View Full Version : DONNA:... parlaci dei tuoi silenzi!
DALLA MAILING DEL 22/05/2003
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Rileggendo un po' di editoriali pubblicati, mi sono reso conto che, in ognuno di essi, manca un elemento determinante per la loro obbiettività: Il lato femminile.
Mi spiego meglio:
Gli scritti pubblicati risultano vistosamente influenzati dal pensiero maschile del sottoscritto e che, per quanto di parte ed integerrimi nel continuare a difendere la preziosità di una presenza femminile accanto, non riescono a confrontarsi in maniera "verace", perchè sono a senso unico.
I maschi, ovviamente, restano in silenzio e posso capirli; la posizione disagiata nella quale sono accerchiati è troppo veritiera ed indiscutibile, e non consente repliche a difesa ma voi, regine dei bei sussulti emozionali, perchè non vi unite a me in coro? Perché non mi convincete che quello che sostengo è la verità?
Perché cadere nell'errore di credere che non sia poi cosi per tutte?
Convincersi che la desolazione che abita il cuore di ognuno di voi sia un male di natura intimo e personale?
Perché lasciarsi confondere dal dubbio che non è poi tanto nefasta questa dimensione nella quale si dimena una donna, in quanto è il "gioco dei ruoli" che impone la vita...
Perché, in un silenzio ingiustificato, dare spazio all'assedio di ripetute cicliche di... mancanze di rispetto?
Credo che ci dovrebbe essere anche qualche vostra testimonianza al riguardo.
Qualche tracciato esposto da Voi, in modo spontaneo, per non lasciarsi influenzare dal dubbio che la situazione che si vive non sia un "di comodo" anche per voi, mie care amiche.
A volte sapersi biasimati e compatiti rende meno atroce un dolore ma, di riflesso, abitua anche alla necessità di continuare a riceverne, per sentirsi maggiormente comprese! (una sorta di attenuante/scusante, con la quale giustificarsi)
Ho sempre difeso e provato a comprendere, anche se solo a parole in questo spazio, le immagini desolanti di sguardi bassi, di occhi scuri che non sanno mentire alla delusione e gli avvilimenti dell'anima dinanzi alle dimenticanze incomprensibili che evidenziano irriguardose mancanze di riverenza, fino ad arrivare a condannare le smemorate manchevolezze nei confronti di ricorrenze ed anniversari importanti da festeggiare in due... ed ho raccolto consensi ed entusiasmi da parte delle donne ma... nessun uomo ha letto di voi fino ad oggi.
Se continuiamo a sopportare le tristezze in modo cosi flemmatico, a deteriorare i sogni, lasciandoli naufragare nell'insoddisfazione più avvilente, e se non ci convinciamo che gli unici titolari beneficiari della nostra felicità siamo soltanto noi, non riusciremo mai a dare fiato ai nostri appelli ed indirizzarli verso chi deve abituarsi all'idea di cambiare il corso alla nostra vita.
Non è restando in silenzio che si può pretendere che gli uomini comprendano i vuoti d'entusiasmo disseminati, ovunque, dalle donne.
L'uomo non si rende conto che non è lasciandole un post-it sul tavolo da cucina, su cui scrivere frettolosamente una bella frase d'amore copiata da chissà quale spot pubblicitario, che si può sperare di averla accontentata, e non riesce a capire, fino in fondo, perchè con una carezza muta ed un sorriso forzato sulle labbra non si può acquietare il cuore di donna depressa!
Anche voi siete nella condizione ideale di dire la vostra.
Lo impone un senso di riguardo ed il doveroso rispetto nei confronti di chi vi ha sempre posti su di un piedistallo e considerate: "necessità vitale".
Provate a fare vostro questo appello e fateci sapere qual'è il segreto per arrivare al fondo dei vostri cuori.
Dateci lo spunto per capire dove stiamo sbagliando e cosa correggere nel nostro comportamento!
Aiutateci a non vedervi sempre più arrese e sconfitte dalla noia, la tristezza e la rassegnazione!
Date fiato ai colori inespressi, che sono rannicchiati dentro voi, e provate a spingere oltre il muro del silenzio le dure insopportazioni di ogni giorno che vi attanagliano mente e cuore.
Solo cosi, forse, ci renderemo conto dove realmente è stazionata l'infelicità di coppia.
Solo cosi, noi uomini, capiremo che alla nostra moglie, l'amica, l'amante e la conoscente più affezionata non gli piace il silenzio dentro al quale preferiamo spesso nasconderci.
Solo "leggendo" il vostro pensiero sapremmo "ascoltare" quel bisogno che è in voi di saperci diversi e pronti a .... cambiare per amor VOSTRO!
