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View Full Version : De Arte Fellationis


Actarus
22-02-2005, 13:06
Ps. Chiara me lo splitti da qui?

Poema de fellation arte :sospiro:

LA PREISTORIA

1.

Hanno provato l' antropologia

ed altre scienze ad essa collegate,

(dico la storia, con l' archeologia)

che tante usanze da noi praticate

non lo furono ieri. Qual magia

poté introdurne di tanto beate?

Non fu magia, ma un fatto di progresso,

che influenzò parecchio pure il sesso.


2.

I nostri nobilisimi antenati,

dal Rampiteco fino all' Uomo eretto,

scopavan solo, come altri primati,

dall' Australopiteco, il cui aspetto

s' avvicinava a dei nostri cognati,

al Neanderthal, pressoché perfetto.

Solo con Cro Magnon, nostro fratello,

finì la preistoria e venne il bello.

3.

Infatti quest' umano fu sapiente,

e, con l' ausilio di un po' di fortuna,

scoprì il pompino; e perciò riverente

lo guarda l' uomo d' oggi ciascheduna

volta in cui gode e in cui viene fremente:

altro che la conquista della Luna!

Ed alla di lui donna siamo grati,

perché ci ha reso tanto fortunati.


4.

L' avevano scoperto un po' per caso,

in un momento di preliminari:

lei accostava dappertutto il naso,

secondo riti oramai millenari;

egli, ad un tratto si sentì pervaso

da dolci brividi straordinari,

talché, appena l' uccello ella gli tocca,

lui con destrezza glielo infila in bocca

Actarus
22-02-2005, 13:09
ANTICHITÀ - PRIMA PARTE


5.

Si afferma che la preistoria dura

finché l' uomo di sé non renda conto,

con fonti proprie, come la scrittura,

senza dire, con ciò, che prima è tonto.

Così straordinaria è la natura,

che l' uomo fu velocemente pronto:

ci mise trentacinquemila anni,

pochi, in effetti, ché aveva altri affanni.



6.

Le prime tavolette in assoluto

son quelle dei notissimi Sumeri

popolo che fu a lungo sconosciuto,

che, archeologicamente, è nato ieri.

Dalle ricerche che a fondo ho compiuto

risulta ch' essi furon molto austeri.

Sir Woolley totalmente il campo sgombra:

di pompini non c' è neppure l' ombra.


7.

C' erano forse troppi sacerdoti,

le ziggurat mettevano timore,

ma a custodire i tempi, senza voti,

c' erano sempre delle brave suore,

che dimostrarono sublimi doti

dispensando ben più di un buon favore.

La passera era un bene collettivo,

sì che nessuno ne restava privo.


8.

Col primo, vero e grande impero d' Asia,

creato da quel Sargon che ammiriamo

in un bronzeo ritratto che oggi estasia,

c' è sicuro una svolta, e la chiariamo.

Vi fu una donna nobile, Prexasia,

che, mentre al re Sargòn diceva: T' amo",

e rispondeva lui: "D'amor son pazzo",

già con le labbra gli succhiava il cazzo.


9.

Fu forse il primo caso della storia,

ma occorre un precisissimo confronto.

Anche gli Egizi, se ho buona memoria,

introdussero (dice un bel racconto)

questa maniera di fare baldoria,

con un riferimento arguto e pronto:

il primo a farsi fare un bel bocchino

fu il grande Faraone Micerino.

Actarus
22-02-2005, 13:11
ANTICHITA’ - Seconda parte


15.

Un brillante archeologo italiano

trent’anni fa fu autor di una scoperta

d’un grande regno, sito non lontano

da quelli noti la cui storia è certa.

Il prestigioso “impero” non invano

cercò Matthiae; ed oggi si disserta

se Ebla valga più di Tutankamen;

forse è così; qui non c’importa: amen.


16:

Ciò che conta è lo studio del costume,

connesso al nostro tema principale,

che cari amici forniti d’acume,

giudicano una questione universale.

Ebbene, miei signori, qualche lume,

l’archivio d’Ebla, in più di uno scaffale

fornisce a noi, studiosi e specialisti:

son documenti finora non visti.


17.

E’ noto che un’antica tavoletta,

contiene un complessissimo trattato,

forse più antico di quanto ci si aspetta,

più vecchio ancor di quello stipulato

tra Egitto e Hatti dopo l’ operetta

che sull’Oronte avevan recitato.

