Actarus
14-12-2003, 14:28
Ricorderemo in eterno questa giornata, grazie GRANDE BOCA JUNIORS per averci dato questa soddisfazione ghghg.
http://www.gazzetta.it/Foto%20Hermes/2003/12-Dicembre/14/Donnet--310x210.jpg
Al gol di Tomasson nel primo tempo risponde il Boca Junior con Donnet. Sull'1-1 si va ai rigori. Sbagliano Pirlo, Seedorf e Costacurta.
YOKOHAMA, 14 dicembre 2003 - Ce l'ha fatta il Boca Juniors: ha vinto la coppa Intercontinentale dopo 120' di gioco paranoico e costruttivo. L'ha vinta ai calci di rigore dove si è dimostrato superiore nettamente al Milan incappato in una serata senza muscoli e idee; qualche guizzo, l'occasione giusta sprecata. Contro un Boca che ne ha approfittato fino ai calci del dischetto dove i rossoneri hanno fallito tre tiri su quattro e Dida ha compiuto un solo miracolo. Una vittoria cercata con meticoloso piglio. Sfruttando tutte le debolezze rossonere. Scaricando la rabbia nella roulette finale.
Le grida di dolore di Carlo Bianchi orfano di Tevez cosa erano tutto sommato di fronte a quelle di Carlo Ancelotti che doveva fare a meno di Nesta e Inzaghi? Tanto è che il Milan ha dovuto schierare una difesa la cui età media era di 34 anni, con Cafu, Costacurta, Maldini e Pancaro. Il posto di Superpippo lo prendeva invece Jon Dahl Tomasson, con Kakà trequartista alle spalle del duo d'attacco. Un 4-4-2 per il Boca. Con Donnet alla destra del centrocampo con libertà di svariare, alla ricerca dei tarantolati Iarley e Schelotto, due attaccanti con il guizzo nelle gambe.
Partita tattica, molto ragionata. Quelli del barrio Boca giocavano con il baricentro basso. Mica stupida come idea. Così da costringere il Milan ad alzare la difesa, sfruttando le velocità delle sue punte. Scheletto partiva soprattutto dagli esterni e si distingueva con passaggi tagliati il cui scopo era di affettare la difesa rossonera. Come un diesel il Boca carburava. Tra il 22' e il 23' Iarley e Schiavi facevano venire i brividi a Dida, quasi volessero far capire al Milan che non erano venuti a Yokohama per mangiare sushi. Campanello d'allarme che scuoteva il Milan, farraginoso e macchinoso, mai continuo, intrappolato in una ragnatela irriverente. Ma essenziale. Nell'ennesima prodezza di Pirlo, un passaggio in profondità, Sheva faceva velo e Tomasson non si faceva pregare: rasoterra del danese che infilava Abbondanzieri con un rasoterra. Sembrava il segno divino sulla partita. Ma con le squadre argentine non è mai Natale. Cafu la combinava grossa, la difesa del Milan andava in barca e Donnet in girata bucava la porta lasciata vuota da Dida in uscita. 1-1.
Che squadra sorniona il Boca. Bianchi è uno stratega. Gli argentini ruminavano a centrocampo per poi ripartire, mentre in difesa stringeva bene in venti metri di campo, ingoiando il Milan nella ragnatela.
Se Kakà brillava, splendido il suo palo, era Seedorf a non dare il suo consueto contributo, inanellando una serie di errori. L'olandese, controllato molto bene da Perea, era macchinoso, quasi imballato. E il Boca ne approfittava. Sapeva che a fare la partita doveva essere il Milan e lo attendeva nel tentativo di ferirlo con il contropiede. C'era da soffrire insomma. Ancelotti si dannava l'anima, invitava alla ragione. Gattuso se la prendeva con Seedorf e Pirlo invitandoli a un ragionato possesso di palla. Ripresa identica al primo tempo. Inzaghi prendeva il posto di Tomasson, Rui Costa quello di Kakà, che nel frattempo si era spento.
Ma non cambiava il senso della partita. Quando il Milan attaccava quelli del Boca si moltiplicavano sfruttando la superiorità numerica, con un Cascini strepitoso. Bianchi se li gustava i suoi e finalmmente inseriva Tevez al posto di Schelotto. Carlitos, nato nel quartire boarense chiamato Fort Apache (un nome che dice tutto) dava brio alla manovra, mentre il Milan si inceppava. Poi i supplementari con l'occasione per Sheva, ma anche con un Boca arrembante quando decideva di spingere. Fino ai rigori. Cinque nomi con Shevchenko ultimo tiratore. Ma Andriy non ha potuto nemmeno calciarlo come quella notte all'Od Trafford per colpa di Pirlo (proprio lui), Seedorf (alle stelle) e Costacurta (un tiretto). Il Boca ha vinto la sua seconda Intercontinentale. Tutto sommato con un po' di merito.
