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View Full Version : Deposito dei siti presso biblioteche di Roma e Firenze


City_Hunter
04-11-2004, 12:11
La legge 106 del 15/04/2004 ha creato un pò di dubbi tra i webmaster italiani, per via della necessità di depositare documenti e newsletter presso le biblioteche di Roma e Firenze (e per le pesanti sanzioni in caso di inottemperanza).
Per chi non la conoscesse, vi rimando al testo della legge (http://www.parlamento.it/parlam/leggi/04106l.htm).
Non mi interessa in questo momento discutere se la legge sia giusta o sbagliata, per certe cose esprimo la mia opinione nel posto migliore, cioè in seggio elettorale.

Ultimamente girando per la rete ho notato una certa disinformazione, con annessa tendenza alla drammatizzazione. Ho letto persino di webmaster che avrebbero chiuso i loro siti per l'impossibilità di recarsi fisicamente presso le biblioteche per il deposito... ma scherziamo? :)

Basta analizzare la legge dalla prospettiva inversa per rendersi conto che la spedizione in massa del materiale alle biblioteche è improponibile. Queste ultime non avrebbero mai la possibilità di archiviare l'enorme quantità di materiale ricevuto via email, in dischetti o in cd. Materiale che tra l'altro muta rapidamente, perchè questa è la natura di internet.

Essendo webmaster nel mio piccolo, ho fatto un giro sul sito della biblioteca di Firenze per rendermi conto delle modalità di attuazione (in realtà il regolamento attuativo per la legge non è stato ancora definito).
Ho trovato più di quanto sperassi, ossia un comunicato (http://www.bncf.firenze.sbn.it/notizie/testi/comunicatositiWeb.htm) (abbastanza vecchiotto) che prospetta l'uso dell'unico metodo realizzabile nella pratica per l'archiviazione, già utilizzato da altre nazioni. In buona sostanza, non dovrò depositare un bel niente e un motore di ricerca provvederà a raccogliere le pagine da sè, non diversamente da quanto fa google per la sua copia cache.
Ovviamente un motore di ricerca può raccogliere soltanto il materiale disponibile a tutto il mondo (al pubblico), ma d'altra parte è proprio a questo che si fa riferimento nella legge.

Vi lascio il commento di un amico :)
<> uffff
<> potevamo inondarli con i floppy

p.s.
Non ricordo se c'era già un topic aperto a questo riguardo, adesso ho poco tempo... in caso poi faccio una fusione

Superfre`
04-11-2004, 12:17
Non me ne sono mai preoccupato di questa legge. Ho sempre pensato che fosse inapplicabile e agli allarmismi in rete do scarso peso in genere (vedi legge Urbani)

Alex1
04-11-2004, 12:23
Diciamo che questo mette tutti a parte civile quindi nessuno dovrà far nulla, quel che non ho capito io è se il mio sito è hostato in territorio extra-italiano, non ha dominio .it, l'unica cosa che lo lega all'italia è la nazionalità del suo proprietario, esso è soggetto alla legislazione (assurda) italiana?
Che io sappia eventuali arbitrati sui dominii .net, com ecc non sono regolamentati leggi nazionali ... o sbaglio?

Steve
04-11-2004, 12:29
Che io sappia eventuali arbitrati sui dominii .net, com ecc non sono regolamentati leggi nazionali ... o sbaglio?

Infatti, credo proprio che sia cosi' come dici tu.

City_Hunter
04-11-2004, 12:32
Bella domanda.

Dubito che il motore di ricerca possa limitarsi a cercare i soli domini .it, dato che un'enorme quantità di siti italiani è su domini .com, .net, .org (basti pensare ad Azzurra).
Proprio i siti .org sono generalmente quelli più produttivi in termini di documenti e informazione e come tali i più interessanti da archiviare.

E' lecito quindi attendersi che il motore di ricerca abbia come criterio i siti in lingua italiana, a prescindere dal loro dominio. Credo che la collocazione fisica del sito (in Italia o all'estero) non abbia rilevanza, perchè nella legge si parla di "documenti prodotti parzialmente o totalmente in Italia" dunque si fa riferimento al luogo di produzione, non di conservazione.

Certo resta da stabilire come si possa verificare se una persona ha prodotto un dato documento nel Bel Paese piuttosto che in Giappone o in Venezuela :)
La risposta è che probabilmente non lo sanno nemmeno loro e questo potrebbe essere uno dei motivi del ritardo nella comparsa del regolamento attuativo.

Superfre`
04-11-2004, 12:45
Saro' ripetitivo: e' inapplicabile, e' una boiata, non va nemmeno presa in considerazione per il momento.

E' stata scritta solo perche ci deve essere cmq un regolamento in materia o magari perche qualche direttiva comunitaria lo imponeva. Secondo me anche tra gli stessi politici e' una legge che non conta un cavolo.