Non siamo più in un mondo fantasioso e di Cenerentola innamorate ce ne sono fin troppe... non aspettatevi nessuna fatina e provate a trasformare l'uomo che vi è accanto... nel principe dei vostri desideri.
Da parte nostra vi sapremo ascoltare, perchè in un volto sorridente e spensierato di una donna c'è racchiusa la "favolosa MAGIA" per noi uomini!
Donne... è un uomo che vi stima tanto che sta parlando al cuore vostro: c'è bisogno di Voi, in questo tempo cosi sbadato e violento, per cercar di venir fuori dalla pietosa rassegnazione che ci spegne il sorriso sulle porte del cuore!
Fateci sentire la vostra voce e spiegateci qual'è il segreto per arrivare a VOI; sappiate inorgoglirci il pensiero riscoprendoci nuovamente importanti e complici della vostra più bella FELICITA'!
Vi prego... fateci leggere di VOI.
- Gianco -
Non è restando in silenzio che si può pretendere che gli uomini comprendano i vuoti d'entusiasmo disseminati, ovunque, dalle donne.
Tu pensi che la donna nn abbia mai provato a farlo?
Tu pensi che la donna nn abbia detto e ridetto, parlato, magari urlato tutto quelo che le fa male?
Tu pensi che alla fine la donna nn si sia stancata di dire, ridire, parlare e magari urlare?
La donna è stanca, stanca di fare capire le cose. La donna adesso sta in silenzio..........
Cade il mondo? la donna si sposta.perchè lei è già caduta nel baratro del silenzio.....
Ciao Gianco
Tu pensi che la donna nn abbia mai provato a farlo?
Cara Tina, anche se tu ti rivolgi a Gianco, mi permetto di risponderti in qualita' di donna, ho avuto diverse amiche in vita mia, chi piu' chi meno importante ma le ho sempre reputate tali, tra queste ne ho avuto alcune che hanno sempre preferito tacere per paura di essere fraintese, derise o peggio ancora mal giudicate anche se per piccole banalita', e credimi di testimonianze ne ho vissute parecchie.
Tu pensi che la donna nn abbia detto e ridetto, parlato, magari urlato tutto quelo che le fa male?
Qui nn si tratta solo di parlare di cio' che fa male o se proprio dobbiamo farlo posso portarti l'esempio di A (chiamiamola cosi') nella sua vita una cosa che sicuramente le ha fatto sempre male era il fatto di sapere che suo marito la tradiva, e lei pur di non perderlo ha preferito tacere, anche se poi le cose hanno avuto un altro risvolto, pero' per dirti era solo un esempio.
Tu pensi che alla fine la donna nn si sia stancata di dire, ridire, parlare e magari urlare?
La donna è stanca, stanca di fare capire le cose. La donna adesso sta in silenzio..........
Cade il mondo? la donna si sposta.perchè lei è già caduta nel baratro del silenzio.....
Il silenzio e' solo una scelta personale e dipende dalle situazioni che si vivono, sono convinta che non tutte le donne hanno parlato o urlato come dici tu per far capire "quei" silenzi che le avvolgono.
Ciao Cara Tina
Il silenzio e' solo una scelta personale e dalle situazioni che si vivono, sono convinta che non tutte le donne hanno parlato o urlato come dici tu per far capire "quei" silenzi che le avvolgono.
Ciao Cara Tina
Già, allora cosa si dovrebbe fare? parlare o rimanere mute?essere capite o subire?
Ciao Maria:-*
Bisognerebbe imparare a parlare nel momento giusto, sia delle cose che ci fanno male, sia delle cose che ci fanno felici. Il silenzio non è sempre accompagnato da dolore e sofferenza. A volte il silenzio è solo mancanza di tempo, o forse siamo solo troppo stanche a volte per parlare.
Io rivolgo una domanda a Gianco:
E voi uomini perchè non ci parlate dei vostri silenzi?
Purtroppo come molte donne preferiscono il silenzio per i più svariati motivi, anche vuoi uomini spesso tacete, e vi tenete dentro le cose fino ad arrivare sul punto di scoppiare.
Sbaglio?
P.S. MariaG :*
Inizio da una delle più fedeli e costanti presenze del forum: TINA!
Una dolce ragazza, che spesso si lascia trasportare dall'irruenza del suo pensiero "molto verace" e mostra un lato acerrimo e duro di se.
