View Full Version : ALBUM DEI DIRITTI UMANI
"Sette storie drammatiche, ispirate all'attualità, i cui protagonisti sono le vittime dell'intolleranza del potere, della follia della guerra e del disprezzo per l'umanità, narrano la sistematica violazione di diritti umani fondamentali.
Tra le storie narrate, significativa per l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) è la tragica vicenda di un uomo che muore nel tentativo di passare clandestinamente una frontiera. Questa storia evidenzia il dramma di chi non ha scelta. Evidenzia come il rispetto dei diritti umani fondamentali, nonostante gli sforzi internazionali, non possa ancora considerarsi acquisito e rispettato universalmente e mette anche in luce un altro risvolto dell'abuso dei diritti umani: il traffico degli uomini e i rischi che questo comporta".
Primo
Nelle grinfie della macchina di tortura, per un improvviso crampo alla gamba, il fiato gli si spezza, smette di urlare.
Sente lontane le voci dei suoi aguzzini che temono di averlo ucciso. Per un attimo, può godersi il loro sconcerto, la loro debolezza, la loro paura.
La macchina gli morde una caviglia, gli stritola una coscia, gli tira le braccia….
Ma per un attimo è libero.
Un attimo o sempre non fa differenza.
Stare in silenzio o cantare, non fa differenza.
(Nicaragua)
Secondo
Voleva tanto una bambola con cui giocare, ma nella discarica trova a stento qualcosa da mangiare. Tra i rifiuti, insieme ai suoi fratelli di strada.
Una notte si decide. Nel cimitero non c’è nessuno. Può scavare, può farlo indisturbata. Le mani immerse nella terra invece che nei rifiuti.
Quella bambina poco più piccola di lei l’hanno seppellita da poche ore.
La tira su, la culla.
Per poche ore avrà una bambola.
(Brasile)
Terzo
Facevano irruzione nelle case a sequestrare tutte le immagini sacre. Le visiere sugli occhi, i fucili puntati.
Arrivano sprezzanti anche nella sua bicocca in mezzo alle montagne e le razziano tutti i crocifissi, anche quello di metallo tutto consumato che si tiene sul petto. In mezzo alle rughe.
Sulla porta, li richiama indietro:
“Ve ne siete dimenticati uno”.
“Quale?”
“Questo.”
E si segna, in faccia a loro. “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Portatevi via questo, se vi riesce!”
(Albania)
Quarto
Non ne può più di sparare per difendersi, ha solo tredici anni, le sue mani vorrebbero disegnare. Disegnavano prima che ci fosse la guerra, con pezzi di carbone, su tavolette di legno. Ma la guerra toglie anche il tempo di disegnare.
Vede nel campo quella cosa azzurra e gialla e pensa al suo fratellino che non ha neppure un giocattolo, perché la guerra toglie anche il tempo di giocare.
Quella cosa forse è un pallone, forse un'astronave con le luci.
Striscia ad afferrarla... gli esplode tra le mani.
Le sue mani disegnano un fuoco d'artificio nel cielo.
(Kurdistan)
Quinto
L'hanno condannato a morte, oramai mancano poche ore.
Chiede che in quel momento, quando si siederà, gli venga concesso di ascoltare musica, perché da vivo suonava la chitarra.
Richiesta respinta. "La musica scatena troppe emozioni".
Ma proprio di quelle avrebbe bisogno.
Mentre gli attaccano gli elettrodi alla gamba sinistra, incomincia a cantare una ninna nanna.
Mamma, dove sei.
(USA)
Sesto
Scappa dal suo paese dove il regime vuole piegare gli uomini.
“Non mi piegheranno. Resterò in piedi”.
Scappa a bordo di un TIR che trasporta elettrodomestici. Fuori c’è neve, ghiaccio.
Alla frontiera si nasconde dentro un frigorifero. Ghiaccio fuori, dentro, non fa differenza.
A una curva il TIR esce di strada, per tre ore l’autista resta svenuto.
Lui muore soffocato nella sua bara verticale. In piedi.
(Romania)
Settimo
L’ hanno uccisa con un colpo di vanga sulla testa, dopo averle ordinato di scavarsi la fossa. Le sarebbe piaciuto morire grazie a un proiettile, le sarebbe piaciuta una tomba con tanti fiori. La terra, dopo anni, restituisce il suo corpo insieme a quelli di centomila altri… Non sono spuntati fiori; ma spuntano tutti insieme brandelli di stoffe scolorite, bordi sfilacciati.
Altre vite, altre storie: i fiori sono questi.
(Cambogia)
Coccolina2
30-05-2003, 17:05
V_V Che tristezza.
Spesso si crede che la propria vita sia piena di ingustizie, che ci riservi solo dispiaceri, ma la realtà è che, sempre e comunque, nel mondo c'è qualcuno che sta peggio di noi.
