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View Full Version : Decreto Urbani & Paolo Attivissimo


PUOJACKZ
27-03-2004, 15:20
Inizierò il seguente commento, riportando alcune frasi tratte dalla ML di Paolo Attivissimo (penso sappiate chi sia e cosa fà)

Sull'Espresso di questa settimana.... Lo so, sembra l'inizio di una
celebre bufala sugli stipendi dei parlamentari, ma sull'Espresso n. 12
dell'1/4/2004, già in edicola, alle pagine 79-82, c'è un servizio sul
decreto Urbani con numerose voci autorevoli che commentano il
controverso provvedimento che colpisce il mondo dei circuiti di scambio
"peer to peer".

A proposito, mi raccomando, non cadete nel tranello assai comune di
chiamarli "pear to pear". "Peer to peer", con due E, significa "tra pari
grado", ma "pear to pear" vuol dire "da pera a pera". A meno che usiate
le pere per scambiare file, rischiate di fare una figura abbastanza barbina.

Ma torniamo a noi: nell'articolo, dicevo, trovate le opinioni di Andrea
Monti (Alcei), Giovanni Ziccardi (professore di informatica giuridica),
di Paolo Nuti (presidente dell'associazione dei provider italiani),
tutti perplessi sull'applicabilità ed efficacia del decreto, e anche
quelle dell'altra campana: Davide Rossi di Univideo e Luciano Daffarra
della Fapav (Federazione antipirateria audiovisiva), che addirittura
reclama sanzioni penali per chi scambia film vincolati.

C'è anche un mio commentino, che però è un piccolo estratto di
un'intervista parecchio più lunga. Magari vi interessa la versione
completa, e a casa mia non si butta via niente, ve la allego qui sotto
con il permesso di Federico Ferrazza de l'Espresso.

E: Qual è il tuo commento sul decreto?

PA: Giuridicamente, un colabrodo inapplicabile; psicologicamente, un
successo per le lobby cinematografiche, perché mette paura anche se non
ce n'è motivo piu' di quanto ce ne fosse prima. Scaricare un film non
libero da vincoli di copyright è illegale anche senza il decreto Urbani.

E: Dal punto di vista tecnico, è fattibile che una persona che si
scarica attraverso p2p "Il signore degli anelli" e non tolga il file
dalla cartella "file condivisi" finisca in carcere?

PA: In carcere no, dato che la pena detentiva, perlomeno nella versione
attuale del decreto, non è prevista per il caso che descrivi.
Personalmente, penso che chiunque scarichi un film così spettacolare,
nato per il grandissimo schermo, si meriti comunque un ceffone, perché
vedere un film in condizioni cosi' patetiche è un insulto all'arte prima
ancora che un danno all'industria del cinema. Ma questa e' un'altra storia.


In questo punto sono d'accordo. Sinceramente, non ho mai capito cosa ci sia di così bello nell'avere la copia del film prima dell'uscita di questo.
Cosa si deve vincere? Una gara a premi?
Frotte di persone si precipitano nelle reti P2P a scaricare roba scadente.
Così, com'è stato detto, è offendere il cinema.


E: Insomma, secondo te, il decreto sarà effettivamente attuato?

PA: Ammesso che passi senza modifiche [l'intervista risale a prima della
pubblicazione in Gazzetta Ufficiale], credo che finira' presto nel
dimenticatoio delle leggi da tirar fuori all'occorrenza contro i
personaggi scomodi della Rete, come gia' avvenuto in passato per altre
leggi riguardanti Internet. Puo' darsi che venga applicata a quale "caso
esemplare", per fare spettacolo e dare il contentino a chi crede ancora
che la crisi del cinema sia dovuta alle pessime copie circolanti su
Internet. Un film come il Signore degli Anelli incassa un miliardo di
dollari, eppure era disponibile su Internet il giorno dopo la prima.
Come mai?

E: Un'altra legge liberticida, quindi. Riusciranno le lobby delle grandi
aziende a imbrigliare Internet o non hanno speranza?

PA: Non credo sia una legge liberticida, ma una legge che fa male alla
Legge, quella con la L maiuscola, perché la ridicolizza tutta agli occhi
del cittadino in quanto inapplicabile. E' come vietare la pioggia per
decreto. A parte questo, non si può imbrigliare Internet senza
riprogettarla dalle radici per ragioni squisitamente tecniche. Tutti i
sistemi anticopia vengono sistematicamente scavalcati. I circuiti di
scambio si stanno già attrezzando con tecniche anti-intercettazione.
Soprattutto, in tempi come questi trovo ridicolo che si dedichi tanta
foga poliziesca a proteggere un modello commerciale obsolescente come
quello cinematografico che non ha saputo stare al passo con la
tecnologia. A livello industriale, stampare il DVD di un film costa meno
della videocassetta corrispondente, eppure il DVD viene venduto a un
prezzo maggiore: come mai?


Per quanto concerne il fatto della legge "buggata", non è il primo caso. Penso che qualche lettore saprà a riguardo della famosa legge sull'editoria del 2001, che, però, non è quasi mai applicata, se non in casi "esemplari" (come già citato).
Così com'è formato il DL Urbani è inapplicabile. Vorrei proprio vedere chi si mette là, con la sua sedia e la tazza di caffè, a studiarsi tutti i logs, a controllare la loro veridicità, ad evitare di andare a ficcare il naso negli affari altrui, estrapolare i dati utili in mezzo al cumulo informe ricevuto ecc...
Sì, è vero, alcuni sistemi (ShareReactor, Winmxitalia ecc..) son stati chiusi, ma è la solita caccia alle streghe. Dopo il primo boom nessuno ci baderà più.


