PUOjACKz
21-01-2006, 13:04
Da Repubblica.it
Secondo il direttore dell'istituto privato è un "metodo educativo"
Insorgono i genitori: "I nostri figli trattati come delinquenti"
Albenga, contro gli alunni vandali il preside prende impronte digitali
La scuola minimizza: "Voleva mettere fine a scherzi irritanti"
Avevano disattivato la centralina telefonica e spento il riscaldamento
ALBENGA (Savona) - Un gesto insolito contro il vandalismo degli studenti della sua scuola. Don Mario Ruffino, direttore dell'istituto cattolico privato "Redemptor hominis" di Albenga, ha deciso di prendere le impronte digitali degli alunni per scoprire chi negli ultimi tempi si era divertito a staccare gli spinotti del centralino telefonico o a spegnere l'impianto di riscaldamento. Lo riferisce questa mattina il quotidiano La Stampa.
La decisione ha sollevato un polverone di polemiche e ha suscitato reazioni contrastanti. Per il preside e gli insegnanti si tratta di solo un metodo educativo per mettere a freno quelli che definiscono "atti vandalici e scherzi di pessimo gusto". Di segno opposto il punto di vista dei genitori degli studenti: "Una cosa fuori dal mondo. I ragazzi sono rimasti impressionati. E non ci pare neanche un buon metodo formativo."
La vicenda è venuta alla luce quando un'alunna ha riferito la vicenda ai familiari, solo dopo due giorni dall'accaduto. "In casa era taciturna, irrequieta, e non capivamo perché", spiega il padre della giovane. Secondo il racconto, Don Mario sarebbe entrato in classe, nella terza media, e dopo aver allontanato l'insegnante che stava facendo lezione, avrebbe preso le impronte a tutti gli studenti. Anche a lei. "Così sarà più facile scoprire il colpevole", avrebbe aggiunto il preside, munito di carta e inchiostro. Materiale di certo insufficiente per avviare un'inchiesta, ma che è bastato a spaventare i ragazzi.
"Mia figlia, come gli altri compagni di classe", prosegue il genitore, "si è sentita trattata come un delinquente, ed è rimasta traumatizzata. Credo che ci siano modi migliori per educare i ragazzi. E pensare che avevo scelto per lei una scuola privata proprio perchè le venissero insegnati con più cura rispetto ed educazione."
Cosa ne pensate?
Secondo il direttore dell'istituto privato è un "metodo educativo"
Insorgono i genitori: "I nostri figli trattati come delinquenti"
Albenga, contro gli alunni vandali il preside prende impronte digitali
La scuola minimizza: "Voleva mettere fine a scherzi irritanti"
Avevano disattivato la centralina telefonica e spento il riscaldamento
ALBENGA (Savona) - Un gesto insolito contro il vandalismo degli studenti della sua scuola. Don Mario Ruffino, direttore dell'istituto cattolico privato "Redemptor hominis" di Albenga, ha deciso di prendere le impronte digitali degli alunni per scoprire chi negli ultimi tempi si era divertito a staccare gli spinotti del centralino telefonico o a spegnere l'impianto di riscaldamento. Lo riferisce questa mattina il quotidiano La Stampa.
La decisione ha sollevato un polverone di polemiche e ha suscitato reazioni contrastanti. Per il preside e gli insegnanti si tratta di solo un metodo educativo per mettere a freno quelli che definiscono "atti vandalici e scherzi di pessimo gusto". Di segno opposto il punto di vista dei genitori degli studenti: "Una cosa fuori dal mondo. I ragazzi sono rimasti impressionati. E non ci pare neanche un buon metodo formativo."
La vicenda è venuta alla luce quando un'alunna ha riferito la vicenda ai familiari, solo dopo due giorni dall'accaduto. "In casa era taciturna, irrequieta, e non capivamo perché", spiega il padre della giovane. Secondo il racconto, Don Mario sarebbe entrato in classe, nella terza media, e dopo aver allontanato l'insegnante che stava facendo lezione, avrebbe preso le impronte a tutti gli studenti. Anche a lei. "Così sarà più facile scoprire il colpevole", avrebbe aggiunto il preside, munito di carta e inchiostro. Materiale di certo insufficiente per avviare un'inchiesta, ma che è bastato a spaventare i ragazzi.
"Mia figlia, come gli altri compagni di classe", prosegue il genitore, "si è sentita trattata come un delinquente, ed è rimasta traumatizzata. Credo che ci siano modi migliori per educare i ragazzi. E pensare che avevo scelto per lei una scuola privata proprio perchè le venissero insegnati con più cura rispetto ed educazione."
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