^TaRa^
11-02-2004, 17:56
Vista la grande richiesta e l'abbondanza di topic linguistici ho deciso di aprire un thread sulla lingua sarda in cui vi insegnerò un po' a cavarvela in caso veniate in Sardegna e arricchirò il vostro bagaglio culturale lol :D
In primis, occorre precisare che il Sardo (come l'italiano, il francese, lo spagnolo, il catalano, il rumeno, il ladino ecc) è una lingua romanza, che ha, quindi, le sue origini nel latino. Mentre le altre lingue si sono andate arricchendo ed elaborando nel corso dei secoli, il Sardo, a causa dell'insularità, ha conservato molte somiglianze con il latino. Successivamente l'occupazione spagnola generò una sorta di bilinguismo: da una parte il sardo parlato dalla popolazione, dall'altra lo spagnolo parlato dai ceti sociali più alti. Le due lingue si contaminarono e, anche per questo, il sardo risulta in molti suoi aspetti simili allo spagnolo e al catalano. Dalla seconda metà del 1800, con l'Unità d'Italia, l'italiano prese il posto dello spagnolo e per buona parte del '900 parlare il sardo in Sardegna fu considerato una vergogna o comunque un segno di appartenenza alle classi più umili (nelle scuole l'uso del sardo era spesso severamente punito). Tuttavia, la lingua si mantenne viva soprattutto nei paesi dell'interno. Dalla seconda metà del '900 ci fu una progressiva rivalutazione del sardo, fino ai giorni odierni in cui se ne propone l'insegnamento nelle scuole (come avviene in Catalogna per il catalano) o comunque si assiste a un sempre maggiore interessamento nei confronti della lingua, sia in campo regionale (si possono ora stilare atti ufficiali in sardo e in molte località i cartelli delle vie riportano il nome in italiano e quello in sardo) sia in campo internazionale.
Oggi il sardo, il cui valore è ancora sottovalutato nella stessa Sardegna, viene studiato in molte università europee (ad esempio in Germania, Norvegia e Finlandia), statunitensi e persino giapponesi! Il più grande studioso della lingua sarda, non a caso, è stato un tedesco, Max Leopold Wagner, che per primo stilò un imponente dizionario etimologico sardo nella prima metà del '900.
Il sardo (pur avendo una matrice di base pressochè invariata) comprende una grande varietà di dialetti che spesso cambiano da paese a paese e persino da paese a frazione...
In generale la principali varietà dialettali del sardo sono:
* Nuorese, parlato nel centro dell'isola e nel Goceano con centro a Nuoro;
* Gallurese, parlato nella parte Nord-Orientale della Sardegna;
* Sassarese, nella città di Sassari e adiacenze;
* Logudorese, parlato nel centro-Nord della Sardegna;
* Campidanese, nel Sud dell'isola.
In questo "corso" (gh), date le mie origini, il sardo utilizzato sarà prevalentemente quello Logudorese (più precisamente il Logudorese di Santu Lussurgiu [sere se sei arrivata fino a qua leggendo, non ridere!], noto come lussurtzese) con influssi campidanesi (visto che io vivo nel Campidano)...
Non avendo compiuto studi di "grafia sarda", essendo il sardo oltretutto una lingua prevalentemente a carattere orale, scriverò le parole così come le sento, come mi sembra più appropriato e nel modo più diretto e comprensibile, ignorando le regole e i cavilli elaborati dai vari filologi.
Ok fine della 1° lezione pallosa, le altre saranno meglio (spero lol) gh :D
In primis, occorre precisare che il Sardo (come l'italiano, il francese, lo spagnolo, il catalano, il rumeno, il ladino ecc) è una lingua romanza, che ha, quindi, le sue origini nel latino. Mentre le altre lingue si sono andate arricchendo ed elaborando nel corso dei secoli, il Sardo, a causa dell'insularità, ha conservato molte somiglianze con il latino. Successivamente l'occupazione spagnola generò una sorta di bilinguismo: da una parte il sardo parlato dalla popolazione, dall'altra lo spagnolo parlato dai ceti sociali più alti. Le due lingue si contaminarono e, anche per questo, il sardo risulta in molti suoi aspetti simili allo spagnolo e al catalano. Dalla seconda metà del 1800, con l'Unità d'Italia, l'italiano prese il posto dello spagnolo e per buona parte del '900 parlare il sardo in Sardegna fu considerato una vergogna o comunque un segno di appartenenza alle classi più umili (nelle scuole l'uso del sardo era spesso severamente punito). Tuttavia, la lingua si mantenne viva soprattutto nei paesi dell'interno. Dalla seconda metà del '900 ci fu una progressiva rivalutazione del sardo, fino ai giorni odierni in cui se ne propone l'insegnamento nelle scuole (come avviene in Catalogna per il catalano) o comunque si assiste a un sempre maggiore interessamento nei confronti della lingua, sia in campo regionale (si possono ora stilare atti ufficiali in sardo e in molte località i cartelli delle vie riportano il nome in italiano e quello in sardo) sia in campo internazionale.
Oggi il sardo, il cui valore è ancora sottovalutato nella stessa Sardegna, viene studiato in molte università europee (ad esempio in Germania, Norvegia e Finlandia), statunitensi e persino giapponesi! Il più grande studioso della lingua sarda, non a caso, è stato un tedesco, Max Leopold Wagner, che per primo stilò un imponente dizionario etimologico sardo nella prima metà del '900.
Il sardo (pur avendo una matrice di base pressochè invariata) comprende una grande varietà di dialetti che spesso cambiano da paese a paese e persino da paese a frazione...
In generale la principali varietà dialettali del sardo sono:
* Nuorese, parlato nel centro dell'isola e nel Goceano con centro a Nuoro;
* Gallurese, parlato nella parte Nord-Orientale della Sardegna;
* Sassarese, nella città di Sassari e adiacenze;
* Logudorese, parlato nel centro-Nord della Sardegna;
* Campidanese, nel Sud dell'isola.
In questo "corso" (gh), date le mie origini, il sardo utilizzato sarà prevalentemente quello Logudorese (più precisamente il Logudorese di Santu Lussurgiu [sere se sei arrivata fino a qua leggendo, non ridere!], noto come lussurtzese) con influssi campidanesi (visto che io vivo nel Campidano)...
Non avendo compiuto studi di "grafia sarda", essendo il sardo oltretutto una lingua prevalentemente a carattere orale, scriverò le parole così come le sento, come mi sembra più appropriato e nel modo più diretto e comprensibile, ignorando le regole e i cavilli elaborati dai vari filologi.
Ok fine della 1° lezione pallosa, le altre saranno meglio (spero lol) gh :D