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Vecchio 02-08-2011, 17:47   #471
Braxton Bragg
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Base Re: Scene indimenticabili dei film

Nell’ombra notturna della stanza, i corpi di lui e di lei, abbracciati sul letto, si intuiscono appena, ma i gemiti, prolungati, soffocati, incessanti, non potrebbero essere più espliciti.
Sembra di poter dedurre l’esatto istante in cui una mano sfiori un punto delicato, o quando una pur lieve pressione tra i corpi scateni sensazioni…. indimenticabili…
I gemiti non potrebbero essere più … significativi. O potrebbero?
Lui in effetti è appena stato picchiato ( letteralmente) a sangue da una gang di… Infermieri ( e già…) e lei ha mostrato grandi difficoltà a spogliarsi della camicetta di seta e della gonna…
Perché Lei, ha un braccio ingessato fino al bicipite, ed una gamba egualmente ingessata fin sotto il ginocchio, ed è difficile sfilare una camicetta con un braccio rigido, a squadra…
L’attrazione però è più forte di tutto e li ha condotti sul letto, e già tentare di sedersi provoca gemiti soffocati, e carezzarsi nel buio ( magari premendo lividi bluastri…) e dare piccoli morsi ( capitando su tumescenti ecchimosi..) strappa alla gola grida gemiti e sospiri quasi irrefrenabili…
La passione infine, vince ogni cosa, e lei attira lui verso di sè, cingendone la schiena con una gamba…
(Ma è difficile sollevare una gamba gravata dall’ingessatura; occorre prendere prima un poco di slancio; e poi è difficile frenarne la spinta… così finisce che a lui arriva come… un calcio sulle reni, dato da una che calza, più o meno, l’equivalente di uno scarpone da sci…)
Lui emette un gemito soffocato, straziante e, con discrezione, cerca di massaggiarsi le reni indolenzite…



Fuori il cielo è azzurro. La luce chiara entra dalla finestra, lunga quanto tutto il corridoio.
Sotto i vetri della finestra il mobile occupa l’intera parete. La ragazza bionda, silenziosa e assorta, sta sulla punta dei piedi, la schiena inarcata a sollevare i glutei, con le mani poggiate al mobile. Indossa una maglietta che le arriva ai fianchi, e nient’altro.
L’uomo coi baffi, che le sta alle spalle invece, accigliato e torvo, preme il proprio grembo contro le aggraziate natiche di lei. Ha le braghe alle caviglie e stringe in vita ed agita la ragazza, come se volesse assestare meglio qualcosa da stivare dentro un sacco.
Infine l’agitazione cessa, e lui, accigliato, si china a raccogliere le braghe.
Lei è come sovrappensiero. Guarda per terra con lo sguardo assorto di chi cerca di ricordare qualcosa che va detto ma, al momento, sembra sfuggire. Infine ha un piccolo lampo nello sguardo, come se le fosse tornato in mente il dettaglio, e dice, asciutta: “Mi è piaciuto”.
“Si”, commenta lui , impegnato nell’armeggiare con la fibbia della cintura; con voce piatta aggiunge: “Fantastico…”



Nella luce grigia del capannone la macchina è stata parcheggiata perché facesse da alcova, ma appena loro hanno iniziato, lui aveva già finito. E se lui è imbarazzato, lei è sconsolata. Si è lasciata convincere a concedere qualcosa che, le hanno insegnato, è raro e prezioso, ed ora non ha piu’.. nulla, nemmeno… l’onore. Lui non sa su quale specchio arrampicarsi “ Non ti preoccupare” le dice con tono che vorrebbe essere sicuro e con voce che gli si spezza in gola ” Le ragazze, prima dei trent’anni, mica lo raggiungono, l’orgasmo…”
Lei è sempre più triste, lui più imbarazzato. Una voragine invisibile si apre tra loro, nel silenzio che pesa come piombo. Bisogna dire qualcosa, spezzare quell’incantesimo amaro:
“Ehhh si!… “ commenta lui, “ ...La ottoecinquanta è proprio una macchina riuscita…”

La parodia dell’audio dei film hard, e scene rigorosamente non d’amore. Ti viene in mente a quali diversi film appartengono le scene, o qualche loro interprete? Risposta in caratteri bianchi su sfondo bianco, sottolineabili col puntatore del mouse, nel riquadro.