E: Credi che internet, dopo che per anni è stato sinonimo di libertà,
possa trasformarsi in un sistema di controllo rigido?

PA: Dipende. Si dice spesso che affinché il male prevalga, è sufficiente
che gli onesti non facciano nulla. Lo stesso vale per Internet: se gli
utenti non imparano a conoscerne le vere potenzialità liberatorie e si
fanno ingabbiare dall'Internet patinata e luccicante offerta dai servizi
commerciali, la Rete diverrà sterile, una sorta di televisione
cliccabile i cui contenuti sono imposti dall'alto. Se vogliamo
conservare la libertà di creare e pubblicare senza dipendere da nessuno,
dobbiamo diventare tutti un po' "hacker", nel senso di "smanettoni".


E' l'unica forma di libertà presente. In Internet è possibile interagire in tempo reale, tutti possono dire la propria e ci si può lamentare se vengono proposti, in altre forme, i Maurizio Costanzo, Striscia la Notizia e Amici della De Filippi di turno.
Di certo, però, è bene che, tutti coloro che utilizzano tale mezzo di comunicazione avanzata, sappiano come comportarsi. E' come pretendere di voler guardare la TV non sapendo accenderla, cambiare canale, settare il volume ecc...

Per quanto riguarda il decreto in sè, sinceramente, oltre ad aver creato allarmismo ed aver palesemente smascherato chi ha veramente la coda di paglia, non essendo attuabile, ha SOLO fatto capire che, comunque, c'è una qualche possibilità, così com'è la condizione del P2P odierna, di essere denunciati.
Il tutto, pertanto, non ha comportato nient'altro che l'inizio del solito processo di blindatura da parte di chi compie atti illegali, che ora, essendo stato avvisato, provvederà, in modo ancora più sicuro, a coprire le proprie tracce. Chi ne fà le spese (relativamente), invece, è l'utente privato che qualche volta sul Kazaa di turno.
Percui, chi doveva essere punito si cautela ancor di più. Chi ha contribuito in una minima parte (infinitesima) rischia di pagare anche per chi ritiene che la pirateria sia un businness legalissimo.

Inoltre, così com'è stata impostata la legge, oltre a dimostrare in modo chiaro la disinformazione ed ignoranza di chi l'ha creata (...), viola non solo la libertà di pensiero ed espressione, ma anche la privacy.
Penso, a sto punto, che non occorra un genio per capire che una legge non deve infrangere le altre, in quanto, tutte quelle coinvolte verrebbero automaticamente incrinate...


E: Esistono dei metodi per non farsi beccare che magari potrebbero
essere usati da qui in avanti? Se sì quali?

PA: Sì, ce ne sono molti. Tuttavia, descriverli sarebbe una violazione
di uno dei commi del decreto. Questa e' la parte più preoccupante del
decreto, a mio avviso: come è già successo ai ricercatori informatici
americani con la DMCA, se approvato imbavaglierebbe chiunque offra
nozioni tecniche che si prestano al "dual use": utilizzabili sia per
fini leciti, sia per fini illeciti.


... mettendo così a repentaglio l'unico strumento libero.
Già in italia molte cose van male, ma questo non è un buon motivo per continuare a buttare immondizia.


E: Poniamo che questa legge non fosse mai stata approvata. Come se ne
potrebbe uscire dal conflitto p2p - major?

PA: Sono passati cinque anni dall'avvento di Napster e ancora le major
non riescono a fermare il p2p. Potrebbero semplicemente arrendersi
all'evidenza e sfruttare il p2p invece di contrastarlo invano. Le copie
dei film di prima visione disponibili nei circuiti p2p sono spesso
incomplete o di bassa qualità, addirittura con le sagome degli
spettatori nel fotogramma; vedere un film scaricato in queste condizioni
è una pena. Chi legifera su queste cose dovrebbe provare a scaricarne
uno, così si renderebbe conto dell'assurdità del considerare queste
copie una minaccia per il cinema. Le major potrebbero usare il p2p per
offrire copie qualitativamente garantite, senza alcuno degli attuali
oneri di tiratura e distribuzione, quindi a costi bassissimi, in
contemporanea con l'uscita al cinema. Sono convinto che gli utenti
pagherebbero volentieri un euro in cambio della garanzia di un film
completo e ben fruibile. Gli utenti non sono tutti stupidi e disonesti,
anche se le major continuano a trattarli come tali.


Anche se la gente stenta ad ammetterlo, se tutti si buttano a capofitto in questa enorme illegalità di massa, tutto ciò dev'essere inteso come segnale, non come minaccia. Se il popolo, punto fondamentale di ogni nazione, si comporta in un certo modo, reprimendo tutto quanto e decidendo cos'è giusto e cos'è sbagliato per gli altri, è simbolo di un ingranaggio non funzionante. Reprimere è sbagliato in questi casi. Aprire un tavolo di trattative e di analisi e mediazione, al contrario, sarebbe già più intelligente.