City_Hunter
27-08-2003, 13:45
Oggi 27 Agosto molti siti web mostrano sulla propria home page messaggi di protesta contro la proposta per i brevetti software in Europa. Proposta che verrà discussa il primo Settembre nel Parlamento Europeo e che potrebbe portarli anche a chiudere baracca, in un inquietante e non troppo lontano futuro, assieme a tante altre pagine e a tantissimi produttori di software.
Verrebbero infatti tassate tecnologie e metodi informatici di uso comune, resi brevettabili ed equiparati ad invenzioni concrete e tangibili.
Per maggiori informazioni segue una mia traduzione del testo informativo presente su http://swpat.ffii.org , sito che si è prodigato per la sensibilizzazione dell'opinione pubblica a fronte di un problema serio ma relativamente poco conosciuto.
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Brevetti software in Europa.
Nel corso degli ultimi anni l'Ufficio Brevetti Europeo (EPO), contrariamente
allo spirito ed al contenuto della legge esistente, ha registrato più di 30000
brevetti su implementazioni informatiche per organizzazione e calcolo (programmi per computer). Ora il movimento che sostiene i brevetti in Europa sta premendo per consolidare questa pratica scrivendo una nuova legge.
I programmatori come pure gli utenti in Europa corrono rischi considerevoli.
Perchè tutta questa preoccupazione nei confronti dei brevetti software?
Se Haydn avesse brevettato "una sinfonia, caratterizzata dal dato suono che viene prodotto (in forma estesa di sonata)", Mozart sarebbe stato nei guai.
A differenza dei copyright, i brevetti possono bloccare persino le creazioni indipendenti. I brevetti software possono rendere inutile qualsiasi copyright. Un lavoro protetto da diritti d'autore potrebbe essere costituito da centinaia di brevetti (per questa o quella tecnologia utilizzata, anche un banale algoritmo) di cui l'autore non era nemmeno a conoscenza ma per la cui infrazione lui e i suoi utenti potrebbero essere denunciati. E d'altra parte alcuni di questi brevetti si annunciano come impossibili da evitare nei propri programmi, perchè molto ampi o perchè facenti parte degli standards di comunicazione.
Risultati provenienti da studi sull'economia mostrano come i brevetti software abbiano portato ad un calo negli investimenti di ricerca e sviluppo (R&D).
Il progresso del software è progresso nell'astrazione. Laddove i brevetti tradizionali funzionavano per invezioni concrete e tangibili, i brevetti software andrebbero a tassare le idee.
Per esempio immaginiamo che invece di brevettare un tipo di trappola per topi, fosse brevettato ogni "significato dell'intrappolare i mammiferi" o "il significato di intrappolare dati in un ambiente simulato". Il fatto che il dispositivo logico universale chiamato "computer" sia utilizzato per questo non costituisce una limitazione. Se il software è brevettabile, tutto è brevettabile.
Nella maggior parte delle nazioni il software, come la matematica ed altra materia astratta, è stato considerato esplicitamente fuori dal brevettabile. Tuttavia in un modo o nell'altro queste regole sono sempre state infrante. Il sistema dei brevetti è difficilmente controllabile. Una piccola comunità di legali e avvocati sta creando, distruggendo e riscrivendo le proprie regole senza molta supervisione dall'esterno.
La situazione attuale in Europa.
La Commissione Europea ha proposto di buttar via le regole chiare, semplici e uniformi sul brevetto in Europa ("metodi matematici, schemi e regole per attività mentale, metodi per il business e programmi per computer non sono invenzioni brevettabili") e sostituirle con un set di regole implementabili a livello nazionale che rende molto difficile per i tribunali nazionali rifiutare brevetti su algoritmi e metodi business come "Amazon One Click Shopping". 30000 brevetti analoghi sono già stati garantiti dall'European Patent Office (EPO), apertamente dal 1998 e più o meno tacitamente già dal 1986. Avendo trasferito la competenza legislativa formale a Bruxelles, la lobby di potere per i brevetti a Monaco di Baviera è ufficialmente autorizzata ad impostare le regole di brevettabilità come meglio crede. I legali per i brevetti in Europa tuttavia sono obbligati a portare un fardello retorico più grande dei loro colleghi statunitensi (dove simili pratiche sono già una triste realtà): devono presentare il loro algoritmo come "invenzione implementata in informatica" che "fornisce un contributo tecnico nel suo processo di inventiva".
