Gianco
20-06-2003, 17:17
dalla mailing list del 20/06/03
...
20/06/2003: si celebra "la giornata del rifugiato e dei diritti negati".
L'Italia oggi sarà agitata, scossa e colorata da molteplici manifestazioni, eventi sfarzosi e dibattimenti aspri ed accesi su questo "problema sociale" che ci riguarda sempre più da vicino.
Secondo il Cir, degli oltre 22 milioni di rifugiati nel mondo, circa 13mila sono presenti qui in Italia.
Scappano dai luoghi più disperati quali la Turchia, l'Albania, il Corno d'Africa, Iraq, Afganistan, Pakistan, Balcani e le regioni dei grandi laghi. Fuggono disperatamente, cercando di seminare dietro se la paura per la guerra, la carestia, il disastro ecologico e la persecuzione etnica e religiosa.
Il nostro bel paese è, per molti di essi, solo una tappa intermedia di un viaggio fantasioso alla ricerca della "speranza", ma... l'Italia è anche l'unica nazione a non avere leggi sul diritto dell'asilo!
Ci sono animate discussioni parlamentari in questo ultimi tempi, commentate e suddivise per ordine di cordata e potenza di maggioranza; c'è chi vorrebbe sparargli contro colpi di cannone, ed altri che saprebbero assicurargli una permanenza dignitosa, ma che risulti il più breve possibile. C'è chi si forgia il pensiero di intenti filosofici, per provare a convincerci che la terra è patrimonio di tutti gli esseri umani, che hanno diritto ad una esistenza migliore, fino ad arrivare a chi, restando nel silenzio, si affidano alla volontà del buon DIO.
In tutto questo disallinenamento confusionario, chi ne paga le spese sono soltanto loro: bambini, madri, padri e ragazzi disperati, con i volti desolati dalla paura. Nei loro occhi bui c'è traccia di desolamento e sconforto per aver creduto che, durante notti agitate da venti burrascosi di libeccio a fissare il cielo, si potesse sperare in un domani migliore, una volta raggiunta la riva, ed invece... ritrovarsi contro fucili puntati sul volto e tendopoli di emergenza, da ripiegare in fretta, cosi da spazzare il campo improvvisato d'accoglienza, e riportare la calma su spiagge assolate, in attesa di bagnanti spensierati e sorridenti.
Non voglio schierarmi da nessuna parte: questa mailing è incontaminabile da qualsiasi pensiero politico ed ideologico; ma qui, cari amici miei, parliamo della vita e dell'amore che si deve riservare per essa, in diritto della sua difesa!
Ogni uomo che si lascia stremare dalla forza del mare, e si abbandona per sempre al suo destino annegato... avrebbe diritto ad un rispetto maggiore ed un'attenzione più riguardosa da parte nostra.
Chi ha terminato il suo ultimo viaggio, lasciandosi inondare cuore e speranza... non è solo "notizia da telegiornale" ma... un nostro fratello vittima della cattiva sorte.
Sapete bene che il problema non è limitato a quanto ci è prospettato dalla tivù od i giornali locali. Il dramma non è circoscritto alle sponde sabbiose di Porto Empedocle, Catania, Brindisi e Lampedusa... pensate che al confine tra Iraq e Giordania, nella famosa terra di nessuno, c'è una tendopoli che ha assiepato 1300 persone; stipate come pacchi di collettame, pronta ad essere spedita chissà dove. Quelli non sono pacchi senza destinazione ma... ANIME in cerca di porti sicuri in cui approdare e provare a... "continuare a sopravvivere!"
Oggi, si parlerà anche dei diritti da assicurare ai rifugiati: a coloro che vivono in lager ai confini del mondo, dove nessuna telecamera potrà mai filmare gli scempi criminosi che vengono efferati: è a loro che ci rivolgiamo oggi. A quanti non chiedono null'altro che... maggiore dignità alla sofferenza.
Oggi, cari amici miei, dalle nostre parti... non è giornata di parodie sull'amore, sui silenzi taciuti o le depressioni di coppia; qui si parla di pezzi di umanità, in fuga dalla guerra, la miseria, la fame ed un futuro che non ha prospettive... che non esiste!
In Italia non abbiamo centri di prima accoglienza che siano degni di questo nome, e non si riesce a mettere in accordo chi ci governa, sulla necessità di provare a guardare il "problema" non soltanto dal lato economico/finanziario ma, riservando anche uno spigolo di prospettiva alla buona speranza, che sappia alimentare la volontà di difendere l'esistenza calpestata di povere anime in deraglio permanente.
C'è bisogno di curare l'aspetto umanitario, che è malato cronico di questa nostra indifferenza, e provare ad "inventarsi" una nuova politica sociale, che regali sottilissime once di speranza, a garanzia dei diritti calpestati!
L'immigrazione viene vissuta, nella sua complessità, come un problema di ordine pubblico e di sicurezza interna... ma non è quello il problema!
