Steve
12-07-2004, 08:42
Tratto dalla rubrica "Navi in bottiglia" (http://www.repubblica.it/indici/rubriche/naviinbottiglia/naviinbottiglia.htm), ecco un gran bell'articolo di Gabriele Romagnoli :)
E voi, che farete il 15 Luglio?
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15 luglio
Ieri, mentre aspettava che si liberasse un tavolo per il lunch, ha incontrato questa ragazza. Aspettava anche lei, sembrava sola e lo era. Ha maledetto di essere venuto con il suo collega, noioso pure. Hanno chiacchierato, flirtato in 5 minuti.
"Il vostro tavolo è pronto", ha annunciato il cameriere con pessima scelta di tempo. Si è avviato con rimpianto. Ha mantenuto eye contact per tutto il tempo di insalata e dessert. Lei si è alzata per prima. Gli ha lasciato un biglietto: il numero di cellulare e un invito, "Chiamami domani, stessa ora". Ha guardato l'orologio, le 13 e 45.
Oggi è lì, con il cellulare in mano, indeciso come spesso. Non lo trattiene l'insicurezza di sé, lei è stata esplicita. Una donna che ordina, gli è sembrata. E sono cose che a lui piacciono. Ma oggi, 15 luglio, dalle 12 alle 14 è stato indetto lo sciopero dei cellulari. E lui odia il suo gestore. Ogni volta che vede lo spot con il cane parlante pensa che i suoi soldi sono finiti a un animale. Vuole aderire allo sciopero, ma lei gli ha scritto: stessa ora. E sono le 13 e 44. Ha un minuto per decidere. Fa scorrere la rubrica, non sa il suo nome, l'ha messa sotto "Decisa". Guarda quanti altri servizi inutili e costosi gli propone il display. Pensa a quanta vita ha rinunciato per averli. E' ora di far pagare i bastardi. Ha resistito a cellulare spento un'ora e 45 minuti, record. Se chiama tra altri sedici, lei capirà. O no? Odia il gestore più di quanto sia attratto da lei? Brutto inizio. Ma è un uomo coerente. Infatti chiama. 13, 45 e 30 secondi. Lei risponde al volo, aspettava.
Dice: "Ciao, grazie, scusa. Ti richiamo io".
Riappende. Deve farlo entro le 13 e 46. Poi chiamerà quello dell'altro bigliettino, poi quello delle 13 e 47. Su 120, alla fine la chiameranno in 115, secondo miglior risultato tra le migliaia di signorine squillo (la definizione è inevitabile) reclutate dal gestore per sabotare lo sciopero.
E voi, che farete il 15 Luglio?
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15 luglio
Ieri, mentre aspettava che si liberasse un tavolo per il lunch, ha incontrato questa ragazza. Aspettava anche lei, sembrava sola e lo era. Ha maledetto di essere venuto con il suo collega, noioso pure. Hanno chiacchierato, flirtato in 5 minuti.
"Il vostro tavolo è pronto", ha annunciato il cameriere con pessima scelta di tempo. Si è avviato con rimpianto. Ha mantenuto eye contact per tutto il tempo di insalata e dessert. Lei si è alzata per prima. Gli ha lasciato un biglietto: il numero di cellulare e un invito, "Chiamami domani, stessa ora". Ha guardato l'orologio, le 13 e 45.
Oggi è lì, con il cellulare in mano, indeciso come spesso. Non lo trattiene l'insicurezza di sé, lei è stata esplicita. Una donna che ordina, gli è sembrata. E sono cose che a lui piacciono. Ma oggi, 15 luglio, dalle 12 alle 14 è stato indetto lo sciopero dei cellulari. E lui odia il suo gestore. Ogni volta che vede lo spot con il cane parlante pensa che i suoi soldi sono finiti a un animale. Vuole aderire allo sciopero, ma lei gli ha scritto: stessa ora. E sono le 13 e 44. Ha un minuto per decidere. Fa scorrere la rubrica, non sa il suo nome, l'ha messa sotto "Decisa". Guarda quanti altri servizi inutili e costosi gli propone il display. Pensa a quanta vita ha rinunciato per averli. E' ora di far pagare i bastardi. Ha resistito a cellulare spento un'ora e 45 minuti, record. Se chiama tra altri sedici, lei capirà. O no? Odia il gestore più di quanto sia attratto da lei? Brutto inizio. Ma è un uomo coerente. Infatti chiama. 13, 45 e 30 secondi. Lei risponde al volo, aspettava.
Dice: "Ciao, grazie, scusa. Ti richiamo io".
Riappende. Deve farlo entro le 13 e 46. Poi chiamerà quello dell'altro bigliettino, poi quello delle 13 e 47. Su 120, alla fine la chiameranno in 115, secondo miglior risultato tra le migliaia di signorine squillo (la definizione è inevitabile) reclutate dal gestore per sabotare lo sciopero.