Fondamentalmente, però, sono convinto che sia una donna molto sensibile ed attenta ai particolari "delle"cose della vita"; soltanto che, una volta ogni tanto, vorrebbe che il mondo si accorgesse di lei, dei suoi stenti, i sacrifici sostenuti quotidianamente ed i vuoti silenziosi, e le concedesse un po' di attenzione assoluta.
Sulla necessità che una donna debba saper urlare il suo disagio a chi gli è accanto, per provare a riassaporare nuovamente l'aria salubre che spazia sulle sommità della serenità, al riguardo mi scrive:
Tu pensi che la donna non abbia mai provato a farlo?
Tu pensi che la donna non abbia detto e ridetto, parlato, magari urlato tutto quello che le fa male?
Tu pensi che alla fine la donna nn si sia stancata di dire, ridire, parlare e magari urlare?
La donna è stanca; stanca di fare capire le cose.
La donna adesso sta in silenzio..........
Cade il mondo? La donna si sposta... perché lei è già caduta nel baratro del silenzio!
è chiaro che non mi trova in accordo questa sua teoria, troppo rinunciataria e svilente.
La magica esistenza di una donna non può ridursi all' "accettare la realtà dei fatti"
Come l'hai disegnata tu, cara Tina, la donna esce da questo confronto sconfitta irrimediabilmente.
L'ipotesi che ci si "nasconda nel silenzio" perché arresa da una tremenda sconfitta, prevarica sulla possibilità, invece da te sostenuta, che lo abbia fatto perché si cura solo di se adesso,... visto che nessuna la ascolta!
E su questa sua affermazione ho letto la netta presa di posizione anche di MariaG la quale risponde cosi:
Il silenzio e' solo una scelta personale e dalle situazioni che si vivono, sono convinta che non tutte le donne hanno parlato o urlato come dici tu per far capire "quei" silenzi che le avvolgono
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Dany di Alessandria, invece, è molto più moderatrice e si lascia convincere dall'idea che i silenzi immanifestabili sono una conseguenza della frenetecità che il ritmo della vita ci impone.
Nella sua testimonianza è predominante la presa di coscienza di una "colpa di fondo" che, comunque, non la esenta da una speranza: "provare a cambiare, crearsi gli spazi giusti per farsi ascoltare da chi gli vive accanto e sente che gli vuole bene.
Oggi con la vita frenetica che viviamo non si ha il tempo di esternare i nostri silenzi e anche, a volte, i propri sentimenti.
Tentiamo sempre di tenerci tutto dentro, e sbagliamo...
Io prima fra tutte faccio così. Cerco sempre di risolvere da sola i problemi e poi, se vedo che non ci riesco, allora chiedo aiuto... ma sempre con un pò di titubanza.
E' un mio limite e me ne dispiaccio ma... debbo sforzarmi di provare a cambiare se voglio raggiungere la felicità della mia anima.
Devo sapere dar fiato ad un mio desiderio e svegliarmi una bella mattina e dire a me stessa; "bene, da oggi proverò a farmi ascoltare di più, perchè solo cosi poi ci si sente + leggeri"
Troppe volte i silenzi diventano nostri alleati e, in special modo, quando in quel vuoto ci cade anche il cuore...
Mi piacerebbe avere vicino a me la persona a cui voglio bene, nei momenti di bisogno, che mi spronasse a parlare,
invogliarmi a scacciare quel silenzio che c'è in me ed avvolge le mie tristezze.
Se fosse lui a incitarmi a parlare, forse, riuscirei a raccontarmi liberamente e con tranquillità di tutto.
Chissà... non è facile ma bisogna TENTARCI!
Grazie a tutti voi. DANY
La sua volontà di provare a cambiare è comunque determinata da un'azione dell'uomo che gli vive accanto che, dovrebbe, spronarla a parlare di più. E qui, ritorniamo al punto di partenza.
Molto spesso si preferisce evitare il confronto per non svelare "verità taciute"... che farebbero troppo male, se raccontate.
A volte, piuttosto che riesumare antichi contrasti, si preferisce sperare nella nascita di nuovi sussulti che facciano dimenticare il passato!
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Stefania da Verona, invece, è molto più determinata nell'analisi, individuando proprio nel maschio l'origine di quella chiusura OBBLIGATA!
Analizza il "problema" con gli occhi di una donna che, nel momento esatto in cui si pone sullo stesso piedistallo di confronto dell'uomo, ne deve uscire, irrimediabilmente, ridimensionata dallo stesso.
E' comodo dire "le donne non si spiegano " o "si assoggettano ad un ruolo prestabilito".
Di fatto quando una donna dice quello che prova, nella migliore delle ipotesi, viene definita aggressiva, poco femminile ect..