Mi rendo conto che non siamo nelle condizioni di poter modificare i flussi che ci sovrastano e, tantomeno, pretendere di armarci di striscioni e raggrupparci in cortei di protesta (che non hanno fermato neppure la guerra), nella illusoria speranza che ci ascoltino e provino ad AMARE di più il proprio prossimo.
C'è bisogno di più silenzio nel quale fermarsi a riflettere.
Quegli uomini che vediamo avvolti in coperte di lane non sono estranei... non appartengono ad altre famiglie ed altri luoghi... non sono irresponsabili figli di nessuno... non sono solo notizia da telegiornale... SONO UGUALI A NOI e come tali, in pieno diritto di esistere in modo più dignitoso.
Non è un diritto nascere in un posto felice... ma un nostro dovere aiutare chi ha meno fortuna di noi... fosse anche con una preghiera, un pensiero d'amore od una dedica di speranza, che... un giorno per i loro figli non ci sarà mai più necessità di nessun clandestino esodo!
viaggio nella notte
in cerca di altre vie
che mi porti a nuova vita
dove fame, sete e guerra
non faran più compagnia
... ... ...
viaggio sopra a questo mare
con mio figlio stretto in braccio
che se piange, perchè ha fame
cerco solo di distrarlo
dando un nome ad ogni stella
che ci copre capo e cuore
... ... ...
viaggio sopra a questo mare
e ricordo la mia terra
la mia gente e il mio passato
che non son venuti via
perchè il cuore non ha più forza
... ... ...
viaggio sopra a questo mare
dentro al guscio di una noce
con il vento che si arrabbia
e che non spettina i capelli
ma mi fa assaggiare il mare
che è bagnato, freddo e salato
... ... ...
viaggio sopra a questo mare
e con me viaggia il domani
tra non molto tocco terra
gia la vedo in lontananza
quella striscia di speranza
... ... ...
sono quasi giunta a riva
e mi è chiesto di tuffarmi
tengo stretto a me mio figlio
ed inizio ad avvicinarmi
galleggiando sopra il mare
... ... ...
sono a terra
sono salva
ma dinanzi a me c'è un uomo
che mi parla ma io non comprendo
cosa cerca di spiegarmi
lui mi punta contro un arma
e mi dice che è finito
questo viaggio di speranza
e da domani torno a soffrire
... ... ...
da domani...
torno a... MORIRE
Uno considerevole e sincero sostegno morale da parte di tutto lo staff di cuorinellatormenta a favore delle associazioni Amnesty International, Medici Senza Frontiere, CIS, ARCI e tutti quanti gli altri comitati umanitari che vogliono soltanto difendere un diritto legittimo... SOPRAVVIVERE CON DIGNITA'
-Gianco-
...
20/06/2003: si celebra "la giornata del rifugiato e dei diritti negati".
L'Italia oggi sarà agitata, scossa e colorata da molteplici manifestazioni, eventi sfarzosi e dibattimenti aspri ed accesi su questo "problema sociale" che ci riguarda sempre più da vicino.
Secondo il Cir, degli oltre 22 milioni di rifugiati nel mondo, circa 13mila sono presenti qui in Italia.
Scappano dai luoghi più disperati quali la Turchia, l'Albania, il Corno d'Africa, Iraq, Afganistan, Pakistan, Balcani e le regioni dei grandi laghi. Fuggono disperatamente, cercando di seminare dietro se la paura per la guerra, la carestia, il disastro ecologico e la persecuzione etnica e religiosa.
Il nostro bel paese è, per molti di essi, solo una tappa intermedia di un viaggio fantasioso alla ricerca della "speranza", ma... l'Italia è anche l'unica nazione a non avere leggi sul diritto dell'asilo!
Ci sono animate discussioni parlamentari in questo ultimi tempi, commentate e suddivise per ordine di cordata e potenza di maggioranza; c'è chi vorrebbe sparargli contro colpi di cannone, ed altri che saprebbero assicurargli una permanenza dignitosa, ma che risulti il più breve possibile. C'è chi si forgia il pensiero di intenti filosofici, per provare a convincerci che la terra è patrimonio di tutti gli esseri umani, che hanno diritto ad una esistenza migliore, fino ad arrivare a chi, restando nel silenzio, si affidano alla volontà del buon DIO.
In tutto questo disallinenamento confusionario, chi ne paga le spese sono soltanto loro: bambini, madri, padri e ragazzi disperati, con i volti desolati dalla paura. Nei loro occhi bui c'è traccia di desolamento e sconforto per aver creduto che, durante notti agitate da venti burrascosi di libeccio a fissare il cielo, si potesse sperare in un domani migliore, una volta raggiunta la riva, ed invece... ritrovarsi contro fucili puntati sul volto e tendopoli di emergenza, da ripiegare in fretta, cosi da spazzare il campo improvvisato d'accoglienza, e riportare la calma su spiagge assolate, in attesa di bagnanti spensierati e sorridenti.
Non voglio schierarmi da nessuna parte: questa mailing è incontaminabile da qualsiasi pensiero politico ed ideologico; ma qui, cari amici miei, parliamo della vita e dell'amore che si deve riservare per essa, in diritto della sua difesa!