Cita:
La ragazza bionda è Bridget Fonda, l’uomo torvo è Robert DeNiro, in “Jackie Brown, di Tarantino. Lo fanno, ma lui se n'è già pentito.
Nella fiat ottoecinquanta l’imbarazzo del Don Giovanni sorpreso da sè stesso, è di Gian Maria Volontè, in “La classe operaia va in paradiso”.
Del primo film ricordo che sembrava svizzero, o austriaco…

Ultima Modifica di Braxton Bragg : 02-08-2011 alle 17:51
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Vecchio 29-08-2011, 16:40   #472
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Base Re: Scene indimenticabili dei film

…Il massiccio ponte levatoio, è scardinato, travolto.
Crolla sui difensori; li schiaccia sotto il suo peso.
Gli assalitori rabbiosi, coperti di ferro, si scagliano attraverso la breccia, mentre l’intero esercito prorompe nel grido di guerra.
Gli inglesi dietro la palizzata, per lo più arcieri e balestrieri, sono in difficoltà nel corpo a corpo; le loro fila vacillano. Il capitano inglese capisce il pericolo: la prima cinta difensiva è perduta;
corre verso il torrione centrale, ma il Conte di Essex ha già impartito l’ordine di sbarrare la massiccia porta d’ingresso. Il capitano è tagliato fuori: si trova a tempestare di pugni un portone chiuso.
Jeanne porta avanti lo stendardo, stranita e inerme nella mischia, tra schizzi di sangue ed arti mozzati, mentre intorno calano le scuri , le spade guizzano, le puntute mazze colpiscono, compiendo il macello.
Gilles, barone di Retz , il duca D’Alençon, corrono dietro a Jeanne, esasperati; cercano di salvarla dalle spade inglesi. Ma l’assalto a La Tourelle è appena iniziato.
Dal torrione gli arcieri inglesi potranno scoccare tutte le loro frecce sugli assalitori che presto, se si fermano nella posizione appena conquistata, saranno un facile bersaglio.
Jeanne è solo una contadina, ma sa cosa fare.
“D’Alençon!” Grida, come se il duca, fosse ai suoi comandi; “Radunate i vostri arcieri e bruciate quella porta!” ordina. Il capitano degli inglesi è ancora davanti ai massicci battenti quando gli arcieri francesi agli ordini del duca si schierano, pronti a scoccare i dardi incendiari.
“Caricate il “porcospino”!” Grida intanto nella torre il conte di Essex.
Il “porcospino”: una sorta di grande balestra, larga quanto la porta stessa, fatta in modo da scagliare, attraverso piccoli fori nel portone, decine e decine di frecce in un solo lancio.
Il capitano inglese ha di fronte gli arcieri francesi; alle spalle, la porta, i fori, il porcospino...
“Fuoco!” grida il Duca francese, e dardi fiammeggianti volano a conficcarsi sul legno della porta.
Il capitano inglese chiude gli occhi, come paralizzato; frecce infuocate gli sfiorano il collo, la testa, lambiscono le gambe, i fianchi…
“Fuoco!” grida in risposta il Conte, dall’interno della torre, ed il “porcospino” scaglia verso i francesi tutte le sue frecce.
“Fuoco!” Urla dal campo francese il comandante del grande mangano; la mastodontica macchina da assedio, col suo grande braccio oscillante, fionda verso la torre inglese la pesante sfera di pietra…

Ricordi a quale film appartiene la scena?
Risposta in caratteri bianchi su sfondo bianco, nel riquadro sottostante.
Cita:
Jeanne D’Arc, di Luc Besson, ovviamente, ma...


