. C’è una grande statua, nell’ombelico del tempio, al centro della luce. Dal lato del vestibolo, davanti alla statua , c’è una larga e bassa gradinata, con ciotole di latte e latte cagliato, grano germinato, orzo, ampolle, datteri. Dall’alto, sulla statua piove una luce calda ed una rada pioggia di petali bianchi. Ragazze magre, smunte, assorte, donne mature, dallo sguardo dolente, uomini non più giovani, ingrigiti, siedono intorno, o sembrano pregare, camminando lentamente intorno alla grande base circolare che fa tutt’uno con la statua.
La statua rappresenta, a grandezza maggiore di quella naturale, un corpo femminile, immagine della bellezza, disteso sul dorso con le braccia aperte e distese, in linea con le spalle. Le gambe sono leggermente divaricate, con le ginocchia sollevate. Sul grembo della dea è posato un drappo, colore del sangue. Il capo della divinità è leggermente voltato da un lato. Il cavaliere osserva i fianchi ed i seni di marmo polito, reso lucido dalle dita dei fedeli, e, camminando devotamente intorno alla statua, si sofferma sul volto della dea. Questo, a seconda di come lo osserva, sembra commutare tra la sofferenza e l’estasi.
Sostenuta da due donne alte e maestose, le palpebre pitturate di scuro e chiuse nel loro saio color ocra, incede tra le persone una figura femminile vacillante, benedicente, con un sorriso vago, luminoso. La donna è decisamente anziana, piena di rughe, ma dai tratti del viso si intuisce una trascorsa e splendente bellezza. Le persone si inginocchiano davanti a lei. Lei ricambia con un sorriso, uno sguardo affettuoso dei suoi occhi colore dell’ambra, una carezza sul viso. Le persone, a quel gesto, che accolgono ad occhi chiusi, trepidanti, mostrano un gesto di stupore, quasi provassero, al contatto, una preziosa reminiscenza.
Carico di grosse bisacce, è arrivato il ragazzo che, conducendo gli asini, seguiva il Cavaliere.
Le bisacce vengono scaricate sui gradini delle offerte. Sacchi di grano, ceste di frutta, anfore d’olio…quindi esce e ritorna.
Alla fine l’altare delle offerte è colmo. Il Cavaliere, solitamente altero, leggermente chino ed umile si avvicina e pone con discrezione nelle mani di una delle donne che sostengono la anziana signora, una borsa rigonfia. La donna prorompe in esclamazioni di allegria, in un lingua fatta di sole vocali; lancia teatralmente la borsa su un sacco di grano dell’altare. La gente si volta ad ammirare quella offerta così generosa. Il cavaliere si schermisce, ma trapela che, in realtà, è raggiante. Ad un gesto di una delle due donne gli viene posto nelle mani un cestino colmo di petali di fiori bianchi. Con sorrisi viene congedato ed il Cavaliere si avvia verso una delle scalette in legno. Girando intorno alla grande base circolare, queste portano ad una passerella sospesa che sovrasta la statua e sostiene una corona di lucerne. Dalla passerella il cavaliere sparge nell’aria i petali, che scendono sulla statua. Una ragazza del tempio sale a colmare d’olio le lucerne. Il cavaliere sente la passerella cigolare sotto il loro peso. Poi nota un topo camminare su una trave del tetto, con un frutto in bocca. Oltre l’animale, il tetto del tempio è rotto; si scorge il riflesso della luna. Il cavaliere abbassa lo sguardo sulla statua della dea.

"…Fino ad allora l’avevo vista abbracciare il cielo " dice il Cavaliere, come giunto alla fine del racconto.
Si trova sulla terrazza della villa, in compagnia di Basilide.
L’unica lucerna accesa tremola, si spegne.
" là, vista dall’alto, mi è sembrata come.. un condannato al supplizio… ". Aggiunge; poi, nel buio, tace.
Spenta la lucerna, dal cielo che sovrasta i due uomini sembrano traboccare infinite stelle.
Basilide indicando qualcosa verso l’orizzonte; dice: "….Sorgono le Pleiadi"
Braxton Bragg non è collegato   Rispondi Citando
Vecchio 25-10-2010, 18:33   #10
Braxton Bragg
Wonderful User
 
L'Avatar di Braxton Bragg
 
Data Iscrizione: 11-07-2005
Messaggi: 2.737
Potenza Reputazione: 15
Braxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunqueBraxton Bragg ha fan che lo seguono ovunque
Base Re: Un film in 3D. La duplice trama

