Gianco
09-05-2003, 09:20
dalla mailing di cuorinellatormenta del 09/05/2003
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Domenica è la festa da dedicare ALLA DONNA PIU' IMPORTANTE DEL MONDO.... la propria MAMMA!
"ogni essere umano, nella sua continua evoluzione, focalizza nella madre il punto fondamentale della propria esistenza"
Questa è una delle definizioni più significative che ho letto, girovagando un po' nella rete. Mi è piaciuta e l'ho trascritta, perchè credo che la figura della madre in un uomo rivesta una importanza fondamentale.
La mamma; questo genio vitale di primaria necessità! Sempre pronta a farsi in quattro per aiutarti, proteggerti, difenderti e regalarti un sorriso che infonda in noi, nuova speranza.
La nostra mamma; questa divina invenzione "stupenda!" Questa genialità che ci vive accanto e della quale dimentichiamo, troppo facilmente, che è molto più facile AMARLA ed accontentarla, anche con stentati sorrisi, piuttosto che criticarla ed odiare la sua mentalità retrograda e demodé.
Ma le mamme cosa pensano di noi figli?
Questi figli sempre cosi distanti e troppo lontani dai loro giorni, che si rallentano velocemente ma con passo anziano, per un tempo inesorabile che scorre?
Queste madri che cercano di nascondere le loro paure nel fondo di un sorriso, per l'obbligo malcelato di dover rispettare scelte imprevedibili e, spesso, pericolosamente ardite da parte nostra.
Una vita intera spesa a sacrificarsi parte di se stesse per farci crescere con sani principi e robustezze, non soltanto fisiche, ed accorgersi poi, un bel giorno, che stiamo per costruire la nostra nuova storia da padri o madri del domani, e che ci dovremo, per un rigiro naturale delle cose della vita, staccarci da lei.
Una mamma! che bella parola; che senso profondo; che infinita ricchezza!
Ma cosa penserà di noi? Come sarà mentre fa l'amore; cosa gli spaventa il pensiero, all'idea di un rischio che potremmo correre, e come accetterà la notizia di quando gli diremo che vogliamo sposarci e cosa chiederà a Dio per noi e per i nostri figli?
Per noi, popolo di mammoni, che prima dei 30 anni non siam disposti a lasciarla tanto facilmente da sola, la mamma risiede nel fondamentale principio della propria genesi e, fosse anche una madre dispettosa, taccagna, ipocrita, crudele o ingiuriosa, resta comunque la protagonista della nostra adolescenza e fanciullezza, e solo chi non ne ha assaporato la magnificenza può capire quanto sia incolmabile l'assenza di LEI.
La figura della mamma è una sorta di SACRALITA' terrena, da rispettare e da chiamare all'appello "nel momento del bisogno", fosse anche solo per nostro egoismo o soddisfazione. Sappiamo bene che, quel cordone ombelicale non sarà mai reciso e che... lei sarà sempre felice di sentirsi al centro di nuove attenzioni e ritornare a fare LA MAMMA tua.
Mentre scrivo questo editoriale scorrono nella mente testi e musiche di canzoni che raccontano di LEI: provate ad ascoltarne qualcuna e vi sembrerà di essere proiettati verso il loro mondo, con maggiore facilità (Una mamma di Luca Carboni - Questi figli di Mariella Nava - Figli dei Pooh e cosi via)
Ascoltatele attentamente e vi renderete conto che c'è sempre una volontà di confrontarsi col proprio mondo, per cercare di non apparire mai troppo distanti, lontani e VECCHI dentro... nella mente, ancora prima che fuori... sulla pelle!
Vi lascio con un testo di una canzone che nessuno conosce ma che mi ha coinvolto molto.
Si parla di Lei ed è scritto da chi una madre ancora ce l'ha accanto, e prova ad immaginarsi il giorno in cui resterà solo per il mondo, senza più quella bella luce che gli indica una strada per venir fuori dai guai, ed in una notte di stelle, guardando in su... gli chiede ancora aiuto e dove si nasconde!
....
ed è per questo che tu in me
sei un dolcissimo dolore
che arriva d'improvviso
e tiene compagnia il cuore mio
tu che sei al centro esatto di un'altro cielo
e che dall'alto splendi e mi dai luce
mi obblighi a cercarti tra le stelle
non credere che qui si viva bene
per tutti c'è un'assenza insopportabile
da vivere forzatamente dentro
e tu per me sei quella più importante
perchè di te
tuo figlio vive e muore di dolore
Tu, mio dolcissimo dolore
che non vai via
con l'acqua o con il vento
ma se concentro il cuore con la mente
ritorno indietro ai giorni in cui ridevi
e mi stringevi a te forte sul petto
Li mi hai insegnato il battito più vero
che adesso fa di me
un uomo amato
perchè mi dicono che sono un figlio buono
e che assomiglio tanto pure a te
....
Per sempre e solo tu
mio dolcissimo dolore
che vivi dentro me
fin quando un giorno
anch'io sarò nel centro del tuo cielo
e ti rincontrerò
di mamma ce n'è una soltanto nella vita di ognuno di noi e, per quanto si provi a farne a meno... è solo tempo perso perchè noi siamo e resteremo sempre FIGLI!