Quello d’Ebla contiene più argomenti,

molti dei quali sono divertenti..


18.


Penso a tutte le fughe e alle catture

di prigionieri d’entrambe le parti.

Le leggi, come noto, erano dure:

per uno sgarro facevano a quarti

sospetti e rei ed innocenti pure;

se andava bene potevano slombarti.

C’era, però, una categoria,

cui s’usavano garbo e cortesia.


19.

Non fu dato all’inizio decifrare

cosa significasse “IM PUPMP ASC ELLO”;

il documento è fatto in lingue rare:

cuneiforme ed akkadico; ma il bello

è stato che, continuando a cercare,

è uscito fuori altrove il suo gemello

in sanscrito, per cui fu decifrato

tutto il linguaggio e, ovviamente, il trattato.


20.

Risulta, dunque, che tal privilegio

Ebla accordava alle donne soltanto,

libere o schiave, che avessero il pregio

di saper concupire l’uomo tanto

da sottoporlo quasi a un sortilegio,

a lui lascivamente stando accanto.

E l’atto ritenuto più efficace

ovviamente è il pompino; vi dispiace?

Actarus
22-02-2005, 13:11
STORIA ANTICA - Terza Parte


21.

Abbiamo già esplorato civiltà

molto evolute in campo culturale,

ed anche in quello della sanità,

che assai giova al benessere sessuale.

Mi pare logica una verità

che solo ieri sembrava inusuale:

voglio affermare che il progresso umano

in molti luoghi aumentò piano piano.


22.

Mesopotamia, Anatolia ed Egitto,

India, poi Creta e la lontana Cina,

con alleanze o tra loro in conflitto,

con assai più d’una carneficina,

crearono, però, il nuovo diritto:

le leggi sono una mezza dozzina.

Fu nel Terzo Millennio avanti Cristo

che l’uomo praticò quanto abbiam visto.


23.

E non possiamo trascurar gli Assiri,

valorosi e terribili guerrieri.

Diciamo pure, senza tanti giri,

ch’erano ritenuti fino a ieri

più sanguinari dei noti vampiri.,

dediti all’assassinio ed ai piaceri.

Oggi, però, l’arte assira si apprezza

E a favor loro una lancia si spezza.


24.

Io pure lo farò, pensando ai loro

tori possenti ed ai bassorilievi,

alle città e agli ornamenti d’oro,

pur sapendo che popoli coevi

perdettero la libertà e il decoro,

sottoposti a servaggi non lievi.

Debbo, però, tornare in argomento

per non fare un inutile lamento.


25.

Furon gli Assiri dei grandi amatori:

Semiramide è nota in tutto il mondo,

quantunque il personaggio sia un po’ fuori

da un approfondimento più profondo.

L’amante suo fu un uomo tra i migliori,

cui la donna, con moto verecondo,

lo succhiava, facendogli un inchino,

poi passando a scopare su un cuscino.


26.

Potrei citare tanti re famosi:

Sargon Secondo, Sennacheribò,

tutti guerrieri e sovrani gloriosi;

ma di tanti altri ora il nome non fo,

dato che sento lettori imperiosi,

che mi chiedon di dir quello che so

in merito alla pratica che dona

a questo scritto fama più che buona.


27.

Chiuderò con il Tigri e con l’Eufrate

parlando di un sovrano eccezionale:

Assurbanipal dico; ora ascoltate

ciò che so della vita sua reale.

Come Sardanapalo egli più fiate

viene indicato da chi gli vuol male.

Grave errore, poiché primo all’amata,

diede in cambio un’energica leccata.

Actarus
22-02-2005, 13:12
STORIA ANTICA - Parte quarta



28.

Le civilissime città dell'Indo,

che Alessandro non vide o disdegnò,

quando, con elefanti ed autoblindo,

travolse Dario poi non si fermò,

mezzo impazzito, benché sempre lindo,

cari amici lettori, vi dirò

che sono tra i misteri non risolti

ignorati soltanto dagli stolti.


29.

Grandi palazzi di mattoni crudi

possiede ancor la magnifica Harappa;

cinta murarie potenti e assai rudi:

pei viaggiatori degnisima tappa.

