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View Full Version : ...PIANGERE [editoriale di cuorinellatormenta]


Gianco
22-11-2003, 10:19
http://www.cuorinellatormenta.it/index/cuoriintrecciati.gifwww.cuorinellatormenta.it (http://www.cuorinellatormenta.it)

“ciascuna delle gocce incolori, prodotte da determinate ghiandole poste in prossimità dell’occhio, se irritato, o in conseguenza di un forte dolore fisico o di un’intensa emozione, vengono chiamate lacrime”

L’insieme di tante singole gocce di lacrime produce il PIANTO: uno sfogo naturale determinato da una logica reazione dipesa dal dolore, la stizza, la rabbia, la commozione, la gioia, ecc.
Chi di noi, in vita, non ha mai pianto?
A pensarci bene, lo abbiamo fatto appena venuti al mondo. Ci è bastato essere sbaragliati fuori da quello invalicabile nido acquoso, per accorgerci di quanto difficile stesse diventando per noi, da quel preciso istante in avanti, l’esistere quotidiano.
Basta col rimanere a bearci di uno stato di calma apparente, ovattati e ben protetti. Difesi dal caldo, il gelo, la fame e la disperazione… BASTA con quel privilegio!
Da quel preciso istante, che ci è stato permesso di vedere la luce del mondo, abbiamo urlato a tutti i presenti “io sono qui” nel modo più naturale che ci fosse permesso: il pianto!
Piangere è importante, fa bene a noi stessi, ed alleggerisce dalle sottili pene.

In un amore quante volte ci sono state strappate lacrime. Esili filamenti, che partono da occhi inumiditi, e vengono trascinate giù dalla pendenza naturale del viso...

Piccoli ruscelli o veri e propri diluvi, per colpa di sconforti e privazioni. Rabbie incessanti o, addirittura, odio integerrimo nei riguardi di chi ci ha maltrattato, impoveriti e resi fragili.

In tutte queste ragioni un piano fa comunque e sempre “EFFETTO”.

Ma quando il pianto è conseguenza di un abbandono, di una delusione, di un’offesa o di un tradimento? Come si fa a dire che, anche il quel caso, fa bene sfogarsi con qualche lacrima? IO credo che non basta piagnucolarci un po' su, per cancellare lo sgomento che ristagna dentro ogni nostra cellula. Ci si resta ancora più desolati dopo.

Ti rimane a lungo, appiccicato addosso, quel senso di arsura negli occhi e nella gola. Un magone insopportabile che ti intristisce il respiro ed il pensiero.

Piangere un amore disperato, dicono che faccia bene. Aiuta a dimenticarlo più in fretta e liberarsi di ogni sua traccia residua che ti collega a lui.

Può darsi… anche se troppo spesso abbiam bisogno di tempo per riuscire a dimenticare… e durante quella lunga attesa, che serve a ripulire ogni pensiero nel cuore, anche grazie a gocce salate di lacrime, ci rendiamo conto che non sempre ci è concesso sfogarci e piangere. Troppe volte siamo obbligati a fingere di stare bene, di aver gia dimenticato. Dobbiamo nascondere ed accatastare nel fondo della mente quella tristezza, per non farsi assillare l'esistenza dai giudizi di chi si crede amico e continua a rimproverarti ma… il non sfogarsi fa ancora più male!

Questa settimana ne abbiamo visti davvero tanti di volti tristi, che si sono abbuiati l’espressione di una disperazione infinita.

Madri, figli, mogli, amici di uomini fatti diventare brandelli. Storie di vita che sono spariti in assurde esplosioni di rabbia e di vendetta. Ricordi di sorrisi felici che saranno, per sempre, solo malinconia ed infelicità.

Anche Voi avrete sicuramente visto, in questi giorni nefasti, volti inumiditi da spesse lacrime, prodotte dall’addolorata rabbia, che non si dimostra con reazioni o rivincite ma… molto più blandamente, lasciandosi trasportare da quello stesso dolore, che non conoscerà dimenticanza, servissero anche tutte le lacrime del mondo!

E’ di ieri sera la notizia di un’altra esplosione che ci ha invaso il cuore di collera e.. chissà quante altre saremo obbligati a vedere e sentire da qui in avanti, PURTROPPO!

Ci saranno ancora altri volti lacrimosi che si disperano e si avviliscono, perché hanno cessato di sperare che… la pace arriverà!

Tra un mese è Natale e l’unica cosa da chiedere al buon bambin Gesù è soltanto una: “di ritornare ad aiutarci… di non abbandonarci a noi stessi, per non rischiare di affogare in un mare di… LACRIME di infelicità”.

Adesso vi saluto, cari amici miei, e auguro un buon fine settimana speranzoso a tutti quanti.

Ho bisogno di restare un po’ in silenzio con me stesso. Ho necessità di fermarmi a riflettere ed ascoltare il mio respiro, sempre più pesante ed affannato dal peso di sottilissime lacrime, che si sono depositate proprio li… nel fondo del cuore... e fanno un gran male a doversele portare dietro SEMPRE!

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risposta inviataci da EMANUELA

Per me il pianto è sempre stato una sorta di liberazione.
Raramente negli anni vissuti con mio figlio ho pianto...lui voleva una madre forte che lo aiutasse a rendere la sua faticosa vita, vivibile, gli atteggiamenti pietosi miei e di altre persone, non li accettava, come non li accettavo io!!
A dir la verità non avevo tempo di piangere, Andrea mi assorbiva completamente, giorno e notte!!
Ricordo un giorno terribile...dopo aver vissuto con Andrea una notte terribile, dove non respirava più ed aveva una crisi respiratoria, eravamo in ospedale, dove il medico di turno mi diceva che si poteva far questo o quello e nessuno faceva un bel niente!!!
Era capodanno, sentivo in giro botti e tutti facevano festa!!
Il giono sucessivo la situazione era peggiorata....Mio marito mi aveva dato il cambio...Al ritorno in ospedale vedo Andrea che era peggiorato...Ancora nessuna decisione da parte dei medici...assurdo!! Così io mi decido a chiamare la rianimazione...nell'attesa, preparo le sue cose e dai miei occhi cominciano a scendere le lacrime...Andrea, nonostante che non riuscisse a respirare mi disse con un filo di voce "mamma non piangere!!!"....(tralascio il seguito...potrei scrivere un libro!!!).
Il pianto è arrivato in seguito....quando mio figlio mi lasciò, il vuoto era ed è incolmabile, mi feci aiutare da una psicologa e dopo diverse sedute il pianto iniziò....e lei mi disse: "finalmente...questa è la vera Emanuela!! Era ora!!".
Poi che dire del pianto di genitori che perdono figli in guerra....genitori che non hanno di chè sfamare i propri figli, di generazioni che hanno sempre vissuto con la guerra, con il terrore costante!!
Che dire di tutto ciò?.
Assurdo....assurdo!!!

A presto, Emanuela
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