...Ma perché tutti gridano “Fuoco”?
“Fuoco” è l’ordine che veniva impartito perché si desse appunto fuoco alle polveri di bombarde, cannoni, colubrine. Ma la presa di La Tourelle è anteriore all’affermarsi delle armi da fuoco. E correttamente, neppure un’arma da fuoco, infatti, compare nel film
I comandanti, insomma, danno ordini relativi ad armi future, ancora non in uso.
Forse D’Alençon ha qualche ragione per urlare “fuoco”, dato che sta scagliando frecce incendiarie, ma il Conte di Essex non ne ha nessuna. Potrebbe dire “scocca”, “tira”, “scaglia”, ma non “fuoco”. Non ha senso impartire a degli arcieri un ordine relativo ad armi ancora rarissime, quasi sconosciute, un ordine che si affermerà fra i pochi addetti all’artiglieria solo diversi decenni dopo.
Insomma: un anacronismo.
Quando Re Carlo VIII scenderà verso il regno di Napoli, la grande novità del suo esercito sarà appunto l’artiglieria, che rese di colpo obsoleti i magnifici castelli medioevali; saranno ormai passati più di sessant’anni dal giorno in cui Jeanne, in nome del nonno di Carlo, fece il suo… miracoloso ingresso a La Tourelle.
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Vecchio 13-03-2012, 23:36   #473
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Base Re: Scene indimenticabili dei film

La vecchina ha guardato quel prodigio, ad occhi spalancati, rimanendone incantata.
E si che i prodigi, per Lei, non sono una cosa sconosciuta. Guardandola, si direbbe che i capelli grigi, le rughe profonde, il passo affaticato, rivelino un’età non più verde.. e invece Lei sa di essere appena una adolescente, poco più che una bambina; sa che i suoi occhi sono scuri e luminosi, i suoi capelli neri e lucenti, la sua carnagione rosea e delicata, e che solamente un bizzarro sortilegio la costringe a quell'apparenza…
Ma quell’uscio è.. meraviglioso: Sembra una semplice porta di legno massiccio, e invece….
C’è una leva, accanto alla porta, ed una specie di segnalatore, un disco diviso in quattro parti, di colore rosso, verde, celeste e nero.
Manovrando la leva, sceglie il quadrante rosso, nel disco segnalatore, poi apre la porta.
Fuori, si vedono le strade di una grande città, con maestosi palazzi, ampi viali, parchi traboccanti di verde. La porta è quella di una casa in collina, e da lì si vede la grande capitale, con i monumenti che svettano sopra le case, e la splendida reggia, in lontananza...
Chiusa la porta, sceglie il quadrante celeste. Quindi apre la porta che…
Si affaccia sul molo di una città portuale, punteggiata di moderni palazzi in stile Liberty. Nell’acqua azzurra e ferma del grande scalo, le immense corazzate della squadra navale escono maestose, irte di cannoni, con il gran pavese che sventola, ed i marinai che salutano, schierati sulla tolda, minuscoli per la lontananza. Le loro fila sembrano quelle di formichine, bianche e azzurre. La gente, dal molo, li saluta sventolando i cappelli, orgogliosa di quelle moderne fortezze galleggianti…
E se, chiusa la porta, si posiziona il disco sul quadrante verde?
Riaprendo la porta, ci si trova sulla scaletta inferiore di quella strana e gigantesca macchina, o castello, che vaga di landa in landa, e di cresta in cresta, sulle gigantesche zampe di metallo, spinte da chissà quale prodigiosa macchina a vapore…
E, aprendo la porta quando l’indicatore è sul quadrante nero?
Allora la porta si apre sulla notte, sulla tenebra vuota di una oscurità senza confini, da un’altezza vertiginosa, incalcolabile. Laggiù, vaste città bruciano sotto l’attacco di flotte aeree, e nel cielo, illuminato da lampi e vampate, la battaglia ruggisce, e corazzate volanti vomitano bombe dalle loro stive, mentre i cacciatori delle balene d’acciaio, lanciano attacchi verso le panciute dispensatrici della distruzione.
Dalla porta sembra entrare, portata dal vento infuocato della guerra, la cenere di quelle vite…

Ricordi a quale film appartiene la scena?
Risposta evidenziabile col puntatore del mouse, nel riquadro bianco.