E' importante che esistano leggi che regolamentino l'uso di internet ma e' ancora troppo presto perche si riesca a crearne di veramente valide.

Purtroppo internet e' uno strumento troppo anarchico perche si possa imbrigliarlo al momento. Una prova di cio': lo spam!

Alex1
04-11-2004, 12:51
Saro' ripetitivo: e' inapplicabile, e' una boiata, non va nemmeno presa in considerazione per il momento.

E' stata scritta solo perche ci deve essere cmq un regolamento in materia o magari perche qualche direttiva comunitaria lo imponeva. Secondo me anche tra gli stessi politici e' una legge che non conta un cavolo.

E' importante che esistano leggi che regolamentino l'uso di internet ma e' ancora troppo presto perche si riesca a crearne di veramente valide.

Purtroppo internet e' uno strumento troppo anarchico perche si possa imbrigliarlo al momento. Una prova di cio': lo spam!
non è inattuabile, basta prendere il database di google sui siti in lingua italiana e hai ottenuto quel che la legge richiede.
Anzi ritengo produttivo ci sia una legge così. L'unica cosa era l'inattuabilità pratica qualora l'aggiornamento di questo database fosse dipeso dai webmaster.
e.g. se uno ha un forum in cui vengon postati 12 messaggio all'ora non può di certo cambiare la documentazione ogni 5 minuti.
Se la cosa viene attuata mediante spider, o altri sistemi similari, è una cosa positiva.

liquid_snake
06-11-2004, 09:55
Sono d'accordo con Alex1, per quanto riguarda l'inattuabilità del metodo su un'internet ormai così "troppo" dinamico per permetterene una catalogazione arbitraria e coscienziosa.
Quello che non capisco è il beneficio che può portare questa legge oltre la mera catalogazione, che se effettuata in stile google di certo non da beneficio a nessuno se non alla maxtor e amici vari.

Alex1
06-11-2004, 10:38
Sono d'accordo con Alex1, per quanto riguarda l'inattuabilità del metodo su un'internet ormai così "troppo" dinamico per permetterene una catalogazione arbitraria e coscienziosa.
Quello che non capisco è il beneficio che può portare questa legge oltre la mera catalogazione, che se effettuata in stile google di certo non da beneficio a nessuno se non alla maxtor e amici vari.
Ritengo si vada verso un inquadramento del sito internet come elemento culturale quale un libro

Steve
06-11-2004, 10:48
Ritengo si vada verso un inquadramento del sito internet come elemento culturale quale un libro

A me sembra un paragone un po' forzato...
Internet la vedo come una risorsa anarchica, priva di grandi burattinai a gestirne l'andamento, in continua evoluzione grazie al contributo di milioni di persone... Se io scrivo un libro, foss'anche a piu' mani, alla fine avrei un prodotto finito ed immutabile, condivisibile senz'altro ma nessuno andra' mai a spostare una virgola sulla carta stampata...

Alex1
06-11-2004, 10:51
A me sembra un paragone un po' forzato...
Internet la vedo come una risorsa anarchica, priva di grandi burattinai a gestirne l'andamento, in continua evoluzione grazie al contributo di milioni di persone... Se io scrivo un libro, foss'anche a piu' mani, alla fine avrei un prodotto finito ed immutabile, condivisibile senz'altro ma nessuno andra' mai a spostare una virgola sulla carta stampata...
è normale che il paragone sia forzato, culturalmente tu sei abituato a vedere il libro come elemento di un ordine costituito essendo esso presente da centinaia di anni, e in questa ottica ti è difficile collorare internet in tal senso vista la sua recente natura.
All'atto pratico sono entrambi mezzi di diffusione di informazioni, se forse ti è più facile puoi associare internet ad un giornale, ma anche i giornali sono catalogati dalle biblioteche :)

liquid_snake
09-11-2004, 10:35
Internet è si paragonabile ad un giornale con la differenza che io di " giornali" ne pubblico tre. E se solo io che sono un cazzone ho tre siti si puo' immagianre quanto sia grande e vasto l'argomento. Si diceva che i giornali, vengonocatalogati nelle biblioteche nazionali, non è vero, non tutti per lo meno. Tutta la free press non quotidiana ma mensile è presa solo in parte in considerazione dalle istituzioni, perche' si fa fatica a gestire una mole di giornali simili. Di conseguenza, o nasce una autocensimento dei siti spontaneo e gestito, nei singoli, casi da chi vuole essere inserito in questi archivi oppure tutto cio' non servirà a un cazzo, perchè le cose non saranno fatte a metà ma a un quarto e come dice il dialetto veneto: e mese misure noe piaze gnanca ae muneghe (le mezze misure non piacciono neanche alle suore).