Gianco
13-01-2004, 17:11
http://www.cuorinellatormenta.it/index/cuoriintrecciati.gifwww.cuorinellatormenta.it (http://www.cuorinellatormenta.it)
ANNO NUOVO e... discorsi nuovi? Quanto vorrei che fosse davvero cosi!
Mi rendo conto che abbiamo bisogno di altro tempo per ritornare ad assestarci completamente e ricominciare a vivere di stabilità, sicurezze e speranza.
In questo momento c'è troppa preoccupazione sui nostri giorni futuri. Respiriamo nell'aria riflussi ansiolitici di uno stato di calma apparente.
Viviamo in allerta; pronti a fuggire dal terrore e dalla preoccupazione che, quanto di bello ci è stato messo a disposizione (il mondo), possa sparire un giorno, nel bel mezzo di un boato assordante.
Non si può pretendere di restare col fiato sospeso per cosi troppo tempo. Sono appena volati via giorni di festa, inquinati da un continuo sospetto terrorista che ci ha defraudato di qualsiasi proposito di spensieratezza. Non e' giusto! Non è VITA questa!
Fortunatamente c'è la fede che può aiutarci; la fede intesa come anfetamina dello spirito. La fede in Dio, nella speranza, nella famiglia, nel lavoro, nell'amicizia, nell'amore e nelle cose comuni incontrate tutti i giorni.
Bisognerebbe solo sforzarsi di sembrare maggiormente disposti e disponibili, ad affrontare l'incedere quotidiano con qualche sorriso in più, tratteggiato sulle labbra, in modo spontaneo e sincero.
E' utopia? NO... io credo davvero che si possa vincere la paura con la volontà di credere nella buona speranza e nell'amore per la vita.
Bene, affrontiamo il nuovo anno con un editoriale di apertura più leggero.
Approfittiamo del cappello letterario per parlare... delle fotografie!
Si, proprio delle foto. Quelle che ci ritraggono quasi sempre disponibili, curati nella posizione e con qualche sorriso, stentato, genuino o falso che sia, che fa sempre bene a rivederlo o riproporlo a chi si ferma a guardare stralci della tua vita insieme a te.
Avete mai riflettuto sulla particolarità di una foto? Di per se è destinata ad immortalare sempre momenti piacevoli, allegri e destinati ad essere ricordati nel tempo.
Non ci piace fotografare momenti tristi o brutti. Quelli dobbiamo cancellarli il più presto possibile, figurarsi se saremmo cosi cinici da volerli renderli indimenticabili.
Fotografiamo solo squarci di vita piacevole del nostro tempo migliore andato...
IL TEMPO: questo abile giocoliere dei nostri domani, che muove tutto intorno a noi.
Che bello sarebbe potersi procurare un po' di quella patina antinvecchiamento, da spargere sui nostri giorni futuri, cosi da ricordarli sempre presenti, ed evitare il rischio che il tempo li faccia scolorire.
Una notte, di qualche tempo fa, ricordo di aver fatto un sogno stranissimo, dentro al quale mi ritrovavo a fissare una mia immagine recente, che mi ritraeva fotografato in bella posa. La mia faccia attuale, la mia espressione solita, il mio sorriso di sempre.
La scrutavo con grande tristezza e non riuscivo a capire cosa potesse determinare in me un simile scoramento.
Poi, d'incanto, come se obbligato ad alzare il capo, ho lanciato il mio sguardo serioso nella direzione di uno specchio che era dinanzi a me, e mi sono rivisto riflesso con un volto anziano, che mi ha procurato brividi di terrore, per quella improvvisa ed inaspettata visione.
Quanto più confrontassi foto ed immagine riflessa, che sapevo bene appartenere a me, tanto più sentivo incalzare da lontano una voce sottile, che mi raggiungeva, ripetendomi sempre la stessa frase: "guarda come eri un tempo. Tutto passa, cambia e si trasforma... nel tempo che verrà"
Praticamente un vero e proprio incubo che mi ha costretto a svegliarmi di soprassalto.
Mi sono fermato a riflettere, nel buio della notte, su quanto avesse inventato la mia mente in quel sogno strano, e l'inquietudine mi ha assalito prepotentemente, da costringermi ad alzarmi ed andare in cucina per distrarre la mente da quella ossessione.
Un invasamento violento, che non credo fosse stato procurato dalla paura di diventare vecchi (sarebbe gia un miracolo avere la certezza di arrivare ad una età anziana... coi tempi che corrono) quanto, invece, il razionalizzare quanto possa essere mortificante per un uomo, rivedersi in vecchie foto e rielaborare frammenti che sono appartenuti alla propria età migliore.
NOI OGGI... cosi forti e determinati. Padroni di una precisa volontà che non ci permette di arrendersi MAI davanti a nulla.
Oggi è cosi ma.. domani?
Un domani lontano, come reagiremmo agli appesantimenti del fiato, le lentezze dei movimenti e la smemoratezza della mente, che farà fatica a ricordare come eravamo NOI?