Templi, acquedotti; tantissimi studi

non hanno aperto del tutto la cappa

su questo sito, che tanto si è avaro,

come il "gemello" di Mohenjo Daro.


30.

Le date sono state definite:

duemilacinquecento e rotti anni

prima dell'era nostra; ma né liste

né cartigli di re, né lignei scranni

sussistono per dir come finite

siano tali potenze o quai malanni

ne cagionarono la decadenza,

talché abbiamo ben più d'una credenza.


31

Nessuno ha decifto la scrittura,

perché ben poco c'è da decifrare;

ben poco s'è trovato in quelle mura,

che, come ho detto, sono parche e avare;

in più (lo dico con garbo e misura)

non c'è più Champollion a lavorare.

Ma ecco che un'improvvisa scoperta,

mette il mondo scientifico in allerta.


32.

Un picolo rilievo in un ambiente

modesto, non di tipo palaziale,

in pietra lavorata finemente

svela un costume amatorio e sessuale

di quella brava antichissima gente,

la più gaudente del mondo orientale.

L'immagine, di tono assai gustoso

è quella d'un pompino maestoso.


33.

Il popol tutto, non solo i sovrani,

o i sacerdoti, o i nobili e i padroni,

erano ammessi a gesti tanto sani,

senza riserve o discriminazioni.

Numerosi pontefici cristiani,

come vedremo, furono ladroni

anche nel senso che assai fornicavano,

ma contro il sesso sempre predicavano.


33.

In Pakistan il bravo esploratore

dovrà recarsi per vedere bene

ciò che, come modesto narratore,

ho riferito sull'uso del pene

che quelle donne facean con vigore.

Fare codesto viaggio vi conviene,

amiche e amici, ché in quella regione

forse vi verrà qualche ispirazione.

Actarus
22-02-2005, 13:13
Gh, chiara mi splitti questo Poema o lo chiami " De Arte Fellationis" ?

Actarus
22-02-2005, 13:14
STORIA ANTICA V - Creta


34.

Creta: i palazzi del fiero Minosse,

che esercitò una talassocrazia,

che il mare Egeo, e non solo, percosse

sono tesori dell’archeologia.

Si è dimostrato che l’isola fosse

la vera Atlantide: non è bugia.

L’esplosione di Santorini (Thera)

determinò la fine di quell’era.


35

Il vulcano dell’isola minore

nel mare sprofondò una parte d’essa;

maremoti di mai visto furore

provocarono, per forza riflessa,

la distruzione di Creta in poche ore

e della flotta all’isola connessa.

Superstiti non vollero gli dei,

salvo un gruppetto (forse i Filistei).


36.

Il tutto accadde, se ricordo bene,

tremilacinquecento anni or sono

e un altro fatto riferir conviene

circa gli eredi del famoso trono.

Furon gli Achei con le loro carene

ad occupare quell’ambito dono:

non a caso il glorioso Idomeneo

è re di Creta; un regno miceneo.


37.

Non aveva bisogno delle mura

Crosso, la più famosa capitale:

eran le navi a renderla sicura,

al par di Festo, altro sito regale.

Insomma, fu soltanto la natura

a distruggere un centro sì vitale.

Ora il mito e la storia, miei signori,

io fonderò senza falsi pudori.


38

Usava molto in epoca minoica

giocare con i tori arditamente,

con una dedizione quasi stoica

di fronte al rischio grave ed incombente:

era una gioventù davvero eroica

ed ogni salto era sempre avvincente.

Accadde che, una bella mattina,

vi prese parte pure la regina.


39

Pasifae, statuaria e conturbante,

giovane moglie del grande sovrano,

sempre caldissima, superba amante,

balzò sui tori e atterrò dritta e piano.

Giovani donne ve n’erano tante,

dal suo livello, però, assai lontano.

Tra il popolo girava seminuda;

aveva solo un paio di bermuda.


40.

I giovani guardavano entusiasti

tale raro, special capolavoro;

e anche gli anziani non del tutto guasti

volevan dir volentieri la loro;

ma i modi di Pasifae erano casti,

pur non sapendo qual grande disdoro,

quale sconvolgimento, qual casino

arrecasse in tal modo al popolino.


41.

