Steve
19-04-2004, 16:34
Segnalatomi ieri da City_Hunter, questo articolo di Punto Informatico (http://punto-informatico.it/p.asp?i=47841) discute di una sentenza tedesca che condanna la violazione della famigerata GPL - Gnu Public License.
Un piccolo excursus: questa licenza, come punto fondamentale, ha inventato il concetto di "opensource" secondo cui il codice sorgente di un'applicazione e' liberamente redistribuibile e modificabile, ed in particolare si stabilisce anche che i programmi derivati da sorgenti GPL siano anch'essi GPL a loro volta. Grosso modo, la licenza e' stata sempre rispettata pro forma, sia perche' era il concetto rivoluzionario che basava Linux, sia perche' questo amplia moltissimo le possibilita' di implementazione del software.
Torniamo al caso, in cui i sorgenti di iptables (firewall) sono stati utilizzati per lo sviluppo di software per router wireless: la societa' tedesca, che difatti dal 2002 garantisce la compatibilita' con Linux, e' stata quindi condannata dal giudice per mancato rispetto della licenza di distribuzione del software originale. Questo, beninteso, non esclude un uso commerciale del software ricompilato (in fin dei conti, ai sorgenti originari e' stato applicato un lavoro differente che nulla ha a che vedere con il programma "padre"), ma dimostra che questo tipo di licenza ha un valore preciso che non puo' essere ignorato.
Del resto, e' solo grazie alla GPL se ogni giorno vengono rilevati bug su svariate applicazioni: e questo non e' un male, bensi' un bene per chi distribuisce o utilizza tali applicazioni, dato che si sta parlando di dare piu' stabilita' e sicurezza ai software utilizzati dagli utenti. Per intenderci, e' esattamente il contrario della gestione Windows, per il quale ogni baco va segnalato a Microsoft dove, internamente e con la dovuta riservatezza, vengono quindi prodotte e testate le opportune contromisure: una centralizzazione dello sviluppo che di fatto rallenta il processo di bugfixing e riduce in vari casi le possibilita' di testare le diverse soluzioni, danneggiando in primo luogo l'utenza finale del prodotto.
Un piccolo excursus: questa licenza, come punto fondamentale, ha inventato il concetto di "opensource" secondo cui il codice sorgente di un'applicazione e' liberamente redistribuibile e modificabile, ed in particolare si stabilisce anche che i programmi derivati da sorgenti GPL siano anch'essi GPL a loro volta. Grosso modo, la licenza e' stata sempre rispettata pro forma, sia perche' era il concetto rivoluzionario che basava Linux, sia perche' questo amplia moltissimo le possibilita' di implementazione del software.
Torniamo al caso, in cui i sorgenti di iptables (firewall) sono stati utilizzati per lo sviluppo di software per router wireless: la societa' tedesca, che difatti dal 2002 garantisce la compatibilita' con Linux, e' stata quindi condannata dal giudice per mancato rispetto della licenza di distribuzione del software originale. Questo, beninteso, non esclude un uso commerciale del software ricompilato (in fin dei conti, ai sorgenti originari e' stato applicato un lavoro differente che nulla ha a che vedere con il programma "padre"), ma dimostra che questo tipo di licenza ha un valore preciso che non puo' essere ignorato.
Del resto, e' solo grazie alla GPL se ogni giorno vengono rilevati bug su svariate applicazioni: e questo non e' un male, bensi' un bene per chi distribuisce o utilizza tali applicazioni, dato che si sta parlando di dare piu' stabilita' e sicurezza ai software utilizzati dagli utenti. Per intenderci, e' esattamente il contrario della gestione Windows, per il quale ogni baco va segnalato a Microsoft dove, internamente e con la dovuta riservatezza, vengono quindi prodotte e testate le opportune contromisure: una centralizzazione dello sviluppo che di fatto rallenta il processo di bugfixing e riduce in vari casi le possibilita' di testare le diverse soluzioni, danneggiando in primo luogo l'utenza finale del prodotto.