Sapremmo vincere l'arresa di un peso insopportabile, rappresentato dalla convinzione di essere un fastidio per chi ci assiste, o ci indirizzerebbe ancor più velocemente verso il canale del buio eterno?
Non lo so. Confesso che mi inquieta non poco pensare all'evento.
Non mi va di chiedermi cosa possa accadere di me domani e, tanto meno, voglio perdermi nei fondali di esasperate introspezioni, che non portano da nessuna parte. Creerebbero solo altri patemi... (ne abbiamo gia a sufficienza che... metà bastano!)
Non è paura della morte: è un passaggio obbligato, giusto da affrontare per l'essere umano.
Non è paura di diventare vecchi: continuo a credere che sarebbe gia una grande fortuna resistere al mondo il più a lungo possibile.
Forse è solo preoccupazione di non riuscire ad essere cosi abili da vincere i tormenti, procurati dalla visione di antiche memorie, durante le quali eravamo NOI... conquistatori del nostro mondo e del nostro tempo migliore.
Chissà se un domani lontano mi ricorderò ancora di quando ero Gianco, di quanto mi piaceva l'idea del poter scrivere ed essere letto con affetto.
Ricordarmi tutti quanti i brividi, procurati da ogni singolo pensiero felice, che germoglia in me a sapermi protetto e difeso da una stima che resta intatta nel tempo fra di noi.
Chissà se ricorderò di quanto amore e passione metto in ogni mio scritto... ogni mio sorriso... ogni mio respiro!
Comunque sia, devo chiudere l'editoriale e dovrei farlo, come sempre, con la solita morale da ergere a discussione o riflessione per tutti noi.
Sarebbe troppo comodo e facile rapportarsi alle sofferenze silenziose vissute dagli anziani, che ci vivono attorno indolenti e costretti a sopportare quella inutilità che gli deraglia cuore e speranza, ma... non è questo il senso del mio editoriale.
"La vita dovrebbe essere affrontata sempre come se fossimo davanti ad una macchina da presa... pronta ad immortalare l'attimo che stiamo vivendo, sapendo offrire il nostro profilo migliore. Un sorriso spontaneo che... deve essere proposto colorito e caloroso, cosi da sapersi meno soli, ed avere la certezza di riuscire ad essere ricordati in modo piacevole nel tempo che verrà, da chi ti è di fronte e scatta foto, da archiviare nella mente e nel proprio cuore, in continuazione!"
Cari amici miei buon inizio d'anno a tutti quanti voi e fate attenzione... vi stanno scattando una foto proprio adesso: SORRIDETE... CLICK!
ANNO NUOVO e... discorsi nuovi? Quanto vorrei che fosse davvero cosi!
Mi rendo conto che abbiamo bisogno di altro tempo per ritornare ad assestarci completamente e ricominciare a vivere di stabilità, sicurezze e speranza.
In questo momento c'è troppa preoccupazione sui nostri giorni futuri. Respiriamo nell'aria riflussi ansiolitici di uno stato di calma apparente.
Viviamo in allerta; pronti a fuggire dal terrore e dalla preoccupazione che, quanto di bello ci è stato messo a disposizione (il mondo), possa sparire un giorno, nel bel mezzo di un boato assordante.
Non si può pretendere di restare col fiato sospeso per cosi troppo tempo. Sono appena volati via giorni di festa, inquinati da un continuo sospetto terrorista che ci ha defraudato di qualsiasi proposito di spensieratezza. Non e' giusto! Non è VITA questa!
Fortunatamente c'è la fede che può aiutarci; la fede intesa come anfetamina dello spirito. La fede in Dio, nella speranza, nella famiglia, nel lavoro, nell'amicizia, nell'amore e nelle cose comuni incontrate tutti i giorni.
Bisognerebbe solo sforzarsi di sembrare maggiormente disposti e disponibili, ad affrontare l'incedere quotidiano con qualche sorriso in più, tratteggiato sulle labbra, in modo spontaneo e sincero.
E' utopia? NO... io credo davvero che si possa vincere la paura con la volontà di credere nella buona speranza e nell'amore per la vita.
Bene, affrontiamo il nuovo anno con un editoriale di apertura più leggero.
Approfittiamo del cappello letterario per parlare... delle fotografie!
Si, proprio delle foto. Quelle che ci ritraggono quasi sempre disponibili, curati nella posizione e con qualche sorriso, stentato, genuino o falso che sia, che fa sempre bene a rivederlo o riproporlo a chi si ferma a guardare stralci della tua vita insieme a te.
Avete mai riflettuto sulla particolarità di una foto? Di per se è destinata ad immortalare sempre momenti piacevoli, allegri e destinati ad essere ricordati nel tempo.
Non ci piace fotografare momenti tristi o brutti. Quelli dobbiamo cancellarli il più presto possibile, figurarsi se saremmo cosi cinici da volerli renderli indimenticabili.
Fotografiamo solo squarci di vita piacevole del nostro tempo migliore andato...