Perchè davvero la femminilità, che a voi piace così tanto, si risolve ad un adeguamento del prototipo "fragile, delicata, acquiescente",
magari disponibile e disinibita a letto, ma guai se poi si dimostra all'altezza su un piano dialettico o se fa valere le sue ragioni o sensazioni...
Forse sembro velenosa, ma la realtà e questa!
Un saluto Stefania
Per quanto sferzante e decisa nella tua convinzione, purtroppo cara Stefania, anche nella tua testimonianza, leggo una sottile vena di rassegnazione.
Ma perchè? Perchè questa volontà ad autocommiserarsi ed accettare, comunque, l'impossibilità di provarci?
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Chi, invece mi ha molto meravigliato è stata Annalisa da Firenze che, a quanto si legge, sembra che abbia provato a dare voce ai suoi silenzi...
Non credo che la donna sia nelle condizioni, oggi giorno, di imporre la propria VOCE sul compagno dell'anima con tanta facilità come vuoi far credere tu, Gianco.
E' troppo pericoloso raccontare a chi ti fa da marito, padre dei tuoi figli e compagno della vita da anni, che ci siamo stancate della monotonia che ci assale ogni sera, delle infelicità dell'anima e dei ricordi fotografati o impressi su una videocassetta da rivedere, cercando di nascondere una lacrima che non è certo di commozione ma... di nostalgia per un tempo andato, che non tornerà mai più!
C'è il rischio che veniamo affrontate con il piglio duro e impositivo da chi si sente nel dovere di chiedere rispetto a quanto ci sta assicurando: stabilità economica, serenità familiare e tante altre cose che un uomo "crede" di poter fare solo lui!
Parlare, raccontare i disagi per rischiare di essere incomprese o, peggio ancora, sentirci dire "se non ti conviene, prova a cambiarla tu questa vita?"
IO, ci ho provato e ne sono uscita con le ossa rotte e mi sono giocata quell'unica possibilità che avevo di far sentire i miei silenzi a chi mi vive accanto, ma mi ha creduto una eretica incosciente ed irriconoscete...
Annalisa da Firenze
Comprendo perfettamente quanto hai scritto e posso capire cosa sia significato per te il ritrovarti doppiamente delusa: quel vuoto è rimasto, comunque, in te ed in più, il tuo uomo ti ha definito "irricoscente" ed "irresponsabile" ma... anche per te c'è un "ma" che merita di essere scritto!
MA... perchè ha chiuso la porta del confronto con il più avido degli attacchi alla tua stessa fragilità? Perché, invece che condannare il tuo bisogno di aiuto, ti ha tacciato di irresponsabilità?
Tuo marito ti amerà sicuramente ma... ho il sospetto che ami di più se stesso!
Prova a riparlarne con più calma, altrimenti anche tu ingrosserai la percentuale delle donne incomprese, infelici e... MUTE!
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Infine, vorrei riportare parte dello scritto di Marina la quale esamina la "problematica dei silenzi"in modo autocritico, imputando alle stesse donne l'accrescere di questo "male oscuro", per colpa di una irrazionale perdita di vista dei valori fondamentali del vivere, quali il romanticismo, l'abnegazione al sacrificio e la perseveranza, barattati per la sete di arrivismo frettoloso, che assicuri il raggiungimento delle vette dei propri desideri... perdendo però di vista i valori di BASE!
Siamo noi donne le prime colpevoli del silenzio degli uomini, dei nostri uomini, mariti, figli, amanti, amici, ma anche degli altri - colleghi e conoscenti - li abbiamo resi muti ed incapaci di parlare per il terrore che li attanaglia di affermare cose errate. Siamo noi, sempre e solo noi, che abbiamo messo davanti al sano romanticismo un po' smielato, ma così efficace per il nostri cuori, le carriere, l'arrivare, l'essere sempre al massimo, il nascondere debolezze insieme ai difetti, non ricordando che i nostri uomini ci amano (come noi amiamo loro) anche per quelli.
Siamo diventati 'estranei', eccolo il male del secolo. Non ci sentiamo più reciprocamente 'in scadenza', siano 'scontati' l'uno verso l'altro, come in un qualsiasi discount.... Le nostre parole, le parole delle donne, restano impigliate nella morsa di una vita che non è più la nostra, e ci accorgiamo della loro importanza solo quando orami è passato il momento giusto. Ora, non facciamo solo autocritica, ma cerchiamo nella nostra mente e nei nostri cuori il fanciullino che vive in noi, ricordiamo che amare vuol dire rimanere anche un po' bambini è gioire delle piccole cose che insieme all'altro desideriamo vivere. E se non possiamo farlo, beh allora almeno raccontiamocele... una piccola terapia che non deve essere il rimpianto, ma la capacità di riprendere a sognare e, poi, cercare di realizzare i sogni, fossero solo un 'Ti amo' urlato dalla finestra, o un bacio rubato tra il cambio di un pannolino e l'altro....
