silentman
16-12-2003, 12:35
ROMA - Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha rinviato alle Camere la legge Gasparri. Una decisione richiesta da più partiti e movimenti che con forza avevano chiesto al presidente di non controfirmare quel provvedimento visto come un "attacco al pluralismo dell'informazione". "La rivoteremo - il commento di Silvio Berlusconi - non so se con lo stesso testo, comunque la Gasparri non mina la libertà d'informazione".
Una decisione che il Quirinale ha comunicato con una nota ufficiale ma della quale il presidente del Consiglio era stato preavvertito. "Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi - hanno scritto gli uffici del Quirinale - ha chiesto alle Camere, a norma dell'Articolo 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla legge 'Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai - Radiotelevisione italiana Spa, nonché delega al Governo per l'emanazione del testo unico della Radiotelevisione'".
Nel mirino dei giuristi della presidenza della Repubblica sarebbero finiti il Sic, Sistema integrato delle telecomunicazioni e il passaggio al digitale terrestre. I motivi tecnico giuridici della decisione di Ciampi sono contenuti in un documento di cinque pagine. Cinque pagine che il presidente della Camera, dopo aver convocato i capigruppo, così come vuole la legge, ha letto in Aula.
La decisione del capo dello Stato è arrivata poco dopo che Silvio Berlusconi aveva detto: "Non credo che ci siano stati motivi tali perché il presidente della Repubblica rinvii alle Camere il disegno di legge Gasparri". Anche se Berlusconi aveva poi aggiunto: "Prenderò atto di quanto dirà. E delle eventuali modifiche che proporrà, anche se il Parlamento può approvare senza modifiche. Tuttavia sono portato a pensare che, se ci saranno, le modifiche saranno sensate e il Parlamento ne prenderà atto".
Il ministro Gasparri a caldo ha commentato: "Il rispetto per il Capo dello Stato impone un'attenta valutazione delle osservazioni effettuate".
(15 dicembre 2003)
F.
Una decisione che il Quirinale ha comunicato con una nota ufficiale ma della quale il presidente del Consiglio era stato preavvertito. "Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi - hanno scritto gli uffici del Quirinale - ha chiesto alle Camere, a norma dell'Articolo 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla legge 'Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai - Radiotelevisione italiana Spa, nonché delega al Governo per l'emanazione del testo unico della Radiotelevisione'".
Nel mirino dei giuristi della presidenza della Repubblica sarebbero finiti il Sic, Sistema integrato delle telecomunicazioni e il passaggio al digitale terrestre. I motivi tecnico giuridici della decisione di Ciampi sono contenuti in un documento di cinque pagine. Cinque pagine che il presidente della Camera, dopo aver convocato i capigruppo, così come vuole la legge, ha letto in Aula.
La decisione del capo dello Stato è arrivata poco dopo che Silvio Berlusconi aveva detto: "Non credo che ci siano stati motivi tali perché il presidente della Repubblica rinvii alle Camere il disegno di legge Gasparri". Anche se Berlusconi aveva poi aggiunto: "Prenderò atto di quanto dirà. E delle eventuali modifiche che proporrà, anche se il Parlamento può approvare senza modifiche. Tuttavia sono portato a pensare che, se ci saranno, le modifiche saranno sensate e il Parlamento ne prenderà atto".
Il ministro Gasparri a caldo ha commentato: "Il rispetto per il Capo dello Stato impone un'attenta valutazione delle osservazioni effettuate".
(15 dicembre 2003)
F.