IL TEMPO: questo abile giocoliere dei nostri domani, che muove tutto intorno a noi.
Che bello sarebbe potersi procurare un po' di quella patina antinvecchiamento, da spargere sui nostri giorni futuri, cosi da ricordarli sempre presenti, ed evitare il rischio che il tempo li faccia scolorire.
Una notte, di qualche tempo fa, ricordo di aver fatto un sogno stranissimo, dentro al quale mi ritrovavo a fissare una mia immagine recente, che mi ritraeva fotografato in bella posa. La mia faccia attuale, la mia espressione solita, il mio sorriso di sempre.
La scrutavo con grande tristezza e non riuscivo a capire cosa potesse determinare in me un simile scoramento.
Poi, d'incanto, come se obbligato ad alzare il capo, ho lanciato il mio sguardo serioso nella direzione di uno specchio che era dinanzi a me, e mi sono rivisto riflesso con un volto anziano, che mi ha procurato brividi di terrore, per quella improvvisa ed inaspettata visione.
Quanto più confrontassi foto ed immagine riflessa, che sapevo bene appartenere a me, tanto più sentivo incalzare da lontano una voce sottile, che mi raggiungeva, ripetendomi sempre la stessa frase: "guarda come eri un tempo. Tutto passa, cambia e si trasforma... nel tempo che verrà"
Praticamente un vero e proprio incubo che mi ha costretto a svegliarmi di soprassalto.
Mi sono fermato a riflettere, nel buio della notte, su quanto avesse inventato la mia mente in quel sogno strano, e l'inquietudine mi ha assalito prepotentemente, da costringermi ad alzarmi ed andare in cucina per distrarre la mente da quella ossessione.
Un invasamento violento, che non credo fosse stato procurato dalla paura di diventare vecchi (sarebbe gia un miracolo avere la certezza di arrivare ad una età anziana... coi tempi che corrono) quanto, invece, il razionalizzare quanto possa essere mortificante per un uomo, rivedersi in vecchie foto e rielaborare frammenti che sono appartenuti alla propria età migliore.
NOI OGGI... cosi forti e determinati. Padroni di una precisa volontà che non ci permette di arrendersi MAI davanti a nulla.
Oggi è cosi ma.. domani?
Un domani lontano, come reagiremmo agli appesantimenti del fiato, le lentezze dei movimenti e la smemoratezza della mente, che farà fatica a ricordare come eravamo NOI?
Sapremmo vincere l'arresa di un peso insopportabile, rappresentato dalla convinzione di essere un fastidio per chi ci assiste, o ci indirizzerebbe ancor più velocemente verso il canale del buio eterno?
Non lo so. Confesso che mi inquieta non poco pensare all'evento.
Non mi va di chiedermi cosa possa accadere di me domani e, tanto meno, voglio perdermi nei fondali di esasperate introspezioni, che non portano da nessuna parte. Creerebbero solo altri patemi... (ne abbiamo gia a sufficienza che... metà bastano!)
Non è paura della morte: è un passaggio obbligato, giusto da affrontare per l'essere umano.
Non è paura di diventare vecchi: continuo a credere che sarebbe gia una grande fortuna resistere al mondo il più a lungo possibile.
Forse è solo preoccupazione di non riuscire ad essere cosi abili da vincere i tormenti, procurati dalla visione di antiche memorie, durante le quali eravamo NOI... conquistatori del nostro mondo e del nostro tempo migliore.
Chissà se un domani lontano mi ricorderò ancora di quando ero Gianco, di quanto mi piaceva l'idea del poter scrivere ed essere letto con affetto.
Ricordarmi tutti quanti i brividi, procurati da ogni singolo pensiero felice, che germoglia in me a sapermi protetto e difeso da una stima che resta intatta nel tempo fra di noi.
Chissà se ricorderò di quanto amore e passione metto in ogni mio scritto... ogni mio sorriso... ogni mio respiro!
Comunque sia, devo chiudere l'editoriale e dovrei farlo, come sempre, con la solita morale da ergere a discussione o riflessione per tutti noi.
Sarebbe troppo comodo e facile rapportarsi alle sofferenze silenziose vissute dagli anziani, che ci vivono attorno indolenti e costretti a sopportare quella inutilità che gli deraglia cuore e speranza, ma... non è questo il senso del mio editoriale.
"La vita dovrebbe essere affrontata sempre come se fossimo davanti ad una macchina da presa... pronta ad immortalare l'attimo che stiamo vivendo, sapendo offrire il nostro profilo migliore. Un sorriso spontaneo che... deve essere proposto colorito e caloroso, cosi da sapersi meno soli, ed avere la certezza di riuscire ad essere ricordati in modo piacevole nel tempo che verrà, da chi ti è di fronte e scatta foto, da archiviare nella mente e nel proprio cuore, in continuazione!"
Cari amici miei buon inizio d'anno a tutti quanti voi e fate attenzione... vi stanno scattando una foto proprio adesso: SORRIDETE... CLICK!