Gianco
06-05-2003, 12:45
Mailing del 02/05/2003
...
......
Oggi voglio parlare, in modo del tutto sereno, della morte; di questa oscura signora che non ha nessun bisogno di farsi presentare; quando ha deciso di venirti a trovare, non conosce ostacoli e, tanto meno, aspetta il momento più propizio per mostrarsi a te.
Arriva, ti siede accanto e concede, forse, il breve tempo di una consapevolezza, che si sta per lasciare tutto quanto appartiene alla nostra vita per altri luoghi.
Basta che "l'amara notizia", fatta trapelare con estrema difficoltà, annunci che, un pezzo fondamentale dei tuoi cari ricordi di vita vissuta, si è lasciato vincere dalla malattia incurabile, dalla vecchiaia di un corpo stanco, da improvvisi rallentamenti del cuore o da mille altre ragioni, che si annaspa nell'inquietudine più completa.
In quel preciso istante, nel quale a fatica si trattengono le lacrime e si prova a soffocare in te un grido di dolore, mordendosi le labbra, ti ritorna in mente il senso profondo della tua esistenza.
Un valore assoluto, estremamente importante, ma che non ha nulla di scontato, prevedibile e certo, ed è oggetto di improvvisi mutamenti!
Ci siamo ed esistiamo per volontà di Nostro Signore, per conseguenza biologica, per trasposizione di altre vite o per qualsiasi altro motivo voi vogliate credere... ma potremmo, tra un istante, non esserci più!
Non è un discorso pessimista e legnoso che provo a metter giù questa mattina, ma una convinzione ASSOLUTA che potrebbe essere "domani" il giorno previsto per l'incontro con la "signora morte", e non bisogna aver paura o lasciarsi soffocare in gola il fiato, alla sola idea di dover lasciare incustodito tutto quanto ci appartenga, perché è nel gioco naturale della vita.
Mi rendo conto che, quando mi soffermo a pensare a quanto scritto, divento più fragile, maggiormente vulnerabile e discontinuo nella ricerca delle mie certezze, forse perché mi rendo conto che, il vivere l'attimo, è la nostra unica missione che ci è stata affibbiata da quello spermatozoo che, vinse con abile corsa su tutti gli altri, e ci concesse "il primo respiro vitale".
Di dolorose "partenze improvvise" tutti noi ne abbiamo assaggiato la spietatezza nel corso della vita e per alcuni, sono certo, ci sono stati sviluppi che hanno segnato profondamente. La perdita di un genitore, di un intimo amico, di un parente stretto, di un conoscente assai caro, sono prove inconfutabili della nostra natura che... ci deve portare sempre a non perdere di vista il senso di questo esistere: VIVERE L'ATTIMO cercando, però, di farsi ricordare sempre in modo piacevole e felice da chi ti ha vissuto accanto: <<fosse pure per pochi istanti>> -
Il mio papà diceva spesso che un uomo può lasciarsi alle spalle la propria vita senza nessuna paura... proprio perché si continua ad esistere nel ricordo, custodito nella mente e nel cuore, di chi ti è stato accanto e ti ha voluto, e ti vorrà per sempre, un mondo di bene!
Ed è da quella sua considerazione che trassi il mio credo, a cui cerco di rapportarmi di continuo, perché sono convinto che " è meglio essere indimenticabili... piuttosto che da dimenticare in fretta da mente e cuore!", e l'unico rimedio per poterlo rispettare resta uno soltanto: trattare le cose della vita SEMPRE A CUORE APERTO!
Vi chiedo scusa se vi ho rattristato un po' ma... nella mailing di cuorinellatormenta si parla di tutto e, mai come in questo caso, il cuore ha il suo FONDAMENTALE motivo di battere e farci sentire... VIVI!
- Gianco -
________________________________Vanda da torino ci srive:
Ciao sono Vanda, Torino,
premetto e affermo che a volte è molto più difficile vivere e affrontare
le tante difficoltà che la vita ti propone, ma come si suol dire bisogna
"tirare avanti", non voglio essere troppo amara con le mie affermazioni,
ma sono cose che penso da tanto. Allora volevo dire fondamentalmente questo,
la signora morte ha un pregio, è l'unica occasione in cui non esistono classi
sociali e di fronte a cui siamo proprio tutti simili. Basta pensare alla
dipartita di alcuni giovani di buona famiglia, senza fare nomi.
I miei non sono discorsi che fanno pensare a fazioni politiche, ma solo
opinioni strettamente personali. So di esser una persona forse un po' strana,
ma l'idea di partire per sempre non mi fa minimamente paura, l'unica cosa
è il distacco da chi voglio bene, nn certo per me.