Grazie fabri ogni tanto fa bene fermarsi e riflettere
Tra i diritti citati dalla dichiarazione universale dei diritti umani vi sono quello alla vita, alla libertà e alla sicurezza della persona; alla tutela da arresto arbitrario e a un equo processo; alla presunzione d'innocenza, alla libertà da interferenza nelle comunicazioni, alla libertà di movimento; si parla di diritto all'asilo e di diritto al possesso effettivo della proprietà; di diritto alla libertà di pensiero, di religione, di opinione e di espressione, di associazione e di partecipazione al governo; di diritto alla sicurezza sociale, al lavoro e al riposo, all'istruzione e alla partecipazione sociale.
Peccato che restino solo belle parole, ma se restano solo parole dobbiamo sentirci un pò tutti in colpa, perchè nella vita quotidiana
ognuno di noi ogni tanto viola questi diritti.
Comunque è verò Coccolina2, è bene fermarsi a riflettere, bisognerebbe farlo più spesso.
Peccato che restino solo belle parole, ma se restano solo parole dobbiamo sentirci un pò tutti in colpa, perchè nella vita quotidiana
ognuno di noi ogni tanto viola questi diritti.
Perchè non restino solo parole, diamo un piccolo contributo firmando questo appello di Amnesty International contro la decisione della corte d'appello della sharia di Funtua, nello stato nigeriano di Katsina, di confermare la condanna a morte per lapidazione per Amina Lawal, la giovane donna che avrebbe avuto un figlio al di fuori del matrimonio.
- Firma anche tu l'appello in favore di Amina Lawal - (http://www.amnesty.it/appelli/appellonigeria.php3)
"Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo, l'oceano avrebbe una goccia di meno".
(Madre Teresa di Calcutta)
P.S. Se volte seguire la vicenda http://www.amnesty.it/primopiano/nigeria/nigeria.php3
Fabri ho seguito il tuo consiglio, ho letto l'appello, e se si trattasse di firmare per Amina, Ahmadu Ibrahim e Fatima Usman lo avrei fatto perchè ritengo che la pena di morte per l'adulterio sia cosa folle ma, firmando quell'appello, la mia goccia nell'oceano finirebbe con aiutare anche Mallam Ado Baranda che ha stuprato una bimba di 9 anni, e ad essere sincera ad un uomo di 54 anni che compie un'azione del genere io augurerei molto più che la morte per lapidazione. I diritti umani di quella bimba sono stati violati in tutto e per tutto e credo che a stò punto nemmeno Mallam Ado Baranda ne ha più diritto.
Questo è il mio pensiero, probabilmente molto diverso dal tuo ma, la dichiarazione dei diritti, parla di libertà di opinione ed espressione e quindi ho voluto dirti la mia.
ciao
Io sono contrario alla pena di morte sempre, quello che ha fatto Mallam Ado Baranda è una cosa atroce e ne rispondera' davanti al suo Dio.....ma non sono per occhio per occhio dente per dente, hai ammazzato e ti ammazziamo anche se forse sarebbe giusto e vi capisco e rispetto le vostre idee.
Ti ricordo con Amnesty Internetional con i suoi appelli uniti a quelli di tanti altri riusci' a salvare da lapidazione Safiyat Husseini qualche anno fa, colpevole solo di aver avuto un rapporto extraconiugale, punito con la morte in Nigeria.
Preferisco salvare una vita umana, quella di Amina e lasciar vivere seppur con l'ergastolo nelle prigioni Nigeriane, Mallam Ado Baranda che essere complice della morte di una persona innocente, si perche' Amina è innocente, in Italia se tradisci tuo marito al massimo ti becchi il divorzio, non ti infilano in un sacco dentro una buca ancora viva e coscente e ti tirano pietre in testa finche' non muori.....
Amina è stata condannata a morte il 22 marzo del 2002 per avere avuto una bambina fuori dal matrimonio, con un giovane del suo villaggio, che per aver salva la vita ha negato di esserne il padre.
Poi fai tu.......se hai letto e non firmi, spero che ti facciano vedere in tv, come hanno fatto vedere pochi giorni fa nella trasmissione "Jene" come avviene eseguita una lapidazione.....e spero che ti resti negli occhi quello spettacolo e ti venga il dubbio se potevi fare qualcosa per evitarlo quando sentirai che la condanna di Amina è stata eseguita....non ti costava nulla mettere una piccola firma per aiutarla.
Sai essere convincente fabri, ora vado subito a firmare, anche se resto dell'avviso che a Mallam Ado Baranda non ci starebbe male una lapidazione.
Spero che il suo dio non sia troppo misericordioso quando sarà il momento di giudicarlo
le frontiere(per fortuna) esistono, le regole anche, ergo uno prima di cercare di passare clandestinamente una frontiera sa benissimo cosa rischia, e comunque non mi riesco a commuovere piu' di tanto quando qui in Italia per esempio abbiamo mafia russa, cinese, troie ucraine, spacciatori albanesi tunisini marocchini ecc....fosse per me un buon 95% di questi "galantuomini" se ne ritornerebbe a casa e senza passare dal "via".