Cita:
“Il Castello errante di Howl”, di Hayao Miyazaky, 2004.
La scena è decisamente originale, ma… ricordi un altro film in cui compaia una porta che, aperta in modi differenti, da accesso a luoghi differenti?

Cita:
Labyrinth, di Jim Hanson, da una sceneggiatura di Terry Jones. Jennifer Connelly precipita in una grotta senza aperture. C’è solo uno gnomo, ed una vecchia porta gettata in un angolo…
A proposito di porte: aprendo la porta di un armadio, in “Le cronache di Narnia”, ci si ritrova in un mondo fantastico.. Ti viene in mente un altro film in cui accade qualcosa di decisamente analogo?
Cita:
“Time bandits”, ovvero “i banditi del tempo”, di Terry Gilliam, del 1981. Michael Palin ha partecipato alla sceneggiatura. Un bambino sente rumori nell’armadio della sua stanzetta; guarda dentro e, in lontananza, al centro di una verde radura, vede un cavaliere in arcione, nella sua corazza, che gira il capo nella sua direzione…
L’originalità, insomma, sembra svanire in qualcosa di casuale, se ci si confronta con la vastità del mondo. Partendo da uno stesso problema narrativo si può arrivare, in modo del tutto indipendente, a soluzioni molto simili, se non identiche. La bambina bruna di Coraline e la bambina bruna di “Il labirinto del fauno” , sembrano sorelle, a giudicare da quanti dettagli hanno in comune, e “Inception”, film decisamente originale di Chris Nolan, venne rimandato, nella sua realizzazione, perché nel frattempo, e senza alcuna correlazione, era uscito “Matrix” e così, per il pubblico, la pellicola uscita per seconda, sarebbe sembrata ispirata alla prima.


P.S. Temo che tutte le bambine un giorno, magari svegliandosi dopo un sonno profondo, si accorgano che uno strano sortilegio le ha trasformate, mettendo l'argento sui loro capelli...


Ultima Modifica di Braxton Bragg : 15-03-2012 alle 17:08
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Vecchio 13-11-2012, 18:23   #474
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Base Re: Scene indimenticabili dei film

E’ notte ormai.
Il cielo, cupo di nuvole oscure, grava sulla immensa città .
Sulla capitale dell’Impero scende un torrente di pioggia. L’acqua batte violenta, schizzando ovunque, sulle lucide pietre della strada. Scende come un ruscello, dalle grondaie gorgoglianti. Bagna i muri di pietra squadrata, madida, delle abitazioni massicce come fortezze, le immense finestre gotiche chiuse da inferriate, di quel ricco quartiere, deserto a quell’ora.

Solo un uomo, ingobbito per l’acqua che batte sulle spalle, avvolto in una mantellina nera di buon taglio, lunga fino alle ginocchia, il volto affondato nell’ombra che il cilindro, elegante ma lucido di pioggia, proietta sui suoi occhi, percorre a grandi passi quelle strade desolate.

Giunge al portone di un grande palazzo. Suona con impazienza.

Un compito maggiordomo lo accoglie. Conduce l’uomo su per le scale della magione, verso una sala illuminata, dove uomini seduti attorno ad un grande tavolo, eleganti nelle loro nere marsine, attendono solenni , come in una vaga apprensione.

L’uomo appena giunto, con ancora la mantella bagnata indosso, ha ora scoperto il capo, contornato da una grigia capigliatura, ed è riconoscibile.

E’ uno degli uomini più potenti del governo di Sua Maestà, e senza compiere un passo di più, domanda con veemenza perché sia stato convocato con quell’urgenza, a quell’ora, per una riunione inaspettata. Lui è uno degli elementi più illustri di quella setta segreta, là riunita; chi mai, senza consultarlo, ha deciso quell'assemblea?

Dalla scala laterale giunge la risposta. Un uomo azzimato, vestito di scuro, alto, elegante, tetro, dai curatissimi capelli neri come la pece, da la risposta, mentre scende gli scalini con noncuranza.