"Non scrivi?"
Basilide trasalisce; solleva lo sguardo. La voce profonda del Cavaliere lo sorprende seduto davanti ad una levigata tavola di legno chiaro, ingombra di pergamene mentre, assorto, pasticcia con lo stilo su una tavoletta di cera.
Il cavaliere è giunto inatteso, nella stanza della scrittura, piena di luce.
"Non so.. aspetto che una storia mi salti addosso; sai…, è tutto molto confuso… "
Dice Basilide, perplesso.
"Senti,", dice il cavaliere, avvicinandosi all’interlocutore e abbassando la voce.
"Questa terra è un crocevia. Se vuoi commerciare tra Egitto e Siria, se vuoi importare la splendida seta, il costoso incenso , o anche solo trattare le grandi partite della polvere di papavero, se vuoi mandare ferro in Persia o far arrivare oro della Nubia… E’ qui che devi avere i tuoi cammelli, i tuoi magazzini. Ora.."
Sussurra il cavaliere, spiegandosi con piccoli gesti.
".. Se questa terra fosse pacifica, ordinata, senza ribellioni, potrebbe diventare una… comoda provincia Senatoria. In senato, a Roma, , tra i grandi mercanti di Antiochia, si vedrebbe con favore il passaggio degli appalti delle imposte dai tribuni militari e dai sacerdoti del tempio… a.. ai loro.. clienti.
Basilide solleva lo sguardo al cielo, assorto.
" perché questa provincia è ancora in mano a soldati e sacerdoti?" Domanda il cavaliere come a sé medesimo. "..perché gli uni frenano i ribelli, gli altri il popolo.." prosegue.
"Se una nuova.. idea.. una nuova figura staccasse il popolo dal… Tempio, i ribelli rimarrebbero isolati.. la provincia potrebbe diventare senatoria, e chi si troverebbe dalla parte del senato.. diventerebbe ricco…"
Il cavaliere guarda Basilide negli occhi. Questi abbassa lo sguardo.
"Servirebbe qualcuno che divida la gente dai capi, che confonda la decisione dei ribelli… Basterebbe un diversivo… qualcuno che oscuri il prestigio del grande sacerdote.. basterebbe.. un Messia"
".. Un altro?" domanda Basilide?
"Ne ho visti.. almeno tre, durante la mia vita, e tutti e tre hanno fatto una gran brutta fine.."
"Tu scrivi una storia convincente.. "Dice il cavaliere " E noi… la renderemo reale.."
"Già…" Considera Basilide con noncuranza. "Si tratta solo di trovare le parole che possa aver pronunciato una divinità…"
"Una cosa da niente", aggiunge mesto, e aggiunge: " Non credo che ne possa venir fuori il libro più venduto di tutti i tempi.."
"Comunque…" Conclude Basilide, " Poniamo che questa scrittura… fantastica possa nascere…" Prosegue con un gesto vago, "Dimmi, Cavaliere… cosa desideriamo, veramente?"
"Cosa desideriamo l’ho detto, che la provincia.. "
"No.. no.. "lo interrompe lo scrittore con un gesto delle mani.
"Cosa vogliamo veramente .. io, tu, noi tutti.. gli uomini, le donne…Cosa desideriamo, in fondo, Veramente?"
"Il Cavaliere sembra stia per dire qualcosa poi si ferma.
Si morde le labbra, come se la risposta fosse meno immediata del previsto….

Ultima Modifica di Braxton Bragg : 27-10-2010 alle 23:47
Braxton Bragg non è collegato   Rispondi Citando
rispondi


Utenti attualmente attivi che stanno leggendo questa discussione: 1 (0 membri e 1 ospiti)
 
Strumenti discussione
Modalità di visualizzazione

Regole di scrittura
You may not post new threads
You may not post replies
You may not post attachments
You may not edit your posts

BB code is On
Gli smilies sono On
Il codice [IMG] è On
Il codice HTML è Off

Vai al forum


Tutti gli orari sono GMT +1. Ora sono le 17:58.


Sviluppato da: vBulletin Version 3.8.2
Copyright ©2000 - 2017, Jelsoft Enterprises Ltd.
Traduzione Italiana a cura dello Staff di Azzurra © 2017
Copyright Azzurra IRC Network © 1997-2007