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View Full Version : la solitudine.........


Gianco
10-01-2003, 16:38
-editoriale tratto dalla mailing del 10/01/03-

LA SOLITUDINE………. questa paura di parlare
Leggevo un articolo su una rivista dove veniva analizzato il nuovo male sociale del secolo: la solitudine!

Sostanzialmente ne esistono due forme: quella per la quale ci si sente soli ed un’altra nella quale ci accorgiamo di essere soli.
Due condizioni -di natura sociale ‘l’esser soli” ed emotiva “il sentirsi soli”- che determinano, comunque, uno unico e identico disagio esistenziale: la tristezza del pensiero!

Nella maggior parte dei casi l’essere umano si ritrova a combattere antiche paure che germogliano nella propria mente, in modo del tutto indomabile, come vere e proprie fisime. Figlie legittime dell’insoddisfazione e l’insopportabilità ad accettare quello che si vive attorno in modo stanco e avvilente.
A chi, non è mai capitato di ritrovarsi al centro di una piazza affollata, bistrattati dai continui spintoni ed infastiditi da un vociare confusionario di sottofondo e sentirci, comunque, vuoti dentro?
Quella sensazione emozionale di sperdimento che ci avvolge non è altro che “un sentirci SOLI” al mondo, estraniati da tutto l’altro che ci vive attorno, perché cosi vuole la nostra mente!
E quante altre volte, ci siamo dovuti ricredere, per l’incetta insopportabile di disilluse aspettative, quando credevamo di poter contare sull’apporto di altra gente, per provare a vincere gli affanni della vita mentre invece, sconsolatamente, ci accorgiamo di essere da soli a compiangerci? Quella è la condizione sociale in cui “il saperci SOLI” ci fa sentire ancora più indifesi.

SAPERCI e SENTIRCI SOLI i due poli opposti di una stessa carenza: la tristezza dell’anima che, in entrambi i casi, scatena la malinconia nella quale affondiamo mente, corpo e cuore!
Da quel costante disagio, al passaggio successivo, di farci del male fisco, ci vuole davvero poco: si praticano le strade meno sicure e basta un niente per ritrovarsi avvinghiati dalle morse dell’alcool, della droga, dell’abbandono degli affetti familiari, il distacco delle sane abitudini e tanto altro ancora, e tutto questo solo per cercare di sfuggire alla NOIA della solitudine!

Ascolto spesso amiche che si sfogano con me, raccontandomi i chiaroscuri del proprio vivere, segnati da una vita insoddisfatta e desolante: moglie e madre perfetta, sempre puntuale a svolgere i ruoli di competenza, ma afflitta dalla consapevolezza di non essere mai il centro esatto di un improvviso mutamento. Casa, lavoro, figli, marito, cena da preparare, letti da rifare e poi? Niente altro!
Per le grandi emozioni resta solo la trasposizione della mente nel bel mezzo di scene mozzafiato, prese in prestito da qualche film d’amore, o la rivisitazione degli antichi sogni raggomitolati in fondo al cuore e dispersi nel buio della notte, prima di addormentarsi.
Anche quella è solitudine!
Ma anche gli uomini, a cui continuo a destinare solleciti nel provare ad esporsi di più, sono insoddisfatti di tutto quello che li circonda.
Moglie sempre con pochi entusiasmi, attenta ad economizzare su tutto, niente più sesso passionale, lavoro senza grossi stimoli, routine invecchiata del trittico “casa-lavoro e bar” come unico motivo della propria esistenza e via discorrendo.
Si sentono soli e si accorgono di essere sempre più abbuiati dalle inquietudini.
Si danno alle passioni personali, troppo egocentriche ed egoistiche quali il calcio, la musica, i videogame, il computer, le ch@t, gli amici al bar, l’amante e così via.

Ma c’è una qualcosa per quanto ho detto che, riflettendo, mi fa sorridere e rabbrividire allo stesso tempo, e sapete cos’è?
Chi mi racconta i propri disagi sono amici maschi e donne che si conoscono molto bene, perché sono mariti e moglie tra loro, che mi parlano in modo separato. Raccontano ad altri le proprie deraglianti solitudini, senza mai provare a parlarne tra loro e cercare accomodamenti, che servano a scambiarsi opinioni, punti di vista e, caso mai, sogni!
Credo che ciò non accada per la paura di evidenziare pericolose tristezze che, pur di non farle precipitare in scelte sbagliate od improvvisi litigi, si preferisce che vengano taciute per sempre. Ma che errore!
Si commette un maledetto sbaglio, per il quale si rischia di perdersi nel silenzio; ed in una società dove l’essere umano è da sempre stato l’animale più evoluto e destinato al dialogo di gruppo, è davvero avvilente sapere che i mutismi la fanno da padrone, solo perché……… è meglio star zitti, piuttosto che parlare e mettere a nudo i propri errori e rischiare di vedersi sfuggire di mano quelle solide basi della propria esistenza!
E’ solo ipocrisia a voler nascondere nel silenzio i disagi che, prima o dopo, rischiano di venire fuori in modo esplosivo e senza possibilità di rimedi, perché è troppo tardi!

Ma io voglio chiudere questo editoriale accorpandovi un altro tipo di solitudine, molto più acerrimo e delittuoso: la sofferenza del corpo.

Si catapultano nella mente, con passaggi veloci, i volti disagiati che soffrono la più criminale delle solitudini, IL DOLORE del corpo.
La fame e la miseria, i mali incurabili improvvisi, la violenza su minori che non possono gridare, l’abbandono in case di cura o in ospedale di anziani relitti, la prigionia della mente e la schiavitù del corpo, i debiti, i soprusi e………. potrei andare avanti per ore.
Queste sono le matrici della vera solitudine che spinge il mondo verso l’isolamento più completo!
Il sapere di essere SOLI, senza nessuno che si preoccupi mai di come saranno i tuoi giorni di domani…………. ammesso che ci sia un domani e non venga scelto di suicidarlo, con atti estremi, perché reso insopportabile e si è convinti che se viene soppresso non importi a nessuno!


Noi qui ad angustiarci delle tristezze generate dall’insoddisfazione, dai sogni infranti, da un corpo non più desiderabile, da una vita vissuta a tacere e completamente diversa da come la sognavamo che fosse, dimenticando che l‘unica vera inquietudine che deve farci stare male è una soltanto: non accorgerci di quanta gente, meno fortunata di noi, muore di solitudine pur restando attorno a noi!

Non confondiamo l’insoddisfazione di tutti i giorni con la solitudine del corpo, sono privazioni diverse, e cerchiamo di alleviarne le pene con piccoli gesti……… fosse anche un sorriso o il sacrosanto rispetto di non paragonare le nostre scontentezze al loro dolore, perché non sappiamo neppure cosa vuol dire aver bisogno di qualcuno in modo disperato, e ritrovarci silenziosamente………SOLI!

- Gianco -


la solitudine
…………
un dolore tremendo
dentro al quale mi perdo
con nessuno che guarda!

tina
18-02-2003, 08:06
Quando il giorno finisce
Ti accorgi, ke anke quest'oggi nn ti ha portato niente.
Ti accorgi ke vorresti.......
vorresti l'AMORE, vorresti ke il tuo uomo ti AMASSE, vorresti l'amore.......
una semplice carezza, un gesto di amore...un bacio, qualcosa ke ti aiuti ad andare avanti, qualcosa ke nn ti faccia + sentire sola....

Invece sarai sola..... :( :( :( :(