PUOjACKz
07-03-2006, 12:48
Tratto da Repubblica.it
"Intervista allo scrittore: dai messaggi che riceve alle fonti del suo lavoro: "Tutto è diventato micro, la corrente internettiana ha invaso il linguaggio"
Moccia: "Un gergo per ogni paese
così parla l'Italia dei ragazzi"
di MARIA SIMONETTI
"Fede, 6 mitico!". "Grazie x aver scritto il libro ke più mi rappresenta". "Il tuo libro m'ha lasciato sott'acqua!". Straripa di commenti entusiasti il blog di Federico Moccia, romano di 42 anni, dopo l'uscita di "Ho voglia di te" (Feltrinelli), da un mese in testa alle classifiche. Al Festival di Sanremo è stato perfino omaggiato dai suoi amici della band Zero Assoluto: "Proprio ora che / camminiamo tre metri sopra il cielo...", hanno gorgheggiato. Piace molto ai teenagers, Moccia. Merito loro se "3 metri sopra il cielo", uscito per una piccola casa editrice nel '92 e subito esaurito, è stato copiato, fotocopiato e fatto marciare nel tempo: fino a che, proprio in una copisteria, l'ha scovato il produttore Riccardo Tozzi e ne ha fatto un film omonimo (2003, regia di Luca Lucini) che ha spinto la Feltrinelli a ripubblicare il libro. Un successone. Bissato, adesso, da "Ho voglia di te".
Moccia, i giovani si riconoscono nelle situazioni che lei racconta, soprattutto nel linguaggio. Come raccoglie il suo materiale?
"Attraverso i provini per i casting televisivi. Ho lavorato anni per Paolo Bonolis, intervistavo 1400 persone l'anno di ogni età e fascia sociale. Quando scrivo chiudo gli occhi e risento quel parlato, le espressioni più colorite che danno immagini. Commenti tipo "È forte Luca Laurenti, m'acchiappa un casino", bestemmie ripulite come "porca trota", espressioni surreali come "mannaggia alla trota salmonata".
Girando per l'Italia per promuovere i libri, mi sono accorto che ogni piccolo paese ha il suo gergo: in Puglia marinare la scuola si dice "fare x" (dal gesto di cancellare un giorno dal calendario, a Sannicandro), "bruciare la scuola" a Maglie, a Bari "fare pane" ("Domani che fai, fai pane?")".
Dal 92 a oggi, come è cambiato il linguaggio dei giovani?
"Innanzitutto subisce la corrente Internettiana, con termini del mondo del 'micro', dei lead e dei chip, un gergo informatico e omologante. Tutto è abbreviato:
questi ragazzini digitano sulla tastiera tagliando, come una sorta di stenografi da computer. Oggi le ragazze di 14 anni si costruiscono da sole il loro blog, una piccola piattaforma per trovare amici e considerazione. Ma è tutto virtuale, finto, e rivela una grande solitudine".
Poi ci sono i tormentoni della Tv. Dal "brodo primordiale" di Arbore a "Bella, frate'!"...
"L'effetto della tv è sempre più immediato, quando accade qualcosa di nuovo subito si trasferisce nei comportamenti e nel vocabolario. Penso a 'bella padella' di dj Francesco, a 'tricche e ballacche' con relativo gesto dell'ombrello, coniato alla Fattoria".
E il look dei giovani, come si è trasformato nel tempo?
"Negli anni '70-'80 il vestire era molto più selettivo e preciso. Oggi tutto è più confuso e omologato: Renzo Rosso, il boss della Diesel, veste come un ragazzo di borgata. È un look più interclassista e trans-età. A Genova una ragazza è venuta a invitarmi a parlare
nella sua scuola, aveva il bianchetto sulle palpebre, un top e gonna jeans con volant di pizzo a vita bassa. Le ho risposto che avrei dovuto parlare prima con la prof. E lei, serafica: "Ma la prof sono io!".
"SLANGOPEDIA". Sul sito dell'Espresso e Scuola&giovani il dizionario dello slang "Slangopedia", (http://www.espressonline.it/eol/free/jsp/detail.jsp?m1s=null&m2s=so&idCategory=4807&idContent=400221) creato con le segnalazioni dei lettori."
Ps: Da notare come, nel sito di slangopedia, ci siano indirizzi email a iosa, buttati là, in bella vista, alla mercè di qualsiasi spammeruccolo di follonica da strapazzo. Bah..