M.R.
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Tante testimonianze, e molte neppure le ho inserite perché cosi hanno voluto, ma tutte incrinate da un senso di rassegnazione.
Sembra che la colpa dei vostri silenzi stia proprio nel fatto che gli date ascolto. A leggervi traggo, come unico spunto, che si è costretti a restare infelici perché il parlarne non servirebbe, comunque, a nulla.
No... non ci siamo proprio!
Ma voglio chiudere con un'altra testimonianza.
Sembra strano, eppure, l'unica testimonianza che credo abbia davvero dato un senso a questo editoriale giunge da un uomo!
Ebbene si, proprio da LUI; la parte inquisitrice; la ragione di questa inespressività; il motivo di cosi tanto soffrire.
Leggete con me...
I silenzi... questi cattivi nemici della serenità!
Io credo che le donne non dovrebbero chiedere proprio un bel nulla!
Non c'è nessuna ragione che le debba spingere a provare a raccontare dei propri disagi e scoramenti. Non è giusto!
Una donna deve essere capita, compresa ed assistita con la stessa magnificenza con la quale lei riesce a farlo con noi... poveri maschietti!
Lei; donna, madre, amica e compagna dei nostri giorni, non deve urlare il suo disprezzo ma restare in silenzio ad ascoltare la voce rassicurante di un uomo che sappia rassicurarla facendola solo... "parlare"
Io, lo ammetto, ogni giorno provo a farlo ed ogni giorno mi rendo conto di quanti sbagli compio e quanto sia facile far "felice una donna"
Le donne non ci chiedono la luna ma piccoli gesti, semplici attenzioni e non certo miracoli!!!
L'unico miracolo vivente che si ripete quotidianamente per un uomo.... è averne accanto una e... per tutta la vita!
Alberto da Napoli
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Mi accodo a te Alberto, e spero davvero che di questo tuo messaggio altri sappiano catturarne il mirabile senso profondo che hai lasciato in testimonianza!
Per intanto un saluto a tutti e a te...UOMO, concentrati su chi ti vive accanto, immergiti nella grandezza di un silenzio, e buon ascolto... parla la TUA DONNA!
- Gianco -
PS per Marella: (leggi, se puoi, l'editoriale del 14/03 ci manca... il tempo)
Ciao a tutti, ho appena letto tutto ciò che è stato scritto da voi e devo dire che è difficile trovare (almeno per me un pò lo è) parole giuste per poter spiegare perchè noi donne spesso ci chiudiamo nei nostri silenzi. Come è stato detto da alcune persone, può essere la paura di non essere capite, di essere fraintese e di conseguenza giudicate male. E altre volte ancora spesso una donna/ragazza si chiude in sè stessa, nei suoi silenzi perchè ( e non per colpevolizzare l'uomo) la persona amata che ha vicino...non ha tempo per ascoltarci, non considera importante i nostri piccoli o grandi problemi. Messo giù così questo discorso sembra non avere senso e molt che leggeranno si chiederanno se sono scema (probabile!) ma in effetti io vorrei dire che sono uno dei tanti casi che....s chiude in sè stessa e difficilmente riesce a parlare e questo non è da molto che mi è successo. Non è da molto perchè io sono sempre stata abituata in da piccola a dire in faccia alle persone quello che pensavo, sempre con le dovute maniere, ho sempre lottato per farmi sentire, ho sempre "urlato" per far sentire la mia presenza ma poi crescendo...ho fatto incontri sbagliati; e qui mi ricollego ai discorsi fatti a Gianco, o meglio delle verità taciute, della paura del confronto ecc ecc.
E per me è così, purtroppo a 14 anni ho subito delle cose che mi segneranno per tutta la vita, ricordi che non si toglieranno mai dalla mia memoria e...e..ed è per colpa di questa esperienza negativa e mi sono chiusa in me stessa, ho paura ad avere fiducia negli altri, ho paura ad esprimere i miei sentimenti e preferisco tenermi dentro tutto. Sono d'accordo con tutto ciò che ha detto Alberto: a volte noi donne siamo un pò complicate , questo sì, ma abbiamo bisogno di essere capite, amate, rassicurate. Io mi reputo una ragazza abbastanza forte, mi sento con il mio ragazzo un'amica, una consigliera, una mamma...mi sento tutto per lui...anche se lui con me ( ma lo sono la maggior parte degli uomini) non parla, sono io a dover tirare fuori i problemi che ha...tocca a me farlo parlare.
