Nightcrawler
09-02-2006, 13:19
Scrivo questo post per parlare di un monumento nazionale probabilmente sconosciuto ai più ma che si ricollega all'imminente meeting da ^Mis^ poichè ivi si trova.
Nella zona del gruppo montuoso dell'Adamello si combatterono numerose battaglie nel contesto della grande guerra del 1915-1918. La particolarità del luogo e delle condizioni hanno fatto assumere a quegli eventi il nome di "guerra bianca".
Il racconto è quello di un impresa eroica, al limite della follia, come di quelle che avvengono soloitamente in occasioni drammatiche quali la guerra. Un gesto compiuto per la "libertà", quella vera, non quella con cui la gente ama al giorno d'oggi sporcarsi la bocca. Dopo anni di prepotente occupazione austriaca l'Italia va alla ricerca di un riscatto. Caporetto deve ancora arrivare ma il futuro è luminoso.
Penso che sia dovuto dare un tributo a quegli uomini e alle loro gesta.
Il cannone parte la mattina del 9 febbraio da Temù(Bs) per raggiungere in serata, trainato da cavalli, Malga Caldea a quota 1584 mt. Essendo la neve alta, il cannone viene smontato nei suoi componenti per poter proseguire a bordo di slitte. Agli ordini degli ufficiali vi sono una sessantina di artiglieri, tredici genieri minatori e circa duecento tra alpini e territoriali.
Inizia il traino dell' "ippopotamo"(la sola canna pesa oltre 33 quintali), come viene ribattezzata subito la bocca da fuoco, e la fatica appare subito proibitiva poichè si deve procedere lungo la linea di massima pendenza, essendo impossibile affrontare il pendio a zig-zag pena il rovesciamento dello slittone.
Nonostante sia già stato battuto una sorta di percorso, la slitta affonda e s'incaglia a più riprese e i genieri devono intervenire per superare gli ostacoli talvota costruendo speciali argani per trainare il pezzo nei punti più ripidi.
Le operazioni oltretutto avvengono di notte o quando le condizioni meteo non permettono al nemico la ricognizione aerea mentre di giorno le slitte vengono coperte di neve e le tracce vengono minuziosamente cancellate. L'opera procede quindi con una lentezza esasperante. Per superare i 400mt di dislivello tra Malga Caldea e Malga Laghetto occorrono una ventina di giorni. Come se non bastasse si prsenta anche il pericolo di valanghe ed in alcune occasioni il cannone finisce ricoperto da uno spesso strato di neve. Le pessime condizioni climatiche impongono la sospensione di ogni attività dal 13 al 31 marzo.
Il traino ricomincia ad aprile ma gli uomini sono ormai stanchi fisicamente e moralmente per la monotona quanto estenuante attività. Ma un giorno un ufficiale ha un intuizione geniale. La slitta con i generi di conforto e con il barilotto di liquore viene posta in testa alla carovana e la distribuzione del beveraggio avverrà quando il cannone raggiungerà il punto in cui è posto il barilotto. Il cannone sembra aver messo le ali. La vista dei caduti e dei feriti delle battaglie del 12 aprile sprona ulteriormente gli uomini addetti al traino, consapevoli dell'importanza della loro impresa. Il cannone viene trainato quindi con nuovo vigore e con tutte le energie tanto da raggiungere i 2535mt del Rifugio Garibaldi il 17 aprile coprendo un dislivello di 500mt in soli sei giorni. Gli ultimi 600mt che seprano il cannone dal Passo Venerocolo, ove è destinato, vengono coperti in soli dieci giorni, sicchè il pezzo raggiunge la sua posizione a 3236mt il 27 aprile 1916. Contro ogni previsione pessimistica, la bocca da fuoco, ha coperto un dislivello di 1500 in soli 78 giorni. Il pezzo resterà in posizione per oltre un anno, finchè nella notte del 6 giugno 1917, duecento Alpini ed Artiglieri, lo trascineranno fin sulla selletta di Cresta Croce, a 3313 mt, dove si trova tuttora.
http://www.cicloweb.net/adamello6.jpghttp://www.cicloweb.net/adamello8.jpg
Lanciata l'ultima folgore sul nemico fuggente
spazzata la strada di Trento dal bivacco straniero
qui sulla vetta dove lo trainarono forza fede passione dei soldati d'Italia
rimane additamento alla patria compiuta il vasto orizzonte
sul quale potrà ancora rifulgere la civiltà del genio latino.