E’ una presenza fortemente inaspettata la sua, dato che quell’uomo, tetro, alto, elegante, alcuni giorni prima è stato…
impiccato e sepolto.
Eppure non ha certo un nodo alla gola quando dice che..
Lui ha convocato la riunione.

…Perché tutti decidano da che parte stare: se dalla parte delle cose superate, che verranno spazzate via, o dalla Sua parte, la parte che domani, nelle sale stesse del parlamento, dimostrerà all’Impero di quale vasto, oscuro ed assoluto potere, ormai dispone…

Gli uomini seduti al tavolo sono impauriti, soggiogati dal discorso.
Non così l’uomo giunto dalla pioggia. Qualcuno deve fermarti, dice a muso duro al tetro interlocutore; solleva il braccio, che la mantellina bagnata celava: impugna un grosso revolver; lo punta risolutamente verso l’uomo alto ed elegante che ha convocato la riunione.

Questi si volta lentamente, dando le spalle all’uomo che lo minaccia con la pistola.

Il volto tetro mostra qualcosa di vago; forse delusione, forse pena, forse noia.
L’uomo giunto dalla pioggia preme il grilletto del revolver e..

Una vampa di fuoco, improvvisa, lo avvolge, trasformandolo in una torcia che grida.

L’uomo tetro non lo guarda neppure, come se fosse già a conoscenza di cosa sarebbe accaduto.

Come impazzito dal dolore, l’uomo avvolto dalle fiamme si precipita verso una finestra, contro le cui vetrate scroscia la pioggia….


Ricordi a quale film appartiene la scena, e perché potrebbe essere effettivamente memorabile?


Casomai, la risposta è evidenziabile col puntatore del mouse, nel riquadro bianco.

Cita:
Sherlock Holmes, di Guy Ritchie.
(continua…)

Ultima Modifica di Braxton Bragg : 13-11-2012 alle 18:25
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Vecchio 15-11-2012, 21:39   #475
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Base Re: Scene indimenticabili dei film

(seguito)

…Quindi: un uomo probo si accinge ad aprire il fuoco contro un uomo malvagio quando, all’improvviso, si ritrova avvolto da fiamme che sembrano scaturire dal nulla, o dall’inferno le cui potenze sembrano proteggere la malvagità…
Ma la scena invece, pur visivamente accattivante, è indimenticabile per quanto risulta strutturalmente… deficitaria.
In una scena successiva viene spiegato, dal geniale investigatore che tira le fila della narrazione, cosa sia successo realmente: mentre l’uomo giunto nella notte, sotto la pioggia scrosciante, attendeva che venisse aperto il portone, una sottile pioggerella di un liquido, inodore e insapore ma fortemente infiammabile, gli è stata spruzzata con un marchingegno occultato sopra il portone. Poi, quando l’uomo, inconsapevole di essere imperlato da minuscole gocce del liquido infiammabile, ha premuto il grilletto della pistola, la fiamma stessa del revolver ha innescato la combustione, trasformandolo in una torcia.
Tutto un trucco dell’uomo malvagio, quindi, inventato per accreditare un potere demoniaco inesistente.
Ma la pistola è un revolver, cioè una pistola a retrocarica, che emette una fiamma quando il proiettile abbandona il bossolo alloggiato nel tamburo, e già viaggia nella canna, verso il bersaglio.
Quindi il malvagio ha architettato un trucco nel quale lui stesso ha il ruolo del bersaglio; ben poca consolazione sarebbe morire mentre il proprio assassino brucia.
Il trucco, insomma, non funziona.
Non solo: e se l’uomo giunto dalla pioggia avesse, come solitamente si fa entrando in una casa, posato la mantellina, bagnata di liquido infiammabile?
Il trucco, per un altra e probabile ragione, non avrebbe funzionato. E come ci si può affidare al cadere della pioggia, per mascherare l’irrorazione del liquido infiammabile, se la pioggia può finire da un momento all’altro? Per di più, per il funzionamento di un trucco che, se va male, porta una pallottola nel petto di chi lo ha architettato…
Come ultima notazione si potrebbe osservare che, nel film, l’investigatore non è presente alla scena della torcia umana, e notare che nessuno sembra riferirgli il fatto… Eppure ne è a conoscenza, e nel seguito, ne dipana il filo nei dettagli, come se avesse visto tutto…
Come se anche lui, spettatore tra gli spettatori, stesse guardando il film…
La sceneggiatura fa acqua da tutte le parti, insomma, eppure questo non ha nessuna importanza, perché la vampa ruggente che avvolge l’uomo venuto dalla pioggia, è una tentazione irresistibile…
Come nei giochi di prestigio: basta che ci sia il ritmo, e si gira l’impossibile.
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Vecchio 13-11-2013, 19:52   #476
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Base Re: Scene indimenticabili dei film