-Vanda-
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Oggi voglio parlare, in modo del tutto sereno, della morte; di questa oscura signora che non ha nessun bisogno di farsi presentare; quando ha deciso di venirti a trovare, non conosce ostacoli e, tanto meno, aspetta il momento più propizio per mostrarsi a te.
Arriva, ti siede accanto e concede, forse, il breve tempo di una consapevolezza, che si sta per lasciare tutto quanto appartiene alla nostra vita per altri luoghi.
Basta che "l'amara notizia", fatta trapelare con estrema difficoltà, annunci che, un pezzo fondamentale dei tuoi cari ricordi di vita vissuta, si è lasciato vincere dalla malattia incurabile, dalla vecchiaia di un corpo stanco, da improvvisi rallentamenti del cuore o da mille altre ragioni, che si annaspa nell'inquietudine più completa.
In quel preciso istante, nel quale a fatica si trattengono le lacrime e si prova a soffocare in te un grido di dolore, mordendosi le labbra, ti ritorna in mente il senso profondo della tua esistenza.
Un valore assoluto, estremamente importante, ma che non ha nulla di scontato, prevedibile e certo, ed è oggetto di improvvisi mutamenti!
Ci siamo ed esistiamo per volontà di Nostro Signore, per conseguenza biologica, per trasposizione di altre vite o per qualsiasi altro motivo voi vogliate credere... ma potremmo, tra un istante, non esserci più!
Non è un discorso pessimista e legnoso che provo a metter giù questa mattina, ma una convinzione ASSOLUTA che potrebbe essere "domani" il giorno previsto per l'incontro con la "signora morte", e non bisogna aver paura o lasciarsi soffocare in gola il fiato, alla sola idea di dover lasciare incustodito tutto quanto ci appartenga, perché è nel gioco naturale della vita.
Mi rendo conto che, quando mi soffermo a pensare a quanto scritto, divento più fragile, maggiormente vulnerabile e discontinuo nella ricerca delle mie certezze, forse perché mi rendo conto che, il vivere l'attimo, è la nostra unica missione che ci è stata affibbiata da quello spermatozoo che, vinse con abile corsa su tutti gli altri, e ci concesse "il primo respiro vitale".
Di dolorose "partenze improvvise" tutti noi ne abbiamo assaggiato la spietatezza nel corso della vita e per alcuni, sono certo, ci sono stati sviluppi che hanno segnato profondamente. La perdita di un genitore, di un intimo amico, di un parente stretto, di un conoscente assai caro, sono prove inconfutabili della nostra natura che... ci deve portare sempre a non perdere di vista il senso di questo esistere: VIVERE L'ATTIMO cercando, però, di farsi ricordare sempre in modo piacevole e felice da chi ti ha vissuto accanto: <<fosse pure per pochi istanti>> -
Il mio papà diceva spesso che un uomo può lasciarsi alle spalle la propria vita senza nessuna paura... proprio perché si continua ad esistere nel ricordo, custodito nella mente e nel cuore, di chi ti è stato accanto e ti ha voluto, e ti vorrà per sempre, un mondo di bene!
Ed è da quella sua considerazione che trassi il mio credo, a cui cerco di rapportarmi di continuo, perché sono convinto che " è meglio essere indimenticabili... piuttosto che da dimenticare in fretta da mente e cuore!", e l'unico rimedio per poterlo rispettare resta uno soltanto: trattare le cose della vita SEMPRE A CUORE APERTO!
Vi chiedo scusa se vi ho rattristato un po' ma... nella mailing di cuorinellatormenta si parla di tutto e, mai come in questo caso, il cuore ha il suo FONDAMENTALE motivo di battere e farci sentire... VIVI!
- Gianco -
________________________________Vanda da torino ci srive:
Ciao sono Vanda, Torino,
premetto e affermo che a volte è molto più difficile vivere e affrontare
le tante difficoltà che la vita ti propone, ma come si suol dire bisogna
"tirare avanti", non voglio essere troppo amara con le mie affermazioni,
ma sono cose che penso da tanto. Allora volevo dire fondamentalmente questo,
la signora morte ha un pregio, è l'unica occasione in cui non esistono classi
sociali e di fronte a cui siamo proprio tutti simili. Basta pensare alla
dipartita di alcuni giovani di buona famiglia, senza fare nomi.
I miei non sono discorsi che fanno pensare a fazioni politiche, ma solo
opinioni strettamente personali. So di esser una persona forse un po' strana,
ma l'idea di partire per sempre non mi fa minimamente paura, l'unica cosa
è il distacco da chi voglio bene, nn certo per me.
-Vanda-