PUOjACKz
04-04-2006, 12:45
BIMBO UCCISO: PSICHIATRA, DEGRADO ETICO TOTALE E' CHIAVE
ROMA, 3 apr - Procurarsi una certa somma di denaro in tempi brevi è, probabilmente, il movente di questo gesto barbaro. Ma ad armare la mano dell'assassino, rendendola capace di uccidere un bambino di appena 18 mesi, è stato qualcos'altro: Un "degrado etico totale", ovvero la "assoluta mancanza di valori morali". E' quasi indignato il presidente della Società italiana di psichiatria, Carmine Munizza, nel parlare della personalità degli o dell'assassino del piccolo Tommy: "Una vicenda orribile e molto inquietante, perché qui la malattia mentale non c'entra nulla". Una cosa è sicura, afferma infatti convinto il presidente degli psichiatri: "Non si tratta di soggetti affetti da patologie mentali o disturbi psicologici. La malattia mentale, in questo caso, non può assolutamente essere chiamata in causa. Potrei dire, paradossalmente, 'purtroppo', dal momento che sarebbe in un certo senso rassicurante per tutti poter affermare che la causa di questo abominio è una malattia o un atto di follia". Invece, non è così: "Qui la causa è da ricercarsi in una forma di degrado etico totale, un fenomeno molto pericoloso soprattutto perché ingestibile e dai contorni a volte sfumati". Ma come si può arrivare alla "cancellazione" di ogni valore morale, finendo per vivere in una dimensione in cui tutto può essere giustificato per il solo fatto che è l'individuo a volerlo o desiderarlo? Difficile dare una risposta, ma senza dubbio l'affermarsi di un certo tipo di modelli sociali, osserva l'esperto, ha un peso decisivo: "Affermarsi nella società per quello che si possiede, ottenere tutto e subito, fare del denaro il primo obiettivo: modelli che, purtroppo, si stanno diffondendo sempre di più, soprattutto tra i giovani, finendo con il 'plasmare' un nuovo tipo di individuo". Un fenomeno sotto gli occhi di tutti, ma ormai entrato in un certo senso nello stile di vita 'moderno': "E così - avverte Munizza - può accadere che un soggetto, 'bombardato' da questo tipo di modelli, sia spinto verso un graduale assopimento dei valori morali; un processo lento ma che, in una persona magari più debole, può finire con l'annullare completamente la dimensione etica". Una perdita di valori che ha conseguenze precise: "Il passo successivo - ha detto Munizza - è infatti l'incapacità di distinguere le priorità e l'importanza delle cose, cioé gli aspetti essenziali dell'esistenza. Viene in altri termini impedita una razionale scelta delle priorita". E' proprio in questo modo che si arriva ad "essere capaci di tutto", anche del gesto più abietto: "La tappa finale di questo processo di 'atrofizzazione' dei valori morali - sottolinea lo psichiatra - é proprio la banalizzazione dell'esistenza, che porta a dare lo stesso peso alla vita di un bimbo di due anni e a qualche migliaio di euro". Un'identikit che corrisponde perfettamente a Mario Alessi: "Ha già fatto violenze in passato e, nonostante sia egli stesso padre di un bambino piccolo, non ha esitato davanti alla sofferenza di Tommy: perché, appunto, è ormai venuto a mancare il grado di priorità delle situazioni ed anche situazioni complesse vengono affrontate con superficialità". L'assassino di Tommaso, dunque, non si colloca nell'area della 'patologia', bensì più semplicemente nell'area della delinquenzialità: "In questa orribile storia - è la conclusione dello psichiatra - la vera, nuova patologia sta appunto nella totale amoralità, per cui 'quattro soldi' sono all'apice della piramide dei bisogni da soddisfare".
Quoto il discorso e voi?
ROMA, 3 apr - Procurarsi una certa somma di denaro in tempi brevi è, probabilmente, il movente di questo gesto barbaro. Ma ad armare la mano dell'assassino, rendendola capace di uccidere un bambino di appena 18 mesi, è stato qualcos'altro: Un "degrado etico totale", ovvero la "assoluta mancanza di valori morali". E' quasi indignato il presidente della Società italiana di psichiatria, Carmine Munizza, nel parlare della personalità degli o dell'assassino del piccolo Tommy: "Una vicenda orribile e molto inquietante, perché qui la malattia mentale non c'entra nulla". Una cosa è sicura, afferma infatti convinto il presidente degli psichiatri: "Non si tratta di soggetti affetti da patologie mentali o disturbi psicologici. La malattia mentale, in questo caso, non può assolutamente essere chiamata in causa. Potrei dire, paradossalmente, 'purtroppo', dal momento che sarebbe in un certo senso rassicurante per tutti poter affermare che la causa di questo abominio è una malattia o un atto di follia". Invece, non è così: "Qui la causa è da ricercarsi in una forma di degrado etico totale, un fenomeno molto pericoloso soprattutto perché ingestibile e dai contorni a volte sfumati". Ma come si può arrivare alla "cancellazione" di ogni valore morale, finendo per vivere in una dimensione in cui tutto può essere giustificato per il solo fatto che è l'individuo a volerlo o desiderarlo? Difficile dare una risposta, ma senza dubbio l'affermarsi di un certo tipo di modelli sociali, osserva l'esperto, ha un peso decisivo: "Affermarsi nella società per quello che si possiede, ottenere tutto e subito, fare del denaro il primo obiettivo: modelli che, purtroppo, si stanno diffondendo sempre di più, soprattutto tra i giovani, finendo con il 'plasmare' un nuovo tipo di individuo". Un fenomeno sotto gli occhi di tutti, ma ormai entrato in un certo senso nello stile di vita 'moderno': "E così - avverte Munizza - può accadere che un soggetto, 'bombardato' da questo tipo di modelli, sia spinto verso un graduale assopimento dei valori morali; un processo lento ma che, in una persona magari più debole, può finire con l'annullare completamente la dimensione etica". Una perdita di valori che ha conseguenze precise: "Il passo successivo - ha detto Munizza - è infatti l'incapacità di distinguere le priorità e l'importanza delle cose, cioé gli aspetti essenziali dell'esistenza. Viene in altri termini impedita una razionale scelta delle priorita". E' proprio in questo modo che si arriva ad "essere capaci di tutto", anche del gesto più abietto: "La tappa finale di questo processo di 'atrofizzazione' dei valori morali - sottolinea lo psichiatra - é proprio la banalizzazione dell'esistenza, che porta a dare lo stesso peso alla vita di un bimbo di due anni e a qualche migliaio di euro". Un'identikit che corrisponde perfettamente a Mario Alessi: "Ha già fatto violenze in passato e, nonostante sia egli stesso padre di un bambino piccolo, non ha esitato davanti alla sofferenza di Tommy: perché, appunto, è ormai venuto a mancare il grado di priorità delle situazioni ed anche situazioni complesse vengono affrontate con superficialità". L'assassino di Tommaso, dunque, non si colloca nell'area della 'patologia', bensì più semplicemente nell'area della delinquenzialità: "In questa orribile storia - è la conclusione dello psichiatra - la vera, nuova patologia sta appunto nella totale amoralità, per cui 'quattro soldi' sono all'apice della piramide dei bisogni da soddisfare".
Quoto il discorso e voi?