Altre volte discese nella lizza,

primeggiando per forza e per bellezza,

mentre qualcuno sempre più s’attizza

(nota, lettore questa mia finezza

di rima e consonanza senza bizza),

ormai a quel diporto più che avvezza.

Tutto andò bene, finché, fuor del branco,

ella scorse, un bel dì, un torello bianco.


42.

Grazioso e morbido come fu Giove,

quando volle rapir la bella Europa,

questo animal non s’era visto altrove.

Di colpo sente un fremito alla topa,

qualcosa di potente che la muove,

si chiede la regina: “Con chi scopa

questo bovino tanto seducente?

Più che un bovino è un dio, nella mia mente”.


43.

Con noncuranza gli si avvicinava,

la groppa e il muso sempre accarezzando;

ma quella bestia insensibile e ignava

non obbediva a niun di lei comando.

Ella piangeva e pur non disperava;

e pianse ancora molto fino a quando

Dedalo, che già stava in quella zona,

le suggerì la soluzione buona.


44.

La vide e la chiamò il grande scienziato,

scusandosi per questa interferenza,

che gli pareva da maleducato.

Ma essendo, appunto, egli uomo di scienza,

tagliò corto e asserì, tutto d’un fiato:

“Io vi voglio aiutar, Vostra Eccellenza.

Per voi costruirò una falsa mucca,

che vi contenga dai piedi alla zucca.


45.

Io farò in modo che le due fessure

Sian nello stesso senso allineate:

se permettete, prendo le misure …

ecco fatto; voi questa notte entrate”.

“Volete argento, oro o pietre dure?”

rispose la regina “Meritate

un compenso adeguato, professore”.

Lui: “Attendiam questa notte d’amore”.


46.

Ecco, dunque, Pasifae, che guardinga

esce dal letto freddo di Minosse.

Alta e splendente come una Vichinga

(soffoca a stento un colpetto di tosse)

quantunque altri mora la dipinga.

Arriva al luogo e con rapide mosse;

si toglie ogni vestito e la fusciacca

e infila il corpo nella falsa vacca.


47.

Passan pochi secondi e arriva il toro,

tratto in inganno da quel marchingegno;

lancia un muggito e diritto nel foro

pone il suo membro, che supera il legno,

ed entra (mentre lei dice “Ti adoro!”),

nella più bella patonza del regno.

Per la regina è andare in paradiso,

mentre il torello continua deciso.


48

Finita questa inusitata unione,

la regina, corretta, vuol pagare

chi consentì siffatta operazione.

Trova talenti, oro, gioie rare,

ma Dedalo gli mostra altra invenzione,

che lei non tarda molto ad imparare.

Come è descritto bene in un affresco,

chiede e ottiene un pompino gigantesco.

49.

Il resto della storia è risaputo:

il Minotauro e il labirinto,

le vittime d’Atene ed il rifiuto

di Tèseo che quel mostro ha ucciso e vinto.

C’è un fatto forse meno conosciuto:

che il pompino ha dipoi sempre distinto

il destino dell’isola; ed avviene

che, con Arianna, Tèseo ‘l porta a Atene

Actarus
22-02-2005, 13:15
SEGUE. Greci, Etruschi e Persiani.


50.


Venuto meno il dominio cretese,

fondato sulla talassocrazia,

altre grandi, mirabolanti imprese

compirono gli Achei, come la mia

nota Briseide narra a più riprese.

Chiarisco ancora (non è una mania),

che Creta e Santorini sono Atlantide,

che il vulcano ammazzò come la mantide.



51.

I Micenei (è noto) il sesso orale

praticarono senza esitazioni,

come i Dori e gli Etruschi; e questo vale

per tutte le scientifiche opinioni:

ceramiche ed affreschi una reale

prova sono di storiche erezioni,

rafforzate da bocche assai sensuali,

intente a lavorare con quei pali.


52.

Chiedo venia alla Musa se mi affretto,

essendo in altri compiti impegnato.

Se riassumo non è per dispetto,

ma perché sono molto affaticato.

In altri casi – questo lo prometto –

io sarò più preciso e dettagliato.

Ciò non significa che abbia finito:

proseguo ancora soddisfatto e ardito.



53.

Restiamo tra gli antichi: il gioco vale.

I Persiani per oltre duecento anni,

furono il primo impero universale.

