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View Full Version : La Corte Costituzionale Si Pronuncia!


Datur Omnibus
08-12-2004, 03:29
SENTENZA N.378

ANNO 2004

REPUBBLICA ITALIANA


IN NOME DEL POPOLO ITALIANO




LA CORTE COSTITUZIONALE




[ridurrò la sentenza che potrete leggere integralmente nel sito della corte costituzionale... essendo colma di riferimenti giuridici e termini tecnici, evidenzierò solo le parti che considero meritevoli di attenzione! E' la prima volta che la Corte Costituzionale si pronuncia in materia di riconoscimento di forme di convivenza tra persone dello stesso sesso..]



SENTENZA


nei giudizi di legittimità costituzionale degli articoli 9, comma 2; 39, comma 2; 40; 66, comma 1 e 2 e 82 della deliberazione statutaria della Regione Umbria [..]

Ritenuto in fatto


1. – Il Presidente del Consiglio dei ministri [..] ha sollevato questione di legittimità costituzionale, ai sensi dell'art. 123, secondo comma della Costituzione nei confronti della delibera statutaria della Regione Umbria (in parole semplici, il Governo ha impugnato lo Statuto della Regione Umbria ritenendo alcune norme iscritte dalla stessa regione non costituzionali) [..]


2. – In primo luogo l'Avvocatura censura (per Avvocatura si intende gli Avvocati che rappresentano la volontà del Governo di Censurare e di Dichiarare incostituzionali alcune norme regionali dell'Umbria) l'art. 9, comma 2, della delibera statutaria il quale, nel disporre che la Regione tutela “forme di convivenza” ulteriori rispetto a quella costituita dalla famiglia, detterebbe una disciplina ambigua e di indiscriminata estensione. Essa nella misura in cui consente l'adozione di “eventuali future previsioni normative regionali” concernenti i rapporti patrimoniali e personali tra conviventi, nonché il loro status, violerebbe l'art. 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione.


Ove poi la norma intendesse esprimere qualcosa di diverso rispetto al rilievo sociale e alla dignità giuridica, nei limiti previsti dalla legge dello Stato, della convivenza familiare, ovvero intendesse “affermare siffatti valori” anche per le unioni libere e le relazioni tra soggetti dello stesso sesso, violando i principî sanciti dagli artt. 29 e 2 della Costituzione, essa contrasterebbe con l'art. 123 della Costituzione. Come affermato anche dalla giurisprudenza costituzionale, lo statuto regionale, infatti, non solo dovrebbe essere conforme alle singole previsioni della Costituzione, ma non dovrebbe neppure eluderne lo spirito. Il generico e indiscriminato riferimento alle forme di convivenza, specie se letto in relazione all'art. 5 dello statuto, che afferma che la Regione concorre a rimuovere le discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale, comporterebbe “una incongrua e inammissibile dilatazione dell'area delimitata dai valori fondanti dell'art. 2 Cost.”. [..]

[..]
PER QUESTI MOTIVI


LA CORTE COSTITUZIONALE


1) dichiara inammissibile il ricorso, iscritto al n. 90 del registro ricorsi del 2004, presentato dal consigliere regionale della Regione Umbria Carlo Ripa di Meana nei confronti della delibera statutaria della Regione Umbria approvata dal Consiglio regionale in prima deliberazione il 2 aprile del 2004 ed in seconda deliberazione il 29 luglio 2004;


[..]



Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 29 novembre 2004.


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GRAZIE CORTE COSTITUZIONALE! MENOMALE che esistono questi "organi" che tutelano anche le minoranze nell'essere riconosciute come giusto che sia! :okay: Per chi non lo ha compreso, la Corte Costituzionale ha respinto la Posizione Legale del Governo che ha cercato di impugnare lo statuto dell'Umbria perchè contiene una norma in cui viene riconosciuta legalmente la convivenza tra persone dello stesso sesso, promuovendo iniziative di tutela e di antidiscriminazione. La Corte Costituzionale ha deliberato che la posizione legale del Governo è INFONDATA e INAMISSIBILE (che è peggio di infondata!).

^PuFFa^
09-12-2004, 13:45
bah...

Datur Omnibus
09-12-2004, 13:46
cosa bha?

O_O esprimiti

^PuFFa^
09-12-2004, 13:55
francy lo sai che non ho niente contro di te.. però sono sempre del parere che la famiglia è formata da MAMMA e PAPA', cioè UOMO E DONNA, come Dio ci ha fatti.
Lo stato italiano, con questa legge, si è messa contro la chiesa...