“Concentrate tutto il fuoco sulla nave stellare più vicina!” Ordina il piccolo condottiero.
Accanto a lui, l’ufficiale addetto alle comunicazioni dirama l’ordine. L’artiglieria pesante concentra i suoi grandi lampi azzurri sulla più vicina delle immani sfera che, lentamente, stanno prendendo la via delle stelle.
La grande nave sale lentamente, mentre l’artiglieria apre squarci nel grande scafo, poi si ferma per un istante e infine precipita, colpita a morte. Lo schianto di quel gigante delle rotte stellari solleva un’onda di polvere e detriti, possente, oscura e circolare, che si abbatte sui combattenti ed i mezzi impegnati nella battaglia.
Anche il trasporto truppe con a bordo il cavaliere, il suo allievo e la bella principessa viene investito dall’onda di detriti, e scosso, nel suo volo a bassa quota.
Mentre la polvere si dirada il cavaliere, con un grido, indica il nemico in fuga. Là, volando rasente le infinite dune di sabbia rossastra, su un mezzo veloce e minuscolo, mantello al vento, l’oscuro Conte sta fuggendo, scortato e seguito da due altri mezzi volanti, stavolta armati.
Il trasporto truppe vira e si mette ad inseguire i tre fuggitivi.
“Abbattilo” grida l’allievo del cavaliere. ”Non abbiamo più missili” risponde il pilota del trasporto.
Il conte, sentendosi inseguito, congeda con un cenno la scorta.
I due mezzi volanti armati virano ciascuno dal proprio lato.
Il trasporto truppe ha ormai il conte a tiro, ma.. era un trucco.
I due mezzi armati di scorta hanno compiuto una virata circolare e ora si trovano alle spalle del trasporto, su cui aprono il fuoco. Le parti si sono invertite.
Il conte prosegue nella sua fuga, inseguito dal trasporto truppe, inseguito a sua volta dai due mezzi della scorta del conte…
Uno dei mezzi mette a segno un buon colpo. Il trasporto truppe oscilla paurosamente, scosso dall’esplosione. La principessa ed un soldato perdono la presa e cadono da uno dei portelloni del mezzo. La bella e giovane donna cade sulla sabbia, rotola già lungo il declivio della duna rossastra, priva di sensi.
Sul trasporto truppe si accende la discussione tra allievo e maestro; occorre tornare a soccorrere la principessa, dice uno; no, occorre portare a termine la missione, dice l’altro. I due si confrontano a muso duro. Sullo sfondo, le dune si susseguono, poi i costoni di roccia rossastra, quando inseguiti e inseguitori penetrano in una valle rocciosa, poi, dopo una virata a dritta, solo una parete di roccia fa da sfondo alla discussione.
Il conte è ormai arrivato ad un Hangar la cui entrata è ricavata in una parete di roccia verticale. Anche il cavaliere e l’allievo arrivano all’Hangar; balzano giù dal trasporto truppe e si precipitano nelle viscere della montagna.
La scorta armata del conte, approfitta del momento in cui il trasporto sta lentamente risalendo di quota per colpirlo, e farlo esplodere….
Mentre nella montagna si accende una lotta mortale, ai piedi di una duna ormai lontana, la principessa, gli occhi ancora chiusi, viene scossa da un soldato, che le chiede se sia tutta intera. Si, dice la ragazza, stordita, risollevandosi in piedi.
Dobbiamo tornare dagli altri, dice il soldato, dirigendosi verso il luogo di partenza.
No, risponde risoluta la principessa; trova un mezzo, presto, ordina perentoria al soldato. Dobbiamo raggiungere quell’Hangar…

Già… quale Hangar? La principessa era svenuta, mentre l’inseguimento portava, attraverso un percorso tortuoso entro canyons rocciosi, suoi compagni d’avventura lontano da lei.
Come poteva sapere dell’Hangar, svenuta e senza poterlo vedere?
Più avanti, la principessa, giunta all’Hangar proprio mentre la chiusa e scura astronave con il Conte a bordo sta decollando, si ferma e gli spara contro.
Come può sapere che nell’astronave c’è il Conte e non i suoi amici?
Sono i misteri delle sceneggiature che prendono il sopravvento sugli sceneggiatori, con Principesse che, anziché essere solo protagoniste degli eventi, sono evidentemente anche spettatrici delle scene in cui loro stesse non compaiono…

Ricordi a quale film appartiene la scena?


Cita:
Star Wars episodio II. L'attacco dei cloni
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Vecchio 16-07-2017, 20:20   #477
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Base Re: Scene indimenticabili dei film

Quella donna,magnifica e inarrivabile, gli ha messo il fuoco nelle vene.
Inarrivabile, certo. Lui, è solo un ragazzo, così inesperto che.. non saprebbe nemmeno da dove cominciare. Sedurre quella donna fantastica… maritata, per di più.. figurarsi.
Che poi, la notte, in quelle case costruite per le vacanze al mare, si sente tutto. Appena oltre il muro della sua stanza, c’è la camera dove dormono lei e il marito. Una volta, a notte alta, ha sentito tutto.
C’era quell’agitarsi ritmico, e si sentivano i gemiti di lei, rochi, teneri, e il marito, al culmine di quello scuotersi, le diceva: “..Troia.. troia..sei proprio.. una gran troia…. “ e si sentiva che a lei piaceva…
Il ragazzo, turbato, deglutisce.
Si, è solo un ragazzino inesperto, ma è anche un bel ragazzo, che non lascia indifferente quella fanciulla esile, aggraziata, elegante, con cui si è dato appuntamento. Ora sono lì, da soli, e lei sembra aspettare che lui faccia.. qualcosa.
E’ il momento di agire.
Lui la afferra per le spalle, la agita vigorosamente e le dice: “Troia! Troia! Sei una troia!”
lo schiaffo lo raggiunge sul viso dopo due secondi, lasciandolo stupefatto e dolorante.
Eppure, ha fatto le stesse cose, accidenti…


…La moglie, bellissima, abbassa la voce e confida, al marito:
“Ma sai che Cecilia.. col marito.. a letto.. si dicono le parolacce?”
Il marito riflette un attimo. Anche loro sono a letto. Perché la moglie gli ha fatto quella confidenza?
Poi sorride. Forse ha capito. Così la guarda negli occhi e le dice:
“Testa di cazzo…”
La moglie lo guarda, prima incredula, poi nauseata. Getta via le coperte e si alza…
l marito è perplesso.. dove ha sbagliato?


(Scimmiottare; fare qualcosa visto fare ad altri, per imitazione.
Spettatori che scimmiottano critici cinematografici, lettori che scimmiottano giornalisti, tifosi che scimmiottano conduttori televisivi, elettori che scimmiottano uomini politici, senza capire che figura stanno facendo)



Ricordi il titolo dei film in questione, o qualche loro interprete?
Risposta evidenziabile col mouse nel riquadro bianco.


Cita:
Peccato veniale, il ragazzo è Alessandro Momo, la bellissima Laura Antonelli, il marito Orazio Orlando.
Un fantastico Via vai. Il grande Pieraccioni e la splendida Serena Autieri
Braxton Bragg non è collegato   Rispondi Citando
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