Nella zona del gruppo montuoso dell'Adamello si combatterono numerose battaglie nel contesto della grande guerra del 1915-1918. La particolarità del luogo e delle condizioni hanno fatto assumere a quegli eventi il nome di "guerra bianca".
Il racconto è quello di un impresa eroica, al limite della follia, come di quelle che avvengono soloitamente in occasioni drammatiche quali la guerra. Un gesto compiuto per la "libertà", quella vera, non quella con cui la gente ama al giorno d'oggi sporcarsi la bocca. Dopo anni di prepotente occupazione austriaca l'Italia va alla ricerca di un riscatto. Caporetto deve ancora arrivare ma il futuro è luminoso.
Penso che sia dovuto dare un tributo a quegli uomini e alle loro gesta.
Il cannone parte la mattina del 9 febbraio da Temù(Bs) per raggiungere in serata, trainato da cavalli, Malga Caldea a quota 1584 mt. Essendo la neve alta, il cannone viene smontato nei suoi componenti per poter proseguire a bordo di slitte. Agli ordini degli ufficiali vi sono una sessantina di artiglieri, tredici genieri minatori e circa duecento tra alpini e territoriali.
Inizia il traino dell' "ippopotamo"(la sola canna pesa oltre 33 quintali), come viene ribattezzata subito la bocca da fuoco, e la fatica appare subito proibitiva poichè si deve procedere lungo la linea di massima pendenza, essendo impossibile affrontare il pendio a zig-zag pena il rovesciamento dello slittone.
Nonostante sia già stato battuto una sorta di percorso, la slitta affonda e s'incaglia a più riprese e i genieri devono intervenire per superare gli ostacoli talvota costruendo speciali argani per trainare il pezzo nei punti più ripidi.
Le operazioni oltretutto avvengono di notte o quando le condizioni meteo non permettono al nemico la ricognizione aerea mentre di giorno le slitte vengono coperte di neve e le tracce vengono minuziosamente cancellate. L'opera procede quindi con una lentezza esasperante. Per superare i 400mt di dislivello tra Malga Caldea e Malga Laghetto occorrono una ventina di giorni. Come se non bastasse si prsenta anche il pericolo di valanghe ed in alcune occasioni il cannone finisce ricoperto da uno spesso strato di neve. Le pessime condizioni climatiche impongono la sospensione di ogni attività dal 13 al 31 marzo.
Il traino ricomincia ad aprile ma gli uomini sono ormai stanchi fisicamente e moralmente per la monotona quanto estenuante attività. Ma un giorno un ufficiale ha un intuizione geniale. La slitta con i generi di conforto e con il barilotto di liquore viene posta in testa alla carovana e la distribuzione del beveraggio avverrà quando il cannone raggiungerà il punto in cui è posto il barilotto. Il cannone sembra aver messo le ali. La vista dei caduti e dei feriti delle battaglie del 12 aprile sprona ulteriormente gli uomini addetti al traino, consapevoli dell'importanza della loro impresa. Il cannone viene trainato quindi con nuovo vigore e con tutte le energie tanto da raggiungere i 2535mt del Rifugio Garibaldi il 17 aprile coprendo un dislivello di 500mt in soli sei giorni. Gli ultimi 600mt che seprano il cannone dal Passo Venerocolo, ove è destinato, vengono coperti in soli dieci giorni, sicchè il pezzo raggiunge la sua posizione a 3236mt il 27 aprile 1916. Contro ogni previsione pessimistica, la bocca da fuoco, ha coperto un dislivello di 1500 in soli 78 giorni. Il pezzo resterà in posizione per oltre un anno, finchè nella notte del 6 giugno 1917, duecento Alpini ed Artiglieri, lo trascineranno fin sulla selletta di Cresta Croce, a 3313 mt, dove si trova tuttora.
http://www.cicloweb.net/adamello6.jpghttp://www.cicloweb.net/adamello8.jpg
Lanciata l'ultima folgore sul nemico fuggente
spazzata la strada di Trento dal bivacco straniero
qui sulla vetta dove lo trainarono forza fede passione dei soldati d'Italia
rimane additamento alla patria compiuta il vasto orizzonte
sul quale potrà ancora rifulgere la civiltà del genio latino.