Rientro ora da una serata che mi ha rabbrividito, 18 scuole della valle in cui abito hanno fatto una rappresentazione canora in favore della pace e dei diritti dei bambini, il ricavato della serata andrà a favore delle vittime della pedofilia, in questo momento credo che la pena di morte per chi distrugge l'innocenza di piccole creature sia troppo poco, parlare di diritti umani va bene per chi in prima persona li rispetta.
*L'inferno degli angeli di Massimiliano Frassi
*I bambini delle fogne di Bucarest di Massimiliano Frassi
Fabri se hai occasione di leggere almeno uno di questi libri probabilmente comincerai a credere anche tu che la pena di morte per certi individui sia troppo poco.
Sviat a te posso solo rispondere che il buono e il cattivo lo si trova ovunque, non tutti gli stranieri in italia fanno parte delle categorie da te nominate, però sono daccordo certi elementi dovrebbero essere allontanati e presi a calci in c...
Preferisco salvare una vita umana, quella di Amina e lasciar vivere seppur con l'ergastolo nelle prigioni Nigeriane, Mallam Ado Baranda che essere complice della morte di una persona innocente, si perche' Amina è innocente, in Italia se tradisci tuo marito al massimo ti becchi il divorzio, non ti infilano in un sacco dentro una buca ancora viva e coscente e ti tirano pietre in testa finche' non muori...
beh qui sono d'accordo con fabrizio e pure io sono contrario alla pena di morte l'uomo non puo' decidere sulla vita in alcun modo.
Ultime Notizie
L'udienza di appello di Amina programmata per il 25 Marzo 2003, ed in seguito rinviata al 3 Giugno, ha subito un ulteriore rinvio al 27 Agosto.
Amnesty International ha deciso di sospendere momentaneamente la raccolta di firme e di non intraprendere ulteriori azioni in suo favore.
Il perche' non so.
LAGOS
Ha vinto l'appello Amina Lawal, la donna nigeriana condannata in prima istanza alla lapidazione per aver commesso adulterio.
Oggi sia la difesa che la stessa Amina erano apparsi ottimisti rispetto al verdetto della corte islamica di Katsina, che dal 1999 risponde alla legge della Sharia, adottata da 12 stati settentrionali della
Nigeria. Il caso aveva mobilitato la comunità internazionale per salvare la donna, madre di una bambina concepita fuori dal matrimonio in circostanze mai del tutto chiarite e per questo condannata a morte.
I cinque giudici della Corte d'Appello hanno deciso che Amina Larwal non ha avuto "molte possibilità di difendersi".
Per questo hanno votato contro la sentenza emessa in prima istanza nel marzo del 2002, che condannava Amina alla morte per lapidazione per aver concepito un figlio al di fuori del matrimonio
Nigeria: annullata la condanna a morte di Amina Lawal (http://www.amnesty.it/primopiano/nigeria/nigeria.php3)
Un grazie sentito a tutti quelli che hanno firmato l'appello di amnesty international, una goccia nel mare, un piccolo gesto per il quale possiamo andare fieri
]LAGOS
Ha vinto l'appello Amina Lawal, la donna nigeriana condannata in prima istanza alla lapidazione per aver commesso adulterio.
Oggi sia la difesa che la stessa Amina erano apparsi ottimisti rispetto al verdetto della corte islamica di Katsina, che dal 1999 risponde alla legge della Sharia, adottata da 12 stati settentrionali della
Nigeria. Il caso aveva mobilitato la comunità internazionale per salvare la donna, madre di una bambina concepita fuori dal matrimonio in circostanze mai del tutto chiarite e per questo condannata a morte.
I cinque giudici della Corte d'Appello hanno deciso che Amina Larwal non ha avuto "molte possibilità di difendersi".
Per questo hanno votato contro la sentenza emessa in prima istanza nel marzo del 2002, che condannava Amina alla morte per lapidazione per aver concepito un figlio al di fuori del matrimonio
Nigeria: annullata la condanna a morte di Amina Lawal (http://www.amnesty.it/primopiano/nigeria/nigeria.php3)
Un grazie sentito a tutti quelli che hanno firmato l'appello di amnesty international, una goccia nel mare, un piccolo gesto per il quale possiamo andare fieri
speriamo però che non riescano a salvare Baranda.
purtroppo ho letto che pure baranda si è salvato anche se, a sua detta la confessione gli fu estorta con violenza.
Superfre`
29-09-2003, 14:57
chi e' costui?
un figlio di puttana che ha stuprato una bambina di 9 anni
Superfre`
29-09-2003, 14:59
ah
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