Yeahhhh
Sono fiero di essere Modenese oggi, sono tutti fuori festeggiare con le bandiere giallo blu (che sono quelle del modena ma vabè....) ghgh
http://www.gazzetta.it/Foto%20Hermes/2003/12-Dicembre/14/Donnet--310x210.jpg
Al gol di Tomasson nel primo tempo risponde il Boca Junior con Donnet. Sull'1-1 si va ai rigori. Sbagliano Pirlo, Seedorf e Costacurta.
YOKOHAMA, 14 dicembre 2003 - Ce l'ha fatta il Boca Juniors: ha vinto la coppa Intercontinentale dopo 120' di gioco paranoico e costruttivo. L'ha vinta ai calci di rigore dove si è dimostrato superiore nettamente al Milan incappato in una serata senza muscoli e idee; qualche guizzo, l'occasione giusta sprecata. Contro un Boca che ne ha approfittato fino ai calci del dischetto dove i rossoneri hanno fallito tre tiri su quattro e Dida ha compiuto un solo miracolo. Una vittoria cercata con meticoloso piglio. Sfruttando tutte le debolezze rossonere. Scaricando la rabbia nella roulette finale.
Le grida di dolore di Carlo Bianchi orfano di Tevez cosa erano tutto sommato di fronte a quelle di Carlo Ancelotti che doveva fare a meno di Nesta e Inzaghi? Tanto è che il Milan ha dovuto schierare una difesa la cui età media era di 34 anni, con Cafu, Costacurta, Maldini e Pancaro. Il posto di Superpippo lo prendeva invece Jon Dahl Tomasson, con Kakà trequartista alle spalle del duo d'attacco. Un 4-4-2 per il Boca. Con Donnet alla destra del centrocampo con libertà di svariare, alla ricerca dei tarantolati Iarley e Schelotto, due attaccanti con il guizzo nelle gambe.
Partita tattica, molto ragionata. Quelli del barrio Boca giocavano con il baricentro basso. Mica stupida come idea. Così da costringere il Milan ad alzare la difesa, sfruttando le velocità delle sue punte. Scheletto partiva soprattutto dagli esterni e si distingueva con passaggi tagliati il cui scopo era di affettare la difesa rossonera. Come un diesel il Boca carburava. Tra il 22' e il 23' Iarley e Schiavi facevano venire i brividi a Dida, quasi volessero far capire al Milan che non erano venuti a Yokohama per mangiare sushi. Campanello d'allarme che scuoteva il Milan, farraginoso e macchinoso, mai continuo, intrappolato in una ragnatela irriverente. Ma essenziale. Nell'ennesima prodezza di Pirlo, un passaggio in profondità, Sheva faceva velo e Tomasson non si faceva pregare: rasoterra del danese che infilava Abbondanzieri con un rasoterra. Sembrava il segno divino sulla partita. Ma con le squadre argentine non è mai Natale. Cafu la combinava grossa, la difesa del Milan andava in barca e Donnet in girata bucava la porta lasciata vuota da Dida in uscita. 1-1.
Che squadra sorniona il Boca. Bianchi è uno stratega. Gli argentini ruminavano a centrocampo per poi ripartire, mentre in difesa stringeva bene in venti metri di campo, ingoiando il Milan nella ragnatela.
Se Kakà brillava, splendido il suo palo, era Seedorf a non dare il suo consueto contributo, inanellando una serie di errori. L'olandese, controllato molto bene da Perea, era macchinoso, quasi imballato. E il Boca ne approfittava. Sapeva che a fare la partita doveva essere il Milan e lo attendeva nel tentativo di ferirlo con il contropiede. C'era da soffrire insomma. Ancelotti si dannava l'anima, invitava alla ragione. Gattuso se la prendeva con Seedorf e Pirlo invitandoli a un ragionato possesso di palla. Ripresa identica al primo tempo. Inzaghi prendeva il posto di Tomasson, Rui Costa quello di Kakà, che nel frattempo si era spento.
Ma non cambiava il senso della partita. Quando il Milan attaccava quelli del Boca si moltiplicavano sfruttando la superiorità numerica, con un Cascini strepitoso. Bianchi se li gustava i suoi e finalmmente inseriva Tevez al posto di Schelotto. Carlitos, nato nel quartire boarense chiamato Fort Apache (un nome che dice tutto) dava brio alla manovra, mentre il Milan si inceppava. Poi i supplementari con l'occasione per Sheva, ma anche con un Boca arrembante quando decideva di spingere. Fino ai rigori. Cinque nomi con Shevchenko ultimo tiratore. Ma Andriy non ha potuto nemmeno calciarlo come quella notte all'Od Trafford per colpa di Pirlo (proprio lui), Seedorf (alle stelle) e Costacurta (un tiretto). Il Boca ha vinto la sua seconda Intercontinentale. Tutto sommato con un po' di merito.
Yeahhhh
Sono fiero di essere Modenese oggi, sono tutti fuori festeggiare con le bandiere giallo blu (che sono quelle del modena ma vabè....) ghgh