Perchè dite che siamo noi donne colpevoli dei silenz degli uomini? Io non mi senot così perchè faccio di tutto per farlo parlare, metto pure in secondo piano tutti i miei problemi pur di far star bene lui e con questo ritorno all'inizio della ruota...io i miei problemi li tengo dentro, li tengo dentro per non dare preoccupazioni a chi mi vuole bene e per non essere di peso a nessuno.
Comunque dopo tutto sto casino di parole (se ci capite qualcosa siete bravi) voglio solo dire che...sì noi donne siamo un pò complicate ma...non è assolutamente vero che noi donne siamo colpevoli dei nostri silenzi...è la vita stessa che a volte ci porta a dimenticarci di noi stesse.
VAbbè va..la piccola baby vi saluta con tanto affetto.
Kiss kiss
Mi dispiace Gianco, ma mi sono iscritta alla mailing list solo i primi di aprile, e non ho la mail contenente l'editoriale che tu mi indichi... Nel caso, visto che l'argomento mi interessa, se tu fossi così gentile da inoltrarmela te ne sarei molto grata.
Un bacio.
Nel caso, visto che l'argomento mi interessa, se tu fossi così gentile da inoltrarmela te ne sarei molto grata.
Un bacio.
Cara Marella :* qui (http://www.azzurra.org/forum/viewtopic.php?t=2621) trovi l'editoriale in oggetto.
Smack
MariaG
Io ho dato voce ai miei silenzi.
Quando mi sono accorta che il disagio era maggiore della gioia, ho preferito esternare le mie sensazioni e chiedere ciò che mi mancava.
Come speravo, ho trovato accanto a me una persona che mi ha ASCOLTATA e soprattutto capita. Pur tra i mille problemi di tutti i giorni, siamo riusciti a ristabilire quell'armonia che sembrava perduta.
E se fossi stata zitta? forse nn avrei mai recuperato nulla.
Devo precisare però che i miei silenzi sono stati spronati proprio dalla persona che mi sta accanto, poichè, accortasi che qualcosa nn andava, ha chiesto spiegazioni....nn si rendeva conto che lui, uomo, mi stava facendo mancare tante piccole tenerezze che tanto mi emozionavano un tempo.
E ora mi emozionano come e più di prima.
Concludo quindi dicendo che nn è solo colpa dei nostri silenzi ma dei silenzi di chi ci sta accanto....
Un abbraccio a tutti
(Cito dall'editoriale che mi ha segnalato Gianco):
Io credo che quel senso di solitudine, dentro al quale ci si ritrova sempre più spersi, sia dovuto proprio alla mancanza di tempo!
Rimandiamo a doMAI; preferiamo girarci di spalle, fuggire dal confronto e sperare che domattina sia dimenticato, piuttosto che fermarsi a parlarne.
Perché tutto ciò? Dove nasce questa paura di esternare il disagio dei propri sentimenti messi al bando, delle proprie arrese sconfortanti, od il lancio nel mare profondo di sogni e desideri reconditi?
(fine citazione)
Io sono convinta che ci sono mali interiori non legati necessariamente alla coppia, che nemmeno l'amore più grande può curare... a volte il silenzio è un modo per curarsi..
Io ho provato a parlare, quanto ho provato.........
ho anche urlato, risultato nullo.
Adesso continuo a parlare, Gianco, continuo e tutto quello che ottengo è il sentirmi dire che sono cambiata, che sono diventata insopportabile, che bado solo a ME, che sono egoista.
ecco quello che ho ottenuto, ma nn torno indietro.
Dici che sono molto dura? NO! nn lo sono è solo che mi sono accorta che per ottenere qualcosa devo ribellarmi, ma............
So solo che la realtà per le donne è dura, si ci sono casi più semplici da risolvere, mentre ci sono casi ostici, il mio è uno di questi.
Alberto da napoli dice giusto, ma.....................ho come la sensazione che sono solo parole, parole mai messe in atto, ho la sensazione che ........
Insomma che alla fine ALBERTO sia solo un adulatore e niente più.
Cara Tina su una cosa devo contestarti: Alberto non credo sia un adulatore comenon credo che tutti gli uomini sia uguali/adulatori. E questo telo posso confermare perchè anch'io per un certo periodo della mia vita non avevo fiducia negli uomini, li credevo solamente sfruttatori ma poi una persona che per me resterà per sempre il mio angelo custode...mi ha insegnato che loro uomini non sono tutti uguali. Questa persona gli bastava guardarmi per capire ogni mio piccolo/grande problema, gli bastava un niente per capire le mie angosce, quello che pensavo o volevo...e io in quel periodo non conoscevo il silenzio perchè accanto a me c'era qualcuno che mi capiva, c'era qualcuno che mi ASCOLTAVA.