Gli Achemenidi, senza troppi affanni,

grazie a una nobile stirpe reale,

sopravvissero ai loro stessi inganni.

Li vinse solo il figlio di Filippo,

con un’azione simile allo scippo.


54.

Altri sovrani e la forza di Roma

dominarono poi quelle regioni,

ma tuttavia la Persia non fu doma:

Parti e Sasanidi alle legioni

tagliarono talvolta barba e chioma.

Solo Traiano li fece star buoni

e, a quanto pare Settimio Severo,

ai quali il popolo accese un bel cero.




55.


Ma quali mosse per fare l’amore

usasse il Grande Re di Persi e Medi

è ora di svelare alle signore.

Spesso scopavano restando in piedi,

dicendo di provare più calore,

tra vivaci tappeti e ricchi arredi.

E il pompino? Fu quando le mutande

Ciro si tolse e lei gli succhiò il glande.

Actarus
22-02-2005, 13:16
ANCORA STORIA ANTICA


I GIUDEI



56.

Ho incontrato per caso Plauto e Orazio

mentre ero a spasso verso il Quirinale,

con il Proconsole Emiliano Stazio.

Ci si saluta con l' "Ave atque vale",

si parla della Roma e della Lazio

e di qualche altro argomento banale.

Ma, a un certo punto, l' Orazio mi dice:

"Fabio, ti prego, rendimi felice.


57.

Non affrettare più di tanto il passo,

benché lontano ti sembri il traguardo;

ci hai donato finora tanto spasso

con queste antiche storie; ed al riguardo,

sappi che al Foro c’è molto fracasso

non tanto per il tuo breve ritardo,

quanto perché tu annunci più d’un taglio

nei tuoi poemi. Sarebbe uno sbaglio”.



58.

Di fronte a una notizia così grave,

datami da persone generose

e non da genti traditrici e prave

ho cominciato a cambiare le cose

Pertanto in migliori acque la mia nave

si spinge; e le sue tre vele ventose

la riportano nel vicino Oriente,

in parte visitato di recente.


59.

Non sarò, tuttavia, molto prolisso,

limitandomi ad un bel commentario,

come un mio amico che s’era prefisso

d’essere scarno al pari d’un rosario:

scrittore e generale aveva scisso

il fatto vero e quello leggendario.

Pensate dunque a due sublimi stili:

“De fellatione” e “De bello civili”.



60.

Si dovrà dire anche dei Giudei,

un popolo potente e sventurato,

fiero certo, ma non privo di nei,

grazie a qualche sovrano sciagurato.

Chi introdusse il bocchino, amici miei,

è un personaggio noto e celebrato.

Fu Dalila che, per tosar Sansone,

tenne in bocca due ore il suo bastone.


61.

E la bella cerbiatta Betsabea

rese il bravo Davidde penitente,

ma senza alcuna colpa. Non fu rea

di nessun crimine, mia brava gente.

Il vincitore di Golia volea

provare il gioco e tanto era impaziente

che nemmeno lo disse alla compagna,

che pur provvide senza alcuna lagna.


62.

Il figlio di Davidde, Salomone,

uomo colto, prudente, molto saggio,

andò, come si dice, nel pallone

quando, alla fine d’un non breve viaggio,

la Regina di Saba ebbe occasione

di proporgli del corpo suo l’assaggio.

La Yemenita dea per venti fiate

tenne l’armi del re pronte ed oliate.

Antonio Fabi
03-04-2007, 20:04
Il testo che sta qui sopra è mio. E' stato corretto ed è stato pubblicato da "I Antichi Editori" di Venezia, previa correzione.
Nulla in contrario alla sua utilizzazione in questa sede, ma credo che l'autore (nel caso Rulliano, mio pseudonimo) dovrebbe essere citato.

TheFunnyBird
24-04-2007, 17:19
Il testo che sta qui sopra è mio. E' stato corretto ed è stato pubblicato da "I Antichi Editori" di Venezia, previa correzione.
Nulla in contrario alla sua utilizzazione in questa sede, ma credo che l'autore (nel caso Rulliano, mio pseudonimo) dovrebbe essere citato.

senza cattiveria ma una volta che sei stato citato, cosa cambia?

joce
08-05-2007, 20:38
Penso che Actarus debba pagarlo... :rotfl: