Gianco
06-06-2003, 11:32
dalla mailing di cuori del 06/06/03
...
L'editoriale di questa settimana è figlio legittimo di uno stato d'animo venutosi a manifestare in me questa mattina, che mi ha molto intenerito.
Ho incontrato una cara amica, con la quale ci siamo soffermati il tempo breve di un caffè, a parlare un po' di noi.
E' stato un bel tuffo al cuore vederla accanto a me sorridente e "forzatamente" serena, fin quando non è stato trattato l'argomento cuore!
In quel preciso istante è calata d'improvviso la notte su noi e, prepotente l'angoscia, che ristagna nel fondo dell'anima, ha ottenuto il proscenio assoluto, fino a rendere insopportabile la continuazione di quel dialogo.
Mi ha avvilito molto a vederla cosi arrendevole e fragile.
Lei, donna molto affascinante, dolce e con una voglia di vivere addosso da dover emulare, tanto riesce a trascinare, che si è arresa stamattina, dinanzi allo spiegamento in parata di gala, di tutti i suoi disagi; celati e immanifestabili ai più, ma che sono incessantemente presenti e vivi in lei e... le stanno mortificando l'interiorità e l'esistenza.
Il continuare a domandarsi se quanto di improponibile e sbagliato gli capiti di assistere passivamente, non sia frutto di una sua errata impostazione di base; una forte paura che sia proprio dentro di lei la bruma che offusca gli orizzonti e le impone il fallimento totale per ogni sua reazione.
Si è parlato dei "problemi della vita" ed ho creduto che bastasse incitarla a sapersi ricredere e motivarsi con la convinzione di doverli prendere di petto, uno ad uno, per cercare di risolverne quanti più è possibile, ma non è bastato per frenare le lacrime che gli hanno inumidito i suoi occhi da stella, che a vederli luccicare cosi tristemente, fanno un gran male dentro.
Mi sono illuso che sarebbe bastato farle capire che "per un problema c'è sempre dietro una causa e davanti una soluzione" per farle tornare il sorriso sulle labbra ma... non è servito a spazzare via quello stato deprimente in cui versa il suo cuore perennemente.
Mi ha accennato soltanto alla paura di doversi confrontare con se stessa, al buio della vita e nel silenzio dei suoi respiri, per rendersi conto, forse, che è "lei sbagliata".
Lei, che non riesce ad allineare le conseguenze che determina il vivere la vita in modo totale, sapendosi accontentare di quanto ci è proposto quotidianamente.
Chissà perchè le donne, quando giungono ad un'età matura, od hanno fatto incetta di fallimenti del cuore, hanno paura di ricominciare. Lo scoramento vince sulla determinazione di provare ancora a stupire se stesse.
L'incubo di doversi nuovamente riproporre ad altre braccia, altri visi e nuove labbra da baciare le svilisce e le fa apparire rassegnate al peggio. Paura di cadere nuovamente in un altro errore... domani, con la errata convinzione di non sapersi mai più riprendere da un nuovo ulteriore fallimento!
Ed è cosi che ci lasciamo pervadere dalle rassegnazioni. Crediamo che quanto abbiamo fatto nella vita sia stato soltanto frutto di un'abile mistificazione che ci ha voluto segnare, in modo irrimediabile, e si diverte a farci collezionare errori e sbagli a catena.
Ci fossilizziamo sulla probabilità che, alla fine della nostra storia, siamo noi che l'abbiamo interpretata in modo errato, facendoci vincere dalle sregolatezze delle impulsività e l'incoscienza di scelte guidate solo dall'istinto e non dal raziocinio.
E cosi ci facciamo attanagliare dagli sconforti e non ci piace più l'allegria, la spensieratezza ed il bello della vita: non amiamo più stare in mezzo alla gente e non capiamo neanche più cosa salvare di questa nostra esistenza e quanto altro buttare giù in fondo al mare.
Le ipotesi di rivalsa si impoveriscono di probabilità, le possibilità di rivincita si assottigliano e le arrese si acuiscono sempre più, e cosi ci lasciamo amaramente trasportare dalle correnti della arrendevolezza, accettando quanto ci è dato di vivere, in modo passivo, e sforzandoci, a mala pena, di credere che per noi... è destinato che bisogna soffrire l'infelicità permanente.
Ma non è cosi.
Non c'è età per ricominciare a volersi bene ,e non ci sarà mai un limite evidente alle gioie e alle sofferenze della vita.
Non possiamo dire, nel bel mezzo della nostra esistenza, che ci siamo arresi all'evidenza e che bisogna sapersi accontentare ed imparare a... "sopportare l'infelicità"
NO!
Non è giusto. Ci stiamo facendo un gran male.
Tutto ha un suo senso logico e quanto ci accade ha determinati flussi reagenti nella nostra mente. Bisogna solo capire da quale parte stare ad osservarli e andare, qualche volta, contro corrente; bisogna convincersi che su di una salita il carretto della nostra vita non va sempre trainato ma... qualche volta, bisognerebbe provare a spingerlo!
Renderci fautori di imprevedibili ed improvvisi colpi di scena per provare a modificare il copione, sapendo rischiare e non impaurendoci sulle incognite probabilità che può scatenare azioni immediate.
Qui si parla della nostra vita e non è giusto mortificarla, rassegnandola alle evidenze. Qui si parla di noi e nessuno, più di noi stessi, è giudice dei nostri "bisogni" che chiedono spazio per confrontarsi.
Provare a ridare un senso ai nostri domani è un obbligo!
Siamo anime in continua mutazione e non ci è concesso arrendersi ma... provare ad osare sempre di più!
Non si chiede di armarci di coraggio e partire alla volta di epocali crociate, disseminando stupore, cattiveria ed imprevedibilità contro tutti. Non si chiedono azioni repentine e sconsiderate, atte a modificare tutto quanto ci gira intorno ma.. semplici accorgimenti; piccole rivisitazioni, qualche correzione ed, ogni tanto, modifiche in corso d'opera.
Bisogna abituarci all'idea che possiamo mirare ed ottenere qualcosa di più per noi dell'affossante rassegnazione.
Non c'è età per ricominciare da zero... e non c'è paura che non può essere sconfitta dalla volontà di PROVARE ancora una volta a farci guidare dal cuore!
Accerchiamoci di positività e sfidiamo questa sorte che prima o poi si lascerà pervadere e.. cambierà anche per noi, riportando il sereno fra le tormente dell'anima!
Non mi era capitato mai di poter usufruire dello spazio concessomi dall'editoriale per parlare in modo cosi diretto ed accorato ad una mia amica e a quanti, come lei, vivono la rassegnazione in modo passivo.
Proprio a lei, e a quanti sapranno capire che i depositari delle nostre felicità siamo soltanto noi, va in dedica questo mio scritto, con la certezza che sapranno inorgoglirmi ancora una volta e provare a stupire!
Grazie ancora a quanti mi leggono e a quanti altri sapranno convincersi che tutto nella vita, grazie alle nostre azioni e reazioni... PASSERA' prima o poi!
Basta crederci e... VOLERLO!
Ciao e buon fine settimana a tutti quanti voi!
- Gianco -
...
L'editoriale di questa settimana è figlio legittimo di uno stato d'animo venutosi a manifestare in me questa mattina, che mi ha molto intenerito.
Ho incontrato una cara amica, con la quale ci siamo soffermati il tempo breve di un caffè, a parlare un po' di noi.
E' stato un bel tuffo al cuore vederla accanto a me sorridente e "forzatamente" serena, fin quando non è stato trattato l'argomento cuore!
In quel preciso istante è calata d'improvviso la notte su noi e, prepotente l'angoscia, che ristagna nel fondo dell'anima, ha ottenuto il proscenio assoluto, fino a rendere insopportabile la continuazione di quel dialogo.
Mi ha avvilito molto a vederla cosi arrendevole e fragile.
Lei, donna molto affascinante, dolce e con una voglia di vivere addosso da dover emulare, tanto riesce a trascinare, che si è arresa stamattina, dinanzi allo spiegamento in parata di gala, di tutti i suoi disagi; celati e immanifestabili ai più, ma che sono incessantemente presenti e vivi in lei e... le stanno mortificando l'interiorità e l'esistenza.
Il continuare a domandarsi se quanto di improponibile e sbagliato gli capiti di assistere passivamente, non sia frutto di una sua errata impostazione di base; una forte paura che sia proprio dentro di lei la bruma che offusca gli orizzonti e le impone il fallimento totale per ogni sua reazione.
Si è parlato dei "problemi della vita" ed ho creduto che bastasse incitarla a sapersi ricredere e motivarsi con la convinzione di doverli prendere di petto, uno ad uno, per cercare di risolverne quanti più è possibile, ma non è bastato per frenare le lacrime che gli hanno inumidito i suoi occhi da stella, che a vederli luccicare cosi tristemente, fanno un gran male dentro.
Mi sono illuso che sarebbe bastato farle capire che "per un problema c'è sempre dietro una causa e davanti una soluzione" per farle tornare il sorriso sulle labbra ma... non è servito a spazzare via quello stato deprimente in cui versa il suo cuore perennemente.
Mi ha accennato soltanto alla paura di doversi confrontare con se stessa, al buio della vita e nel silenzio dei suoi respiri, per rendersi conto, forse, che è "lei sbagliata".
Lei, che non riesce ad allineare le conseguenze che determina il vivere la vita in modo totale, sapendosi accontentare di quanto ci è proposto quotidianamente.
Chissà perchè le donne, quando giungono ad un'età matura, od hanno fatto incetta di fallimenti del cuore, hanno paura di ricominciare. Lo scoramento vince sulla determinazione di provare ancora a stupire se stesse.
L'incubo di doversi nuovamente riproporre ad altre braccia, altri visi e nuove labbra da baciare le svilisce e le fa apparire rassegnate al peggio. Paura di cadere nuovamente in un altro errore... domani, con la errata convinzione di non sapersi mai più riprendere da un nuovo ulteriore fallimento!
Ed è cosi che ci lasciamo pervadere dalle rassegnazioni. Crediamo che quanto abbiamo fatto nella vita sia stato soltanto frutto di un'abile mistificazione che ci ha voluto segnare, in modo irrimediabile, e si diverte a farci collezionare errori e sbagli a catena.
Ci fossilizziamo sulla probabilità che, alla fine della nostra storia, siamo noi che l'abbiamo interpretata in modo errato, facendoci vincere dalle sregolatezze delle impulsività e l'incoscienza di scelte guidate solo dall'istinto e non dal raziocinio.
E cosi ci facciamo attanagliare dagli sconforti e non ci piace più l'allegria, la spensieratezza ed il bello della vita: non amiamo più stare in mezzo alla gente e non capiamo neanche più cosa salvare di questa nostra esistenza e quanto altro buttare giù in fondo al mare.
Le ipotesi di rivalsa si impoveriscono di probabilità, le possibilità di rivincita si assottigliano e le arrese si acuiscono sempre più, e cosi ci lasciamo amaramente trasportare dalle correnti della arrendevolezza, accettando quanto ci è dato di vivere, in modo passivo, e sforzandoci, a mala pena, di credere che per noi... è destinato che bisogna soffrire l'infelicità permanente.
Ma non è cosi.
Non c'è età per ricominciare a volersi bene ,e non ci sarà mai un limite evidente alle gioie e alle sofferenze della vita.
Non possiamo dire, nel bel mezzo della nostra esistenza, che ci siamo arresi all'evidenza e che bisogna sapersi accontentare ed imparare a... "sopportare l'infelicità"
NO!
Non è giusto. Ci stiamo facendo un gran male.
Tutto ha un suo senso logico e quanto ci accade ha determinati flussi reagenti nella nostra mente. Bisogna solo capire da quale parte stare ad osservarli e andare, qualche volta, contro corrente; bisogna convincersi che su di una salita il carretto della nostra vita non va sempre trainato ma... qualche volta, bisognerebbe provare a spingerlo!
Renderci fautori di imprevedibili ed improvvisi colpi di scena per provare a modificare il copione, sapendo rischiare e non impaurendoci sulle incognite probabilità che può scatenare azioni immediate.
Qui si parla della nostra vita e non è giusto mortificarla, rassegnandola alle evidenze. Qui si parla di noi e nessuno, più di noi stessi, è giudice dei nostri "bisogni" che chiedono spazio per confrontarsi.
Provare a ridare un senso ai nostri domani è un obbligo!
Siamo anime in continua mutazione e non ci è concesso arrendersi ma... provare ad osare sempre di più!
Non si chiede di armarci di coraggio e partire alla volta di epocali crociate, disseminando stupore, cattiveria ed imprevedibilità contro tutti. Non si chiedono azioni repentine e sconsiderate, atte a modificare tutto quanto ci gira intorno ma.. semplici accorgimenti; piccole rivisitazioni, qualche correzione ed, ogni tanto, modifiche in corso d'opera.
Bisogna abituarci all'idea che possiamo mirare ed ottenere qualcosa di più per noi dell'affossante rassegnazione.
Non c'è età per ricominciare da zero... e non c'è paura che non può essere sconfitta dalla volontà di PROVARE ancora una volta a farci guidare dal cuore!
Accerchiamoci di positività e sfidiamo questa sorte che prima o poi si lascerà pervadere e.. cambierà anche per noi, riportando il sereno fra le tormente dell'anima!
Non mi era capitato mai di poter usufruire dello spazio concessomi dall'editoriale per parlare in modo cosi diretto ed accorato ad una mia amica e a quanti, come lei, vivono la rassegnazione in modo passivo.
Proprio a lei, e a quanti sapranno capire che i depositari delle nostre felicità siamo soltanto noi, va in dedica questo mio scritto, con la certezza che sapranno inorgoglirmi ancora una volta e provare a stupire!
Grazie ancora a quanti mi leggono e a quanti altri sapranno convincersi che tutto nella vita, grazie alle nostre azioni e reazioni... PASSERA' prima o poi!
Basta crederci e... VOLERLO!
Ciao e buon fine settimana a tutti quanti voi!
- Gianco -