L'EPO e la sua comunità di legali per il brevetto su larga scala, riuniti nello Standing Advisory Committee, hanno dominato per anni la gestione dei brevetti non solo per la Commissione Europea ma anche per molti governi nazionali, per le principali associazioni industriali, per l'European Council e per la "commissione per gli affari legali e il mercato interno" (JURI) del Parlamento Europeo.
I piani per la brevettabilità del software sono stati duramente contestati dal consiglio delle regioni dell'EU, dal consiglio socioeconomico dell'EU, dal governo francese, dalla camera di commercio tedesca, dalla commissione del monopolio tedesca, dalla commissione dei diritti intellettuali del governo britannico, dalla commissione per la pianificazione industriale francese, da numerosi studi economici, da importanti personalità scientifiche, da numerosi partiti politici così come dal 91% dei partecipanti ad una consultazione EU e da più di 150.000 firme individuali e 2000 firme di compagnie per una petizione al Parlamento Europeo.
La commissione culturale del Parlamento Europeo (CULT) e la commissione industriale (ITRE) hanno votato, nella prima parte del 2003, per emendamenti che più o meno chiaramente esentassero il software dalla materia brevettabile.
JURI ha votato il 17 Giugno per una serie di emendamenti in favore di una proposta che, in base al calendario corrente dell'Europarlamento, sarà presentata per la decisione il primo Settembre. Frazioni e gruppi di 32 o più deputati potranno formulare contro-proposte.
Cosa possiamo fare?
FFII (fondazione per una libera infrastruttura d'informazione) ed Eurolinux organizzano attività dentro e nei pressi del parlamento per promuovere una discussione interdisciplinare in un campo che è stato per troppo tempo dominato dai legali per i brevetti promossi dalle grandi aziende.
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Quelle che potrebbero permettersi di pagare i brevetti, qualora non ne siano gli stessi proprietari, esattamente come succede negli Stati Uniti.
Chi non l'avesse già fatto e volesse farlo può firmare una petizione diretta al Parlamento Europeo:
http://petition.eurolinux.org/index_html?LANG=it
Inoltre tutti i webmaster possono far conoscere il problema sulle proprie pagine e tenere informati i propri utenti. Per tutti coloro che volessero saperne di più c'è il sito citato in precedenza, http://swpat.ffii.org , autentica miniera di informazioni al riguardo; viene costantemente aggiornato con le ultime novità e iniziative.
La vera forza di proposte come quella dei brevetti software risiede nella scarsa informazione che viene fatta al riguardo, troppo spesso la gente scopre l'esistenza di questi problemi solo quando deve pagarne le conseguenze.
Verrebbero infatti tassate tecnologie e metodi informatici di uso comune, resi brevettabili ed equiparati ad invenzioni concrete e tangibili.
Per maggiori informazioni segue una mia traduzione del testo informativo presente su http://swpat.ffii.org , sito che si è prodigato per la sensibilizzazione dell'opinione pubblica a fronte di un problema serio ma relativamente poco conosciuto.
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Brevetti software in Europa.
Nel corso degli ultimi anni l'Ufficio Brevetti Europeo (EPO), contrariamente
allo spirito ed al contenuto della legge esistente, ha registrato più di 30000
brevetti su implementazioni informatiche per organizzazione e calcolo (programmi per computer). Ora il movimento che sostiene i brevetti in Europa sta premendo per consolidare questa pratica scrivendo una nuova legge.
I programmatori come pure gli utenti in Europa corrono rischi considerevoli.
Perchè tutta questa preoccupazione nei confronti dei brevetti software?
Se Haydn avesse brevettato "una sinfonia, caratterizzata dal dato suono che viene prodotto (in forma estesa di sonata)", Mozart sarebbe stato nei guai.
A differenza dei copyright, i brevetti possono bloccare persino le creazioni indipendenti. I brevetti software possono rendere inutile qualsiasi copyright. Un lavoro protetto da diritti d'autore potrebbe essere costituito da centinaia di brevetti (per questa o quella tecnologia utilizzata, anche un banale algoritmo) di cui l'autore non era nemmeno a conoscenza ma per la cui infrazione lui e i suoi utenti potrebbero essere denunciati. E d'altra parte alcuni di questi brevetti si annunciano come impossibili da evitare nei propri programmi, perchè molto ampi o perchè facenti parte degli standards di comunicazione.
Risultati provenienti da studi sull'economia mostrano come i brevetti software abbiano portato ad un calo negli investimenti di ricerca e sviluppo (R&D).
Il progresso del software è progresso nell'astrazione. Laddove i brevetti tradizionali funzionavano per invezioni concrete e tangibili, i brevetti software andrebbero a tassare le idee.