Datur Omnibus
09-12-2004, 14:03
ma guarda che è stata riconosciuta solo dalla regione umbria lo status di convivenza... non è stata riconosciuta la famiglia omosessuale!

l'umbria ha voluto riconoscere le "convivenze" anche quelle tra persone di sesso diverso... nel senso: se un uomo e una donna stanno insieme, convivono, ma non hanno intenzione di sposarsi per motivi personali o anche per motivi religiosi (tipo non credono nella chiesa o non credono nell'isituzione del matrimonio, o perchè sono laici o atei, o perchè non vogliono sposarsi davanti al comune) l'Umbria riconosce la convivenza come uno "STATUS" e la tutela... le tutele di una convivenza sono limitate e non risultano essere uguali a quelle che si hanno nel matrimonio! E' solamente un tutelare forme di convivenza che non rientrano nel matrimonio (religioso o al comune).

E poi l'Italia è uno Stato Laico... la Chiesa non fa parte dello Stato Italiano cara Puffa. Lo saprai meglio di me che la Chiesa ha potere politico ed istituzionale solamente nello stato vaticano!

Gli italiani si devono mettere in testa che l'Italia è degli ITALIANI e non dei cristiani, ne della CHIESA!

Quindi finitela con questo bigottismo che non ha più ragione di esistere, e ce lo dimostra la corte costituzionale dove, senza offesa puffa non ce l'ho con te, illustri ed eruditi giudici nonché pensatori e saggi, ogni giorno, deliberano cosa è "costituzionalmente accettabile" e cosa no.... se la suprema corte ha deliberato quello che è scritto sopra, sicuramente significa che è "giusto così"... e ti assicuro che la corte costituzionale non è formata da "ragazzini" o da "giudici in tenera età", ma ci sono giudici anziani, molto anziani, e quindi persone che sicuramente hanno una mentalità di certo non alternativa ne tragressiva!

^PuFFa^
09-12-2004, 14:07
ufff

Il fantasma formaggino
09-12-2004, 14:10
ufff
Se vuoi qualche lezioncina a domicilio di diritto costituzionale io sono disponibilISSIMO! :D

Kira
09-12-2004, 14:13
Una famiglia con mamma e papà?
Di quali di quelle che si scannano e si tirano i piatti? Bell'ambiente per far nascere un figlio sano!
Non dovrebbero venir discussi i gusti sessuali delle persone, ma l'amore, l'affetto e l'ambito di calore!
L'Italia resta sempre indietro.. e dimostra SEMPRE (non dimentichiamoci l'intervento di buttiglione) una nazione bigotta di bigotti..

Per una volta che è stato fatto un minimo passo in avanti con il riconoscimento (anche se solo su un territorio piccolo) della tutela della convivenza, a me sembra che si possa gioirne

Datur Omnibus
09-12-2004, 14:21
e poi la Suprema Corte non ha riconosciuto il diritto al matrimonio o all'adozione-affidamento per coppie dello stesso sesso! Ha solamente convalidato una norma dello statuto della Regione Umbria che riconosce lo STATUS di convivenza!! Ripeto, lo STATUS ... non riconosce il MATRIMONIO! cioè, la legge non ammette ingnoranza. Intepretare male una norma significa pregiudicare l'intero sistema del diritto!

L'Umbria, grazie alla Corte Costituzionale, può avviare una "politica" di tutela verso le coppie dello stesso sesso che sicuramente riguarderanno il riconoscimento dello Status di Conviventi, tutele parziali in ambito di eredità e in ambito economico, riconoscimento di "coppia, o unità socialmente rilevante" eccetera!

Ho cmq appreso ora che ci sono altre Regioni Italiane (come la Toscana ma anche altre tipo Liguria, Emilia Romagna, eccetera) dove l'Avvocatura del Governo ha impugnato lo Statuto perchè vi erano norme che riconoscono la convivenza tra persone dello stesso sesso. Mi sembra, se non erro, che vista questa sentenza ora ogni regione può appellarsi a questa delibera della Suprema Corte ed inserire la norma, uguale ed identica a quella dell'Umbria, sullo status di convivenza di coppie dello stesso sesso senza incorrere in rischi di illegittimità costituzionale.

Secondo me è stato fatto un grosso passo in avanti. Se tutte le regioni iniziano ad inserire la stessa norma della regione umbria, lo Stato e il Governo risulterà obbligato a legiferare.