Steve
24-05-2005, 10:20
Mi segnalano questo articolo (http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&artId=667741&chId=30&artType=Articolo&back=0) de "Il Sole 24 Ore", che vi riporto integralmente:
Voci di un Macintosh «Intel Inside»
Secondo Wall Street Journal Apple potrebbe usare i chip della casa di Steve Jobs.
Mario Cianflone
Un computer Apple Macintosh con processori Intel, gli stessi usati sui “comuni” Pc con l'odiato Microsoft Windows? Un’eresia informatica, blasfema per il popolo della Mela, che potrebbe diventare realtà. La Casa guidata da Steve Jobs, secondo quanto riporta Wall Street Journal, sarebbe pronta a siglare con il colosso di Santa Clara un accordo di fornitura di microprocessori
Le due società non hanno confermato le indiscrezioni e non è ancora chiaro se Apple abbandonerà i processori Ibm che attualmente monta sui suoi Macintosh. Sta di fatto che la notizia, se confermata, potrebbe essere rivoluzionaria e anche in controtendenza rispetto al rinnovato successo dei chip PowerPc usati da Big Blue nei grandi server e selezionati da Sony, Microsoft e Nintendo per le iperpotenti console di nuova generazione: la X-box 360, la Playstation3 e la Revolution.
L'operazione, se sarà confermata, garantirebbe alla casa di Cupertino la possibilità di praticare prezzi più bassi e spuntare, forse, maggiori volumi di vendita. Il quotidiano ipotizza anche la possibilità di installare il sistema operativo Windows sui Pc di Apple. Ma questa eventualità, oltre ad essere sostanzialmente inutile per quanto concerne lo scenario competitivo, non potrebbe far altro che suscitare una sorta di insurrezione tra gli utenti della Mela.
Apple è trincerata dietro uno stretto «no comment» e non intende dare alcuna informazione in merito. Tuttavia, leggendo la parte finale, le "avvertenze”, dell’ultimo comunicato stampa finanziario (relativo ai risultati del secondo trimestre) si legge che le previsioni per i prossimi mesi potranno essere influenzate da un insieme di fattori che spaziano da attentati terroristici alla risoluzione dei contratti di fornitura dei microprocessori G5. L’affermazione, contenuta in un documento ufficiale, pare anticipare implicitamente quanto meno la possibilità di un cambiamento epocale per la casa della mela.
L'operazione potrebbe portare a un’espansione del business della casa di Santa Clara, anche se va ricordato che la quota di mercato di Apple è marginale e benché in crescita sulla scia del grandissimo successo dei riproduttori musicali iPod non va oltre il 3,7% negli Usa secondo Gartner. Recentemente Apple ha lanciato un instant classic: il Mac mini, un Macintosh piccolo, grazioso, poco potente in verità, ma con tutto ciò che serve davvero. E anche di più. Il pubblico ha reagito positivamente e molti utilizzatori di “normali” pc con Windows sono passati al mondo Apple. Ora la casa di Steve Jobs potrebbe tentare di espandersi ulteriormente e l’eventuale alleanza con Intel potrebbe andare in questa direzione.
E mentre Ibm scommette indirettamente sulle console videoludiche e all’orizzonte si annuncia un eretico Macintosh «Intel Inside», Amd cala l’asso sull’elettronica di consumo annunciando un processore a basso consumo (Geode Lx800@0.9 Watt) dedicato a dispositivi, con sistema operativo Windows, per l’intrattenimento domestico e in mobilità (Pda, lettori multimediali etc). Del resto i chip Intel potrebbero essere usati da Apple non per i propri computer personali bensì per una nuova generazione di riproduttori tascabili più multimediali degli attuali iPod. Recentemente molti costruttori come Archos, Samsung e iriver hanno infatti lanciato Hdd player tascabili capaci di visualizzare anche video, mentre la competizione si sposta anche sui telefonini con hard disk di prossima introduzione sul mercato.