"Intervista allo scrittore: dai messaggi che riceve alle fonti del suo lavoro: "Tutto è diventato micro, la corrente internettiana ha invaso il linguaggio"
Moccia: "Un gergo per ogni paese
così parla l'Italia dei ragazzi"
di MARIA SIMONETTI
"Fede, 6 mitico!". "Grazie x aver scritto il libro ke più mi rappresenta". "Il tuo libro m'ha lasciato sott'acqua!". Straripa di commenti entusiasti il blog di Federico Moccia, romano di 42 anni, dopo l'uscita di "Ho voglia di te" (Feltrinelli), da un mese in testa alle classifiche. Al Festival di Sanremo è stato perfino omaggiato dai suoi amici della band Zero Assoluto: "Proprio ora che / camminiamo tre metri sopra il cielo...", hanno gorgheggiato. Piace molto ai teenagers, Moccia. Merito loro se "3 metri sopra il cielo", uscito per una piccola casa editrice nel '92 e subito esaurito, è stato copiato, fotocopiato e fatto marciare nel tempo: fino a che, proprio in una copisteria, l'ha scovato il produttore Riccardo Tozzi e ne ha fatto un film omonimo (2003, regia di Luca Lucini) che ha spinto la Feltrinelli a ripubblicare il libro. Un successone. Bissato, adesso, da "Ho voglia di te".
Moccia, i giovani si riconoscono nelle situazioni che lei racconta, soprattutto nel linguaggio. Come raccoglie il suo materiale?
"Attraverso i provini per i casting televisivi. Ho lavorato anni per Paolo Bonolis, intervistavo 1400 persone l'anno di ogni età e fascia sociale. Quando scrivo chiudo gli occhi e risento quel parlato, le espressioni più colorite che danno immagini. Commenti tipo "È forte Luca Laurenti, m'acchiappa un casino", bestemmie ripulite come "porca trota", espressioni surreali come "mannaggia alla trota salmonata".
Girando per l'Italia per promuovere i libri, mi sono accorto che ogni piccolo paese ha il suo gergo: in Puglia marinare la scuola si dice "fare x" (dal gesto di cancellare un giorno dal calendario, a Sannicandro), "bruciare la scuola" a Maglie, a Bari "fare pane" ("Domani che fai, fai pane?")".
Dal 92 a oggi, come è cambiato il linguaggio dei giovani?
"Innanzitutto subisce la corrente Internettiana, con termini del mondo del 'micro', dei lead e dei chip, un gergo informatico e omologante. Tutto è abbreviato:
questi ragazzini digitano sulla tastiera tagliando, come una sorta di stenografi da computer. Oggi le ragazze di 14 anni si costruiscono da sole il loro blog, una piccola piattaforma per trovare amici e considerazione. Ma è tutto virtuale, finto, e rivela una grande solitudine".
Poi ci sono i tormentoni della Tv. Dal "brodo primordiale" di Arbore a "Bella, frate'!"...
"L'effetto della tv è sempre più immediato, quando accade qualcosa di nuovo subito si trasferisce nei comportamenti e nel vocabolario. Penso a 'bella padella' di dj Francesco, a 'tricche e ballacche' con relativo gesto dell'ombrello, coniato alla Fattoria".
E il look dei giovani, come si è trasformato nel tempo?
"Negli anni '70-'80 il vestire era molto più selettivo e preciso. Oggi tutto è più confuso e omologato: Renzo Rosso, il boss della Diesel, veste come un ragazzo di borgata. È un look più interclassista e trans-età. A Genova una ragazza è venuta a invitarmi a parlare
nella sua scuola, aveva il bianchetto sulle palpebre, un top e gonna jeans con volant di pizzo a vita bassa. Le ho risposto che avrei dovuto parlare prima con la prof. E lei, serafica: "Ma la prof sono io!".
"SLANGOPEDIA". Sul sito dell'Espresso e Scuola&giovani il dizionario dello slang "Slangopedia", (http://www.espressonline.it/eol/free/jsp/detail.jsp?m1s=null&m2s=so&idCategory=4807&idContent=400221) creato con le segnalazioni dei lettori."
Ps: Da notare come, nel sito di slangopedia, ci siano indirizzi email a iosa, buttati là, in bella vista, alla mercè di qualsiasi spammeruccolo di follonica da strapazzo. Bah..