Ogni uomo che si lascia stremare dalla forza del mare, e si abbandona per sempre al suo destino annegato... avrebbe diritto ad un rispetto maggiore ed un'attenzione più riguardosa da parte nostra.
Chi ha terminato il suo ultimo viaggio, lasciandosi inondare cuore e speranza... non è solo "notizia da telegiornale" ma... un nostro fratello vittima della cattiva sorte.
Sapete bene che il problema non è limitato a quanto ci è prospettato dalla tivù od i giornali locali. Il dramma non è circoscritto alle sponde sabbiose di Porto Empedocle, Catania, Brindisi e Lampedusa... pensate che al confine tra Iraq e Giordania, nella famosa terra di nessuno, c'è una tendopoli che ha assiepato 1300 persone; stipate come pacchi di collettame, pronta ad essere spedita chissà dove. Quelli non sono pacchi senza destinazione ma... ANIME in cerca di porti sicuri in cui approdare e provare a... "continuare a sopravvivere!"
Oggi, si parlerà anche dei diritti da assicurare ai rifugiati: a coloro che vivono in lager ai confini del mondo, dove nessuna telecamera potrà mai filmare gli scempi criminosi che vengono efferati: è a loro che ci rivolgiamo oggi. A quanti non chiedono null'altro che... maggiore dignità alla sofferenza.
Oggi, cari amici miei, dalle nostre parti... non è giornata di parodie sull'amore, sui silenzi taciuti o le depressioni di coppia; qui si parla di pezzi di umanità, in fuga dalla guerra, la miseria, la fame ed un futuro che non ha prospettive... che non esiste!
In Italia non abbiamo centri di prima accoglienza che siano degni di questo nome, e non si riesce a mettere in accordo chi ci governa, sulla necessità di provare a guardare il "problema" non soltanto dal lato economico/finanziario ma, riservando anche uno spigolo di prospettiva alla buona speranza, che sappia alimentare la volontà di difendere l'esistenza calpestata di povere anime in deraglio permanente.
C'è bisogno di curare l'aspetto umanitario, che è malato cronico di questa nostra indifferenza, e provare ad "inventarsi" una nuova politica sociale, che regali sottilissime once di speranza, a garanzia dei diritti calpestati!
L'immigrazione viene vissuta, nella sua complessità, come un problema di ordine pubblico e di sicurezza interna... ma non è quello il problema!
Mi rendo conto che non siamo nelle condizioni di poter modificare i flussi che ci sovrastano e, tantomeno, pretendere di armarci di striscioni e raggrupparci in cortei di protesta (che non hanno fermato neppure la guerra), nella illusoria speranza che ci ascoltino e provino ad AMARE di più il proprio prossimo.
C'è bisogno di più silenzio nel quale fermarsi a riflettere.
Quegli uomini che vediamo avvolti in coperte di lane non sono estranei... non appartengono ad altre famiglie ed altri luoghi... non sono irresponsabili figli di nessuno... non sono solo notizia da telegiornale... SONO UGUALI A NOI e come tali, in pieno diritto di esistere in modo più dignitoso.
Non è un diritto nascere in un posto felice... ma un nostro dovere aiutare chi ha meno fortuna di noi... fosse anche con una preghiera, un pensiero d'amore od una dedica di speranza, che... un giorno per i loro figli non ci sarà mai più necessità di nessun clandestino esodo!
viaggio nella notte
in cerca di altre vie
che mi porti a nuova vita
dove fame, sete e guerra
non faran più compagnia
... ... ...
viaggio sopra a questo mare
con mio figlio stretto in braccio
che se piange, perchè ha fame
cerco solo di distrarlo
dando un nome ad ogni stella
che ci copre capo e cuore
... ... ...
viaggio sopra a questo mare
e ricordo la mia terra
la mia gente e il mio passato
che non son venuti via
perchè il cuore non ha più forza
... ... ...
viaggio sopra a questo mare
dentro al guscio di una noce
con il vento che si arrabbia
e che non spettina i capelli
ma mi fa assaggiare il mare
che è bagnato, freddo e salato
... ... ...
viaggio sopra a questo mare
e con me viaggia il domani
tra non molto tocco terra
gia la vedo in lontananza
quella striscia di speranza
... ... ...
sono quasi giunta a riva
e mi è chiesto di tuffarmi
tengo stretto a me mio figlio
ed inizio ad avvicinarmi
galleggiando sopra il mare
... ... ...
sono a terra
sono salva
ma dinanzi a me c'è un uomo
che mi parla ma io non comprendo
cosa cerca di spiegarmi
lui mi punta contro un arma
e mi dice che è finito
questo viaggio di speranza
e da domani torno a soffrire
... ... ...
da domani...
torno a... MORIRE
Uno considerevole e sincero sostegno morale da parte di tutto lo staff di cuorinellatormenta a favore delle associazioni Amnesty International, Medici Senza Frontiere, CIS, ARCI e tutti quanti gli altri comitati umanitari che vogliono soltanto difendere un diritto legittimo... SOPRAVVIVERE CON DIGNITA'
-Gianco-