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View Full Version : VITA, ma che bella canzone [editoriale della settimana]


Gianco
31-10-2003, 16:35
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Non vorrei sembrare approfittatore o, peggio ancora, il solito scontato e prevedibile analizzatore, ma ho la vaga impressione che anche questa settimana mi toccherà affrontare argomenti d’attualità.

Su tutti, perchè sulla bocca di tutti, c’è la diatriba relativa al crocifisso.
Non mi fermerò a trattare questo argomento (risulterei troppo di parte e rabbioso), ma mi piace sottolineare un punto: c’è il rischio che da questa storia bizzarra ne venga fuori una nuova moda da emulare. L’immagine della sofferenza rischia di esser confusa per l’oggetto da portarsi a spasso, come corrente di movimento e di pensiero.

Dapprima l’immagine triste di Cristo in croce la trovavamo nelle aule scolastiche, i luoghi di sofferenza e le case della gente oggi, invece, si rischia di ritrovarsi accerchiati da croci e cristi sparsi ovunque, fin anche al supermercato.
Io credo che non bisognerebbe estremizzare il concetto e permettere la strumentalizzazione di un “SEGNO” cosi inequivocabilmente importante per milioni di persone.
Che possa influenzare le coscienze religiose di altri ideologismi credo sia impossibile, ma è giusto dare spazio anche alle cosiddette correnti “alternative”, purché non creino disordine ed indignazione.
Sarebbe impensabile di entrare domani in un’aula di scuola e vedersi sul muro una collezione smisurata di “segnali ed effigi” per ogni singola etnia religiosa. Ci si perderebbe la ragione e faremmo di un luogo di insegnamento un locale di… ASSOLUTO sperdimento!

Per antonomasia, il simbolo della cristianità è rappresentato dal Cristo crocifisso e, se è vero che l’Italia resta, per sua indole demografica e storica, una nazione cattolica, non vedo il motivo per il quale si dovrebbe privare i bambini ad avvicinarsi a Dio in una età cosi delicata, in cui si ha bisogno di ancoraggi e certezze speranzose ... (dato che poi, da grandi, si cambia facilmente e continuamente idea sulla fede)

Dalle aule abbiamo fatto scomparire le cartine geografiche delle colonizzazioni romane e le foto sorridenti del Capo dello Stato, ma lasciamo almeno un segno di speranza, per quanti si affidano ancora a LUI prima di un interrogazione, di un compito in classe, un ringraziamento o per dirigere da qualche parte lo sguardo, mentre si confeziona l’ennesimo desiderio da rivolgere a chi, sta peggio di lui… in croce da una eternità, e si ritrova pure bandito da quanti lo temono o lo credono un depistatore di anime!

Bene, cambiamo argomento che mi rendo conto di iniziare a diventare pungente e parliamo… delle canzoni d’amore.
Si proprio di loro. Potessimo fare una petizione fra gli innamorati e chiedergli se sono in grado di legare la loro storia d’amore ad una canzone, sono sicuro che raggiungeremmo la certezza quasi assoluta.
Ci piace ad immaginarci i protagonisti di strofe musicali che ci riguardino o che ci hanno permesso di dedicare messaggi precisi a chi avevamo nel cuore ancora prima che tra le braccia.
Strofe prese in prestito, fatte proprie e divorate ardentemente, come anfetaminici, con i quali stordire la coscienza di chi ci è dinanzi, e provare ad emozionargli il cuore con l’ingegno artistico di un furto bonario di parole e musiche, che resteranno nel tempo la colonna sonora di quello entusiasmo.

Le canzoni sono un collante importante, che permettono di annullare le distanze e colmare i vuoti del silenzio, in maniera ancora più amplificata, verso chi sentiamo ci appartiene profondamente e che, troppo spesso, quando vorremmo fosse accanto, ci è sempre lontano.
Ed è proprio in quegli istanti, in cui affiora la malinconia a farla da padrona, che non ci resta nulla di più salutare, che avvicinarsi ad una radio, inserire il CD preferito, prepararsi a sognare con cuffie in testa ed occhi ben chiusi, ed iniziare a fare andare la musica e pensare intensamente a lui o lei, cosi da lasciarsi dolcemente trasportare ed assaporare il piacere unico di pensieri belli, arricchiti di musicalità ed armonia.

In un editoriale di qualche tempo fa vi esortavo ad adottare una poesia, provando a farla propria, cosi da tirarla fuori dal cuore al momento più opportuno.
Oggi cambiamo elemento d’ispirazione, restando ligi all’idea che sia proprio l’arte la più bella amica-insegnante dell’amore, perché chi ama è artista di se stesso e di quel sentimento, che lo rende protagonista inimitabile di gioie ed assuefazioni inimitabili ed insostituibili di mente, cuore ed anima…


La vita è come una canzone, ed è bello pensare che nella parte riservata al ritornello si canti l’AMORE!

- Gianco -

BELYNDA
04-11-2003, 08:39
E' proprio vero Gianco, ....io mi sono ritrovata spesso ad immedesimarmi nelle parole di una canzone, a sentire le emozioni delle parole come se fossero mie...a rivedere la mia situazione del momento nelle strofe, ed ho notato che la maggior parte delle volte, se non addirittura sempre, compio quest'azione nei confronti dell'amore, della situazione sentimentale.
Mai mi sono ritrovata in una canzone pensando al lavoro, agli amici o alla vita in generale, ma solo pensando all'amore...
E purtroppo solo quando andava tutto storto, solo quando il testo decantava un amore finito, rubato, nascosto...
Da qualche mese a questa parte invece, riesco solo a cantare l'amore corrisposto, la gioia dello stare insieme, condividere ogni piccola cosa...e se non trovo canzoni che rispecchiano quello che provo, le invento, sulla mia pelle, sulla mia vita...

Laura Chiara