23 maggio 2005
Io, come sapete, sono fuori dal mondo Mac... ma voi che ne pensate? ^^
Voci di un Macintosh «Intel Inside»
Secondo Wall Street Journal Apple potrebbe usare i chip della casa di Steve Jobs.
Mario Cianflone
Un computer Apple Macintosh con processori Intel, gli stessi usati sui “comuni” Pc con l'odiato Microsoft Windows? Un’eresia informatica, blasfema per il popolo della Mela, che potrebbe diventare realtà. La Casa guidata da Steve Jobs, secondo quanto riporta Wall Street Journal, sarebbe pronta a siglare con il colosso di Santa Clara un accordo di fornitura di microprocessori
Le due società non hanno confermato le indiscrezioni e non è ancora chiaro se Apple abbandonerà i processori Ibm che attualmente monta sui suoi Macintosh. Sta di fatto che la notizia, se confermata, potrebbe essere rivoluzionaria e anche in controtendenza rispetto al rinnovato successo dei chip PowerPc usati da Big Blue nei grandi server e selezionati da Sony, Microsoft e Nintendo per le iperpotenti console di nuova generazione: la X-box 360, la Playstation3 e la Revolution.
L'operazione, se sarà confermata, garantirebbe alla casa di Cupertino la possibilità di praticare prezzi più bassi e spuntare, forse, maggiori volumi di vendita. Il quotidiano ipotizza anche la possibilità di installare il sistema operativo Windows sui Pc di Apple. Ma questa eventualità, oltre ad essere sostanzialmente inutile per quanto concerne lo scenario competitivo, non potrebbe far altro che suscitare una sorta di insurrezione tra gli utenti della Mela.
Apple è trincerata dietro uno stretto «no comment» e non intende dare alcuna informazione in merito. Tuttavia, leggendo la parte finale, le "avvertenze”, dell’ultimo comunicato stampa finanziario (relativo ai risultati del secondo trimestre) si legge che le previsioni per i prossimi mesi potranno essere influenzate da un insieme di fattori che spaziano da attentati terroristici alla risoluzione dei contratti di fornitura dei microprocessori G5. L’affermazione, contenuta in un documento ufficiale, pare anticipare implicitamente quanto meno la possibilità di un cambiamento epocale per la casa della mela.
L'operazione potrebbe portare a un’espansione del business della casa di Santa Clara, anche se va ricordato che la quota di mercato di Apple è marginale e benché in crescita sulla scia del grandissimo successo dei riproduttori musicali iPod non va oltre il 3,7% negli Usa secondo Gartner. Recentemente Apple ha lanciato un instant classic: il Mac mini, un Macintosh piccolo, grazioso, poco potente in verità, ma con tutto ciò che serve davvero. E anche di più. Il pubblico ha reagito positivamente e molti utilizzatori di “normali” pc con Windows sono passati al mondo Apple. Ora la casa di Steve Jobs potrebbe tentare di espandersi ulteriormente e l’eventuale alleanza con Intel potrebbe andare in questa direzione.
E mentre Ibm scommette indirettamente sulle console videoludiche e all’orizzonte si annuncia un eretico Macintosh «Intel Inside», Amd cala l’asso sull’elettronica di consumo annunciando un processore a basso consumo (Geode Lx800@0.9 Watt) dedicato a dispositivi, con sistema operativo Windows, per l’intrattenimento domestico e in mobilità (Pda, lettori multimediali etc). Del resto i chip Intel potrebbero essere usati da Apple non per i propri computer personali bensì per una nuova generazione di riproduttori tascabili più multimediali degli attuali iPod. Recentemente molti costruttori come Archos, Samsung e iriver hanno infatti lanciato Hdd player tascabili capaci di visualizzare anche video, mentre la competizione si sposta anche sui telefonini con hard disk di prossima introduzione sul mercato.
23 maggio 2005
Io, come sapete, sono fuori dal mondo Mac... ma voi che ne pensate? ^^