Credimi Tina non sei l'unica cui ti senti dire che sei un'egiosta, che pensi solo per te ecc ecc...succede spesso anche a me se non tutti i giorni ma cerco di andare avanti lo stesso perchè voglio tenere duro e farmi valere.
Alberto secondo me dice il giusto...ed è uno dei pochi casi che probabilemte quando ha accanto una donna...sa amare e capire fino in fondo.
baby
Snow_Fairy
29-05-2003, 18:47
Il silenzio è pur sempre una forma di comunicazione, se si conosce bene l'altra persona (e nn parlo solo del rapporto di coppia) si capisce che c'è qualcosa che lo affligge. Io nn ne farei solo una questione di "donna parlaci dei tuoi silenzi" anche gli uomini, soprattutto i più sensibili, stanno in silenzio proprio per nn far star male o creare ansia o far sentire in colpa l'altra persona di quel malessere. Da considerare che comunque chi sta in silenzio è perchè, indirettamente, cerca di attirare attenzione su sè stesso........non serve urlare per farsi ascoltare, ma dare dei piccoli segni per far capire che qualcosa non va e se siamo circondati da persone "speciali" questo silenzio viene ascoltato subito. Se sia ama e soprattutto se si rispetta l'altra persona si tenderà SEMPRE a capirla, almeno nel nostro piccolo, e di evitare di farla soffrire. Alcune volte, almeno credo, le persone utilizzino il silenzio come arma, come scudo.......perchè si rendono conto che stando male, avendo un problema, sono vulnerabili e quindi hanno paura di soffrire, di non essere capiti......senza neanche fare un piccolo tentativo. Personalmente io sono una ragazza che cerca quasi sempre di parlare, di chiarire, il dialogo è importantissimo in qualsiasi rapporto......ma alcune volte mi rendo conto che è meglio tacere, per il bene mio e di chi mi sta accanto. Inutile dire che se si ha un problema la cosa più orrenda è quando si tende a fare la vittima.
Di fronte a un tradimento perchè, di solito, la donna tace? Pechè cerca e crede di salvare la propria storia in silenzio e non parlandone? Se c'è qualcosa da salvare, si sa che l'unica soluzione è il dialogo, chiarire......magari così facendo, se c'è amore fiducia e rispetto, la coppia "rinascerà" oppure se non c'è nulla "morirà". Non ha senso fingere, almeno secondo me. Se le risposte alle mie domande sono i figli.......credo che i primi a soffrire di questo "disagio" siano proprio loro.
Non so, magari le mie idee sono sbagliate, ma credo che il silenzio sia una modo come un altro, quasi "normale" di trasmettere un segnale di incomprensione.....c'è chi urla, chi è sempre aggresssivo, chi fa sempre la vittima e chi "fa i silenzi"....
Snow_Fairy
29-05-2003, 18:49
Cara Tina Io immagino solamente tutte le volte che hai provato a farti capire ma senza risultati, ma credo che il problema sia questo, come hai scritto in un post "Tu pensi che la donna nn abbia detto e ridetto, parlato, magari urlato tutto quello che le fa male?". Magari il modo in cui hai cercato di farti capire è stato sbagliato, scusa se mi permetto.
"La donna è stanca, stanca di fare capire le cose. La donna adesso sta in silenzio...." Io credo che la donna sia stanca di star zitta......prima la donna era vista come un "oggetto", i genitori o i mariti (che magari non amavano ma erano costretti a sposarli solo perchè lo volevano i genitori) decidevano per lei, il suo destino era nelle mani di altre persone!! Fortunatamente le cose sono cambiate, la donna non è vista più come un oggetto, non ha un ruolo così marginale, e soprattutto è LIBERA di decidere/fare ciò che vuole.
"Cade il mondo? la donna si sposta perchè lei è già caduta nel baratro del silenzio"
Non soffre solo la donna ma anche l'uomo, anche i bambini soprattutti quelli che hanno visto e vissuto la guerra......sono traumatizzati e stanno in silenzio proprio perchè chiedono aiuto....basta guardare i loro occhi per capire che soffrono eppure nn si lamentano.
Permettimi di darti un consiglio,cerca di essere MENO drastica, sii più ottimista e cerca di dare fiducia agli altri, ho capito dalle tue parole e dai tuoi post che hai sofferto molto........non permettere a questa sofferenza di andare oltre, così facendo rovinerai anche il tuo presente/futuro che magari potrebbe essere migliore solo se tu lo affrontassi con un allegro sorriso e con più fiducia. Il passato ti ha reso così come sei e quindi è importante, ma nn permetter di distruggerti, cerca di prendere in mano le redini della tua vita ATTUALE e lasciati alle spalle il passato. Un consiglio dato con affetto e speranza :)
salve,
questa è la prima volta che mi soffermo a leggere attentamente un editoriale e tutte le risposte che ne sono conseguite.per quanto riguarda la mia esperienza personale,ho visto che io ho provato a parlare,a chiarire e a cercare il dialogo. certe volt ha funziona,ma mi è stato detto che alla fine risultavo pedante e soffocante. x cui ora ho deciso la via del silenzio. io purtroppo non sono forte come tina, o comprensivo come gianco o maria,per cui probabilmente mi sto sbagliando ancora. spero che allora qualcuno mi faccia capire che sono in errore.
un bacio alla snowina,marella,mamma e tina, e un saluto a gianco :)
ciao ciao :*
RosaDiGhiaccio
05-06-2003, 21:19
I Silenzi delle donne....
per le donne la realtà è difficile...
perchè quì si parla delle donne e non in generale? ho conosciuto molti ragazzi.. che usavano questi silenzi come una pellicola di protezione.. non solo donne..
la realtà è difficile per tutti, specie per gli animi più irrequieti e sognatori poichè sentono sulla loro pelle tutte le delusioni del mondo..Un'infinità di pensieri lo travolgono, un'infinità di infamie lo colpiscono, un'infinità di certezze lo abbattono. L'infinito rancore che deve portare con se come una madre che porta in grembo suo figlio. L'infinito desiderio di salvezza controllato da una mente che pur essendo confusa e ferita rimane lucida...
Molti scelgono il silenzio perchè credono di non poter essere compresi...
altri lo scelgono perchè temono delle proprie parole
altri ancora scelgono il silenzio come compagno di riflessione...
Io, ho scelto il silenzio perchè sono stanca di confrontarmi, stanca di essere giudicata, stanca di non essere compresa e stanca di questo mondo che non mi appartiene...
il mio silenzio è musica perchè io so comprenderlo
I Silenzi delle donne....
per le donne la realtà è difficile...
Io, ho scelto il silenzio perchè sono stanca di confrontarmi, stanca di essere giudicata, stanca di non essere compresa e stanca di questo mondo che non mi appartiene...
il mio silenzio è musica perchè io so comprenderlo
Ottima risposta, in sintesi è anche la mia scelta.
Nn vale più ne parlare ne gridare, ma prendere la vita ogni giorno come si presenta, senza tanti perchè senza tanti ma.....
e VIVERLA in qualche modo.
Mi spiace contraddirti RosaDiGhiaccio, ed anche a te cara Tina, ma non è cosi che va il mondo!!
Nel silenzio ci si annulla e non si ascolta nessuna musica, credimi (è solo una teoria tua personale, fortemente sconfessabile)
Non è nei silenzi che ci si difende!
Non può essere nell'isolamento forzato che si trova la strada della felicità.
E' una forma egoista e, forse, rivela la paura di mettere a nudo le ferite dell'anima, rivolgendo a chi ci ascolta la vista in primo piano del lato più doloroso.
Chi ti è accanto meriterebbe di ascoltare la voce del tuo cuore piuttosto che illudersi che "tutto vada alla GRANDE" solo perchè non c'è traccia di dissenso espresso a voce!
Se ami davvero chi ti è vicino... non resti in silenzio MAI!
Parlare.. per difendere un bene primario è un dogma della vita, e vale per tutti quanti noi!
(io, continuo a pensarla cosi - e il monito è diretto, in eguale misura e sostanza, anche per gli uomini, che dovrebbero essere meno superficiali, codardi ed ipocriti, e riservare una maggiore attenzione nel curare e preservare i beni assoluti che gli sono accanto.... per riuscire a convivere con la felicità SEMPRE!)
Ciao
- Gianco -
RosaDiGhiaccio
07-06-2003, 11:22
non tutti i fiumi scorrono nello stesso senso..
c'è chi sceglie una via, chi ne sceglie un altra, personalmente posso
dirti gianco che il mio silenzio non è ne forzato ne una difesa..
forse è vero che l'amore è la cosa più importante della Vita,
io non ho "amore" e porgo quindi il mio silenzio... e alla tua frase
--se ami davvero non resti in silenzio mai--
io penso che chi ci AMA non ci permette di restare in silenzio
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