- Gianco -
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Domenica è la festa da dedicare ALLA DONNA PIU' IMPORTANTE DEL MONDO.... la propria MAMMA!
"ogni essere umano, nella sua continua evoluzione, focalizza nella madre il punto fondamentale della propria esistenza"
Questa è una delle definizioni più significative che ho letto, girovagando un po' nella rete. Mi è piaciuta e l'ho trascritta, perchè credo che la figura della madre in un uomo rivesta una importanza fondamentale.
La mamma; questo genio vitale di primaria necessità! Sempre pronta a farsi in quattro per aiutarti, proteggerti, difenderti e regalarti un sorriso che infonda in noi, nuova speranza.
La nostra mamma; questa divina invenzione "stupenda!" Questa genialità che ci vive accanto e della quale dimentichiamo, troppo facilmente, che è molto più facile AMARLA ed accontentarla, anche con stentati sorrisi, piuttosto che criticarla ed odiare la sua mentalità retrograda e demodé.
Ma le mamme cosa pensano di noi figli?
Questi figli sempre cosi distanti e troppo lontani dai loro giorni, che si rallentano velocemente ma con passo anziano, per un tempo inesorabile che scorre?
Queste madri che cercano di nascondere le loro paure nel fondo di un sorriso, per l'obbligo malcelato di dover rispettare scelte imprevedibili e, spesso, pericolosamente ardite da parte nostra.
Una vita intera spesa a sacrificarsi parte di se stesse per farci crescere con sani principi e robustezze, non soltanto fisiche, ed accorgersi poi, un bel giorno, che stiamo per costruire la nostra nuova storia da padri o madri del domani, e che ci dovremo, per un rigiro naturale delle cose della vita, staccarci da lei.
Una mamma! che bella parola; che senso profondo; che infinita ricchezza!
Ma cosa penserà di noi? Come sarà mentre fa l'amore; cosa gli spaventa il pensiero, all'idea di un rischio che potremmo correre, e come accetterà la notizia di quando gli diremo che vogliamo sposarci e cosa chiederà a Dio per noi e per i nostri figli?
Per noi, popolo di mammoni, che prima dei 30 anni non siam disposti a lasciarla tanto facilmente da sola, la mamma risiede nel fondamentale principio della propria genesi e, fosse anche una madre dispettosa, taccagna, ipocrita, crudele o ingiuriosa, resta comunque la protagonista della nostra adolescenza e fanciullezza, e solo chi non ne ha assaporato la magnificenza può capire quanto sia incolmabile l'assenza di LEI.
La figura della mamma è una sorta di SACRALITA' terrena, da rispettare e da chiamare all'appello "nel momento del bisogno", fosse anche solo per nostro egoismo o soddisfazione. Sappiamo bene che, quel cordone ombelicale non sarà mai reciso e che... lei sarà sempre felice di sentirsi al centro di nuove attenzioni e ritornare a fare LA MAMMA tua.
Mentre scrivo questo editoriale scorrono nella mente testi e musiche di canzoni che raccontano di LEI: provate ad ascoltarne qualcuna e vi sembrerà di essere proiettati verso il loro mondo, con maggiore facilità (Una mamma di Luca Carboni - Questi figli di Mariella Nava - Figli dei Pooh e cosi via)
Ascoltatele attentamente e vi renderete conto che c'è sempre una volontà di confrontarsi col proprio mondo, per cercare di non apparire mai troppo distanti, lontani e VECCHI dentro... nella mente, ancora prima che fuori... sulla pelle!
Vi lascio con un testo di una canzone che nessuno conosce ma che mi ha coinvolto molto.
Si parla di Lei ed è scritto da chi una madre ancora ce l'ha accanto, e prova ad immaginarsi il giorno in cui resterà solo per il mondo, senza più quella bella luce che gli indica una strada per venir fuori dai guai, ed in una notte di stelle, guardando in su... gli chiede ancora aiuto e dove si nasconde!
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ed è per questo che tu in me
sei un dolcissimo dolore
che arriva d'improvviso
e tiene compagnia il cuore mio
tu che sei al centro esatto di un'altro cielo
e che dall'alto splendi e mi dai luce
mi obblighi a cercarti tra le stelle
non credere che qui si viva bene
per tutti c'è un'assenza insopportabile
da vivere forzatamente dentro
e tu per me sei quella più importante
perchè di te
tuo figlio vive e muore di dolore
Tu, mio dolcissimo dolore
che non vai via
con l'acqua o con il vento
ma se concentro il cuore con la mente
ritorno indietro ai giorni in cui ridevi
e mi stringevi a te forte sul petto
Li mi hai insegnato il battito più vero
che adesso fa di me
un uomo amato
perchè mi dicono che sono un figlio buono
e che assomiglio tanto pure a te
....
Per sempre e solo tu
mio dolcissimo dolore
che vivi dentro me
fin quando un giorno
anch'io sarò nel centro del tuo cielo
e ti rincontrerò
di mamma ce n'è una soltanto nella vita di ognuno di noi e, per quanto si provi a farne a meno... è solo tempo perso perchè noi siamo e resteremo sempre FIGLI!
- Gianco -