Per esempio immaginiamo che invece di brevettare un tipo di trappola per topi, fosse brevettato ogni "significato dell'intrappolare i mammiferi" o "il significato di intrappolare dati in un ambiente simulato". Il fatto che il dispositivo logico universale chiamato "computer" sia utilizzato per questo non costituisce una limitazione. Se il software è brevettabile, tutto è brevettabile.
Nella maggior parte delle nazioni il software, come la matematica ed altra materia astratta, è stato considerato esplicitamente fuori dal brevettabile. Tuttavia in un modo o nell'altro queste regole sono sempre state infrante. Il sistema dei brevetti è difficilmente controllabile. Una piccola comunità di legali e avvocati sta creando, distruggendo e riscrivendo le proprie regole senza molta supervisione dall'esterno.
La situazione attuale in Europa.
La Commissione Europea ha proposto di buttar via le regole chiare, semplici e uniformi sul brevetto in Europa ("metodi matematici, schemi e regole per attività mentale, metodi per il business e programmi per computer non sono invenzioni brevettabili") e sostituirle con un set di regole implementabili a livello nazionale che rende molto difficile per i tribunali nazionali rifiutare brevetti su algoritmi e metodi business come "Amazon One Click Shopping". 30000 brevetti analoghi sono già stati garantiti dall'European Patent Office (EPO), apertamente dal 1998 e più o meno tacitamente già dal 1986. Avendo trasferito la competenza legislativa formale a Bruxelles, la lobby di potere per i brevetti a Monaco di Baviera è ufficialmente autorizzata ad impostare le regole di brevettabilità come meglio crede. I legali per i brevetti in Europa tuttavia sono obbligati a portare un fardello retorico più grande dei loro colleghi statunitensi (dove simili pratiche sono già una triste realtà): devono presentare il loro algoritmo come "invenzione implementata in informatica" che "fornisce un contributo tecnico nel suo processo di inventiva".
L'EPO e la sua comunità di legali per il brevetto su larga scala, riuniti nello Standing Advisory Committee, hanno dominato per anni la gestione dei brevetti non solo per la Commissione Europea ma anche per molti governi nazionali, per le principali associazioni industriali, per l'European Council e per la "commissione per gli affari legali e il mercato interno" (JURI) del Parlamento Europeo.
I piani per la brevettabilità del software sono stati duramente contestati dal consiglio delle regioni dell'EU, dal consiglio socioeconomico dell'EU, dal governo francese, dalla camera di commercio tedesca, dalla commissione del monopolio tedesca, dalla commissione dei diritti intellettuali del governo britannico, dalla commissione per la pianificazione industriale francese, da numerosi studi economici, da importanti personalità scientifiche, da numerosi partiti politici così come dal 91% dei partecipanti ad una consultazione EU e da più di 150.000 firme individuali e 2000 firme di compagnie per una petizione al Parlamento Europeo.
La commissione culturale del Parlamento Europeo (CULT) e la commissione industriale (ITRE) hanno votato, nella prima parte del 2003, per emendamenti che più o meno chiaramente esentassero il software dalla materia brevettabile.
JURI ha votato il 17 Giugno per una serie di emendamenti in favore di una proposta che, in base al calendario corrente dell'Europarlamento, sarà presentata per la decisione il primo Settembre. Frazioni e gruppi di 32 o più deputati potranno formulare contro-proposte.
Cosa possiamo fare?
FFII (fondazione per una libera infrastruttura d'informazione) ed Eurolinux organizzano attività dentro e nei pressi del parlamento per promuovere una discussione interdisciplinare in un campo che è stato per troppo tempo dominato dai legali per i brevetti promossi dalle grandi aziende.
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Quelle che potrebbero permettersi di pagare i brevetti, qualora non ne siano gli stessi proprietari, esattamente come succede negli Stati Uniti.
Chi non l'avesse già fatto e volesse farlo può firmare una petizione diretta al Parlamento Europeo:
http://petition.eurolinux.org/index_html?LANG=it
Inoltre tutti i webmaster possono far conoscere il problema sulle proprie pagine e tenere informati i propri utenti. Per tutti coloro che volessero saperne di più c'è il sito citato in precedenza, http://swpat.ffii.org , autentica miniera di informazioni al riguardo; viene costantemente aggiornato con le ultime novità e iniziative.
La vera forza di proposte come quella dei brevetti software risiede nella scarsa informazione che viene fatta al riguardo, troppo spesso la gente scopre l'esistenza di questi problemi solo